<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335</id><updated>2011-12-13T04:19:09.470-08:00</updated><category term='Tibet'/><title type='text'>Flying News</title><subtitle type='html'>Le news di Daniela Cohen&lt;br&gt;
"L'autore è l'unico artista che dipinge senza tela perché la tela sta dentro al cervello di chi guarda" &lt;br&gt;
(Stefano Massini, 'Processo a Dio')&lt;br&gt;

"Anche se non lo sa più nessuno, il  teatro è la cosa più importante del mondo, il fondamento stesso del nostro pensiero. Potrà finire il cinema, potranno anche sparire tutti i libri dalla faccia della terra ma finché ci sarà un 'pensiero' il teatro non morirà" (Gabriele Lavia, actor and director)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>59</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-4045622626862447050</id><published>2009-04-08T03:23:00.000-07:00</published><updated>2009-04-08T03:46:21.424-07:00</updated><title type='text'>'Caos Asia' di Ahmed Rashid vince il premio Terzani 2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdyAaxqSRSI/AAAAAAAAAEM/tN3yd18aVmw/s1600-h/ahmed-rashid.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdyAaxqSRSI/AAAAAAAAAEM/tN3yd18aVmw/s320/ahmed-rashid.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322270057140733218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni fa una giuria ha motivato le ragioni di un &lt;a href="http://vicinolontano.it"&gt;premio&lt;/a&gt;, creato in nome di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tiziano Terzani&lt;/span&gt; e scritto da Ahmed Rashid, già autore di 'Talebani', con queste parole: "Di fronte a un vuoto profondo di conoscenza, 'Caos Asia' descrive in modo implacabile la discesa verso il disordine di una intera regione dell'Asia centrale, considerata dai paesi confinanti e dall'Occidente, zona di libera e piena interferenza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La motivazione della Giuria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra in Afghanistan appare sempre più, con chiarezza, un'impresa sbagliata, condotta come una spedizione coloniale classica, solo aggiornata con tecnologie moderne. Gli errori militari e diplomatici in quel paese affiancano una gravissima crisi economica mondiale, mostrano una cecità globale della politica e del mondo contemporaneo. Di fronte a un vuoto profondo di conoscenza “Caos Asia” di Ahmed Rashid descrive in modo implacabile la discesa verso il disordine di una intera regione dell’Asia centrale, considerata dai paesi confinanti e dall’Occidente zona di libera, piena interferenza. Questo libro, con i suoi molti numeri e le sue citazioni di prima mano, rivela incompetenze e impunità dei consulenti stranieri, dietro il pretesto approssimativo di combattere il terrorismo e di portare la democrazia a Kabul. Ma soprattutto scavalca, con le sole energie del suo autore, tutto un filone editoriale di libri compassionevoli e devianti sulla tragedia afgana. La giuria del Premio internazionale Tiziano Terzani assegna il riconoscimento per il 2009 ad Ahmed Rashid per un lavoro maturato negli anni, con attenzione e autonomia intellettuale. I lettori comuni leggeranno nelle sue pagine senza folklore quello che gli afgani sotto tutela straniera non hanno potuto raccontare e che la grande politica non ha saputo vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente della Giuria - Angela Staude Terzani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Membri della Giuria - Giulio Anselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La dichiarazione di Angela Terzani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ahmed Rashid, che vive a  Lahore in Pakistan, è l'esperto per eccellenza di Asia centrale. Ne ha scritto per decenni per l'autorevole settimanale politico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;The Far Eastern Economic Review&lt;/span&gt; di Hong Kong e non c'è giornalista o inviato serio che abbia potuto fare a meno di interrogarlo sui problemi della sua regione. Col suo libro &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Talebani&lt;/span&gt;, uscito ancor prima dell'11 settembre, Rashid aveva già suonato un campanello d’allarme, che lo ha portato all'attenzione di Washington, segnalandolo come uno degli esperti dell’area regolarmente consultati dal governo americano. Il presidente Obama, che ha immediatamente annunciato il ritiro delle truppe Usa dall'Iraq, ha teso la mano all'Iran e sta facendo pressione sul Pakistan perché lo aiuti a risolvere il conflitto afghano, ha dimostrato massima attenzione per la polveriera dell'Asia centrale, diventata un “problema globale” anche secondo il ministro degli esteri pachistano. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Caos Asia&lt;/span&gt;, libro documentatissimo e avvincente, ci spiega quanto sia urgente rimediare all'occasione perduta dopo l'11 settembre».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio aggiungere, ringraziando il sito web www.vicinolontano.it che ha pubblicato quanto sopra riportato, la biografia dell'autore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ahmed Rashid&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalista pachistano tra i più autorevoli, scrive per Daily Telegraph, International Herald Tribune, New York Review of Books, Bbc Online, El Mundo, The Nation e The Washington Post. E’ stato corrispondente della Far Eastern Economic Review per ventidue anni, fino alla chiusura. Suoi articoli in italiano appaiono su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Internazionale&lt;/span&gt;. Esperto di Asia centrale, dopo l’invasione sovietica del 1979 in Afghanistan, è stato a lungo l’unico giornalista accreditato nell’area. Il suo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Talebani&lt;/span&gt; (pubblicato in italiano da Feltrinelli nel 2001) è stato un best seller mondiale, tradotto in ventisei lingue. Ne sono state vendute, solo in inglese, più di un milione e mezzo di copie. Il libro è un testo di studio in numerose università americane e inglesi. Anche il successivo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nel cuore dell’Islam&lt;/span&gt;, pubblicato in italiano nel 2002 da Feltrinelli e dedicato al tema dello sviluppo del fondamentalismo islamico nelle repubbliche centroasiatiche, è stato tradotto in 16 lingue ed è divenuto testo di studio universitario, anche in Giappone. Nel giugno 2008 è uscito in inglese &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Descent into Chaos&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;US Policy and the Failure of Nation Building in Pakistan, Afghanistan and Central Asia&lt;/span&gt;, tradotto e pubblicato in italiano nel settembre dello stesso anno, sempre da Feltrinelli, come C&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;aos Asia&lt;/span&gt;, e vincitore del Premio Terzani 2009. Rashid fa parte dell’&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eurasia Net&lt;/span&gt; della Fondazione Soros e del comitato internazionale della Croce Rossa. E’ consulente del Davos World Economic Forum e di Human Rights Watch. Gli sono stati assegnati numerosi premi e riconoscimenti. E’ stato il primo giornalista invitato a parlare all’assemblea generale delle Nazioni Unite – per volontà di Kofi Annan, nel settembre 2002 – e alla Nato a Bruxelles, nel settembre 2003. Tiene conferenze in tutto il mondo presso università, enti e istituzioni di prestigio. Nel 2001 ha creato l’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Open Media Fund for Afghanistan&lt;/span&gt;, cui ha donato un terzo dei diritti dei suoi libri. La fondazione ha stanziato oltre 400 mila dollari per far nascere in tutto l’Afghanistan giornali e riviste nei vari idiomi locali. Rashid è nato nel 1948 in Pakistan, dove ha studiato, prima di perfezionarsi alla Cambridge University. Vive tuttora in Pakistan, a Lahore, con la moglie e i due figli. Il suo sito: www.ahmedrashid.com.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-4045622626862447050?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.vicinolontano.it/index.php?session=0S3744836173P9074Y77VBJ&amp;syslng=ita&amp;sysmen=-1&amp;sysind=-1&amp;syssub=-1&amp;sysfnt=0&amp;syslay=154' title='&apos;Caos Asia&apos; di Ahmed Rashid vince il premio Terzani 2009'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/4045622626862447050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=4045622626862447050&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4045622626862447050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4045622626862447050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2009/04/caos-asia-di-ahmed-rashid-vince-il.html' title='&apos;Caos Asia&apos; di Ahmed Rashid vince il premio Terzani 2009'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdyAaxqSRSI/AAAAAAAAAEM/tN3yd18aVmw/s72-c/ahmed-rashid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2514075258654708074</id><published>2009-04-07T02:24:00.000-07:00</published><updated>2009-04-07T02:51:26.020-07:00</updated><title type='text'>Lusenti: "da Brunetta solo fumo". Ma parliamone.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/Sdsg9D5Se_I/AAAAAAAAAEE/HqF9iG9ToYE/s1600-h/la+nonna.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 183px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/Sdsg9D5Se_I/AAAAAAAAAEE/HqF9iG9ToYE/s320/la+nonna.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321883618058075122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Mi sembra la solita 'trovatina', il fumo che si sparge perché alla base di arrosto non ce n'è". E' duro &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Carlo Lusenti&lt;/span&gt;, presidente dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica, sulla proposta del ministro della Pubblica Amministrazione &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Renato Brunetta&lt;/span&gt;, che ieri a Cernobbio ha lanciato l'idea di un sistema di rating, o meglio di valutazione, per ospedali, uffici pubblici e scuole, esattamente come accade per alberghi e ristoranti. "Si lanciano quelle che ormai non definisco neanche più provocazioni - afferma Lusenti all'ADNKRONOS SALUTE - per nascondere che &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;alla base mancano gli investimenti per gli ospedali&lt;/span&gt;, così come per la scuola pubblica. Di quali 'stellette' parliamo - incalza - se &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;le strutture ospedaliere di ultima costruzione risalgono per lo più agli anni '50&lt;/span&gt;? Si tratta, inoltre, di trovate che il ministro tenta di lanciare ma poi non porta mai a termine, come nel caso delle 'pagelle' per i camici bianchi. Almeno agli annunci facesse seguire i fatti - aggiunge - così vediamo se le sue idee funzionano. Io una mia idea ce l'ho: servono cose concrete, non fumo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa lo ha fatto infuriare? Ecco il prologo di questo melodramma, il fatto, intitolato dal sito medico &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;DoctorNews&lt;/span&gt; così: "Brunetta, stellette per ospedali, uffici e scuole. Uffici pubblici, scuole e ospedali avranno un rating, una valutazione, come accade per alberghi e ristoranti. Ad annunciarlo a Cernobbio è il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. "Quando si va in un ristorante o in un hotel, si consulta la guida Michelin e si vede quante stellette ha. Perché non fare altrettanto per una scuola, un ospedale o un ufficio burocratico? Sono molto più importanti" afferma il ministro, enunciando un concetto di per sé ineccepibile. "Tutti i cittadini -prosegue Brunetta- hanno il diritto di sapere la qualità dei servizi sanitari offerti". La metodologia di valutazione, prosegue il ministro, "sarà costituita per legge e la legge e' già approvata. Ci saranno gli standard, la trasparenza, si verificheranno le discrepanze tra regione e regione, da ospedale a ospedale, da servizio a servizio, e si definiranno degli obiettivi, un ranking. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cioè quello che si fa normalmente nelle strutture di mercato&lt;/span&gt;". Secondo Brunetta "il cittadino avrà così modo di leggere la qualità dei servizi offerti, avrà modo con la lettura di scegliere e, con la scelta, potrà premiare o penalizzare". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve li immaginate i cittadini italiani che si scelgono l'ospedale sfogliando il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;'Michelin delle cliniche'&lt;/span&gt;, le cui stellette magari sono state assegnate da finti traumatizzati per vedere come funziona l'ingessatura...? E quando anche gli ospedali pubblici saranno una struttura che appartiene al mercato, realizzando il grande sogno globalizzante dei &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;nostri attuali governanti che giudicano ogni cosa solo in termini di guadagno&lt;/span&gt;, magari sentiremo dire accanto a gente con l'infarto e finita al pronto soccorso senza consultare la guida: "No Alpitour? Ahi ahi ahi...". Ho deciso di corredare questo pezzo con una barzelletta (e ringrazio Silver) per introdurre la domanda: è proprio il caso di dimenticare tutto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2514075258654708074?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2514075258654708074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2514075258654708074&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2514075258654708074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2514075258654708074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2009/04/lusenti-da-brunetta-solo-fumo-ma.html' title='Lusenti: &quot;da Brunetta solo fumo&quot;. Ma parliamone.'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/Sdsg9D5Se_I/AAAAAAAAAEE/HqF9iG9ToYE/s72-c/la+nonna.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5954127371554234606</id><published>2009-04-05T08:25:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T08:55:56.827-07:00</updated><title type='text'>Il Manifesto di Medicina basato sui Diritti Umani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdjUhTnPn4I/AAAAAAAAAD8/MFvW0tWR01U/s1600-h/Diritti+medici+universal001.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 232px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdjUhTnPn4I/AAAAAAAAAD8/MFvW0tWR01U/s320/Diritti+medici+universal001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321236628403888002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' accaduto in Italia il 14 e 15 maggio 2008: i partecipanti di uno workshop internazionale intitolato "Costruire Medicina in Africa: Principi e Strategie" hanno deciso di istituire un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Manifesto per i Diritti Umani&lt;/span&gt; da un punto di vista medico, ispirato ai principi sanciti dalla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo&lt;/span&gt; che ha compiuto i 60 anni proprio nel 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché sembra che a molti questo evento sia del tutto sfuggito, specialmente a chi siede nelle istituzioni, trovo utile ricordarne l'esistenza. Sulla splendida isoletta di San Servolo, in provincia di Venezia, è stato ricordato l'articolo 1 della Dichiarazione nata nel 1948: "Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali rispetto alla dignità e ai diritti...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo 25 afferma: "Ognuno ha diritto... a cure mediche". Nel Preambolo è scritto: "Il riconoscimento della dignità inerente e dei diritti identici e inalienabili per tutti i membri della famiglia umana è il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per celebrare quel sessantesimo anniversario, in quella sede e occasione è stato dichiarato: "Il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;'Diritto a essere curato'&lt;/span&gt; è un diritto  di base e inalienabile che appartiene a ciascuno e a ogni membro della comunità umana". Per queste ragioni i medici riuniti in tale occasione hanno affermato che: "Vanno implementati soltanto i sistemi per la salute e i progetti intesi a preservare, estendere e migliorare la vita di chi ne ha bisogno, basati sui seguenti principi: Uguaglianza..., Qualità..., Responsabilità sociale..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acronimo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;EQS&lt;/span&gt; significa d'ora in avanti Equality, Quality e Social responsability, progetti e sistemi di cure che rispettano i diritti umani, sono appropriate a sviluppare scienze mediche e sono efficaci a promuovere la salute e a generare risorse umane, scientifiche e materiali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conclusione è un appello ad altre autorità che si occupano di salute, come le molte organizzazioni umanitarie, affinché firmino tale Manifesto e si uniscano nella promozione di una medicina di base EQS, ovvero nell'uguaglianza, nella qualità e nella responsabilità sociale. Io la firma ce la metto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5954127371554234606?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5954127371554234606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5954127371554234606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5954127371554234606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5954127371554234606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2009/04/il-manifesto-di-medicina-basato-sui.html' title='Il Manifesto di Medicina basato sui Diritti Umani'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SdjUhTnPn4I/AAAAAAAAAD8/MFvW0tWR01U/s72-c/Diritti+medici+universal001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-7739392907068934513</id><published>2008-12-25T10:06:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T10:26:07.331-08:00</updated><title type='text'>Amos Luzzati, idee a 80 anni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPN8gjDDtI/AAAAAAAAADI/xagVdEXuV68/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 100px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPN8gjDDtI/AAAAAAAAADI/xagVdEXuV68/s320/1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283793227248504530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrittore, saggista e medico, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Amos Luzzatto&lt;/span&gt; ha compiuto 80 anni lo scorso giugno 2008. Nato a Roma e vissuto a Gerusalemme fino ai 18 anni, Amos è diventato primario chirurgo e libero docente per mezzo secolo in svariati ospedali italiani. Nel 1998 è stato nominato Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, riconfermato al Congresso del giugno 2002 per altri quattro anni., è sposato e ha tre figli. Mesi or sono è stato festeggiato in pubblico e ha ricordato come il suo impegno sia sempre stato di sinistra, senza timore di fare figure. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue opinioni sono rigorose e non nasconde quanti problemi esistano. Ascoltare i suoi suggerimenti è quanto meno interessante, in un periodo in cui pare che nessuno riesca a scodellare alcuna idea su come reagire allo sconforto verso le istituzioni e lo status quo di un sistema deludente. Piero Fassino ha ricordato che, a metà degli anni '70, Amos Luzzatto era consigliere comunale ad Asti per il partito comunista; si occupava di politica sanitaria. Lucido e acuto, mi ha concesso un'intervista e risponde con cortesia e libertà. Parliamo subito di politica, una sua grande passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cosa pensa del mondo d'oggi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La mancanza di informazioni sufficienti tra amministranti e amministrati" dice subito Luzzatto, "rende difficile compiere scelte elettorali. E' sempre difficile esercitare un'attività propositiva ma, più che disaffezione  alla politica, andrebbe considerata la rassegnazione, la chiusura nel privato, come nelle relazioni fra Paese e Governo. Questo rende più forte chi fa politica, senza confronti né reali approfondimenti. Oggi si parla e si ottengono consensi senza davvero aver offerto approfondite informazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Crede che si possa avere ancora fiducia nel sistema?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La fiducia c’è, specie se andiamo a vedere i personaggi più qualificati, i quali godono poi dei voti degli elettori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;La meritano?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Se la fiducia deve essere data alla persona o alla persona in quanto proponente di soluzioni ai problemi della società, si dovrebbe poter votare quella persona. Ecco: o vogliamo delegare o partecipare, ma qui vediamo la carenza: oggi non si può più nemmeno scegliere chi delegare, ma solo chi potrà scegliere al posto nostro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cosa pensa del Partito delle Libertà?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Parla a slogan.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E la Lega?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Lega è fuori dal mondo perché è una follia voler reinvestire i proventi di un'attività nel luogo in cui viene prodotto, se non altro perché le stesse materie prime vengono importate da fuori. E’ un ragionamento pericoloso e basato su una premessa che non regge. I calzaturifici un tempo erano comuni: conoscevo un imprenditore che era partito con la fabbrichetta di scarpe. Poi questo imprenditore, lungi dal reinvestire localmente, ha fatto una società ed è andato a vendere in Russia ottenendo in scambio, con un accordo particolare, del petrolio. Con una finanziaria ha venduto questo petrolio in occidente e ha fatto un’altra finanziaria per reinvestire questi proventi. Ecco come la globalizzazione può rendere ricchi senza che i soldi rimangano nel luogo da dove partano. Questo perché il capitale cerca il reddito migliore, è fatto così.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ma allora basterebbe lasciare libero il mercato per far andare tutto bene?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ora purtroppo i redditi maggiori sono nel mercato della droga, delle armi e delle armi nucleari. Che sanzioni vogliamo prendere contro l’Iran? Il mercato a cui l’Iran vende il suo petrolio si chiama Cina, che ne ha un bisogno folle e lo assorbirà per molti anni ancora e, attraverso la Corea del Nord, aiuta l’Iran coi materiali di prima necessità. L’Italia da sola non può fare niente, nel mondo forse può fare qualcosina in più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Quindi potrebbe essere ancora utile sfuggire a questo caos con le energie naturali? Evitare petrolio, gas e nucleare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Questi sono problemi che la gente non conosce, non sa. Io ricordo quando ero chirurgo e il lunedì mattina poteva esserci la notizia di un’esplosione nucleare su un’isola lontana, eppure noi si parlava solo dei risultati di calcio. Figuriamoci gli altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ci crede nell'importanza dell'ambiente da proteggere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quando ho fatto la prima prova sul godimento di un ambiente, senza il quale siamo condannati a morire, ho ottenuto risultati straordinari. Senza biodiversità, lasciando che scompaiano continuamente specie di flora e fauna in estinzione, non è che quanto resta sia meglio: ci vuole il ciclo dell’azoto, i predatori... Rischiamo di rimanere con un ambiente che non ci darà la possibilità di sopravvivere. Non in termini romantici ma in concreto. L'uso del territorio può entusiasmare studenti che a scuola non avevano mai seguito approfondimenti simili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Allora c'è ancora speranza di cambiare? Rivolgendosi ai giovani?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bisogna attivare un pensiero che induca all'azione attraverso un nuovo sistema di aggregazione. Perfino nelle parrocchie  c’è maggior libertà di parola. Dobbiamo creare dei canali che, con propositi analitici, combattano il potere costituito e usare tutti i canali che ci sono aperti. Questo riguarda anche noi ebrei, questa è una vera battaglia: bisogna rimboccarsi le maniche e lanciarsi in campo, parlare con la gente. Chi si chiude sbaglia, lascia dire di se stesso chissa che cosa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Si riferisce proprio a uscire e parlare con la gente? E dove?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pensi ai mercati, andare a parlare non per fare il comizio ma per parlare, conversare. Gli strumenti necessari sono quelli del dialogo, non i giornali, la radio e la televisione, tanto meno i sondaggi d'opinione. Bisogna fare uno sforzo e ricostruire circoli di quartiere, di paese, di socializzazione. Ne esistono ancora ma si sono spostati verso l'aspetto ludico, dove oltre allo sport si producono ultrà. Questi luoghi sono capaci di produrre una nuova cultura facendo scomparire i dialoghi sociali o politici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Invece...?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Invece dobbiamo costruire o ricostruire punti di incontri per dialogare, realizzare 'Seminari di formazione politica' per la gente, gruppi dove si parla, ci si incontra per l'accoglienza di gruppi umani che vogliono vivere con noi. Se non interveniamo, la politica fatta da sconosciuti si occuperà dei problemi della gente e mai la gente stessa. Dobbiamo cominciare a riappropriarci della politica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ce l'ha un esempio concreto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Proviamo a creare una Mappa dei Bisogni: ci mettiamo l'alimentazione, la salute, la certezza del lavoro, la casa. Osserviamo adesso la Mappa degli Interessi: massimo ricavo per ciascun investimento, sul futuro, in denaro. Ebbene, queste due Mappe dovrebbero sovrapporsi, ma questo non avviene. Altro esempio: la produzione di bio-carburanti e il bisogno di cibo. Si dovrebbero allineare i profitti coi bisogni del maggior numero di persone, ma neppure questo avviene. Insomma, è sbagliato riunire problemi scollegati fra di loro per considerare il modo di risolverli. Serve di più allargare le questioni e osservarne in panoramica l'insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPOIlSchDI/AAAAAAAAADQ/OCBtf4XTKO8/s1600-h/aproposito.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPOIlSchDI/AAAAAAAAADQ/OCBtf4XTKO8/s320/aproposito.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283793434679477298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPOwGerGVI/AAAAAAAAADY/ClVis11duX0/s1600-h/img_amos_luzzatto_lr.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 138px; height: 207px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPOwGerGVI/AAAAAAAAADY/ClVis11duX0/s320/img_amos_luzzatto_lr.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283794113604032850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPO_0PY6iI/AAAAAAAAADg/cThVZSR4Nho/s1600-h/conta-e-racconta-memorie-di-un-ebreo-di-sinistra-1368661.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 209px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPO_0PY6iI/AAAAAAAAADg/cThVZSR4Nho/s320/conta-e-racconta-memorie-di-un-ebreo-di-sinistra-1368661.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283794383585995298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-7739392907068934513?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/7739392907068934513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=7739392907068934513&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7739392907068934513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7739392907068934513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/12/amos-luzzati-idee-80-anni.html' title='Amos Luzzati, idee a 80 anni'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SVPN8gjDDtI/AAAAAAAAADI/xagVdEXuV68/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-329308819682400890</id><published>2008-12-11T03:10:00.000-08:00</published><updated>2008-12-11T03:46:38.445-08:00</updated><title type='text'>Con ‘Facciamo l’amore’ torna il grande Enzo Garinei</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SUD9l20qQxI/AAAAAAAAACg/QEErwmSU7a4/s1600-h/images-1.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 75px; height: 104px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SUD9l20qQxI/AAAAAAAAACg/QEErwmSU7a4/s320/images-1.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278497590091596562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SUD9esR78AI/AAAAAAAAACY/026XXkUHbFo/s1600-h/LocFacciamoLAmoreMEDIA_1167.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 152px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SUD9esR78AI/AAAAAAAAACY/026XXkUHbFo/s320/LocFacciamoLAmoreMEDIA_1167.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278497467002515458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fino a domenica 4 gennaio 2009, il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Teatro Manzoni&lt;/span&gt; ospita uno spettacolo magnifico tratto da un film omonimo, datato 1960 e diretto da George Cukor, assai celebre per i suoi interpreti principali, una splendida Marilyn Monroe e uno strepitoso Yves Montand. Molti critici storsero il naso ma si disse che il matrimonio di Montand andò in frantumi proprio a causa della bomba-Marylin e di questa pellicola che li mise vicini. Dopo quasi mezzo secolo, il bel Gianluca Guidi sostiene il ruolo del protagonista ed è pure regista. Lo affiancano Lorenza Mario e il grande &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Enzo Garinei&lt;/span&gt; che, nella commedia in parte musicale, ricopre un ruolo fondamentale. Ci sono pure Aldo Ralli, Aldo Bergamaschi e sei fantastici ballerini, con le coreografie da musical di Stefano Bontempi. Le scenografie sono di Fiorenza Marino, i costumi di Alessandro Bentivegna, le musiche di Riccardo Biseo e le canzoni scritte da Giorgio Calabrese. Gianluca Guidi, che da tanti anni si fa apprezzare per le proprie doti di attore brillante e la cui voce eccellente non fa dimenticare di chi è figlio, si è circondato di ottimi colleghi e ha partecipato all’adattamento teatrale con Massimiliano Giovanetti e Claudio Pallottini. Non potevo però farmi sfuggire l’occasione di parlare con una colonna portante del teatro, del cinema e della televisione italiana: Enzo Garine&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;i, classe 1926.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come mai lavora in un adattamento da film anziché in una classica commedia musicale italiana? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Adesso vanno di moda gli spettacoli ripresi, visto che i grandi Garinei e Giovannini non ci sono più. Loro ogni anno sfornavano un nuovo show, ma con la morte di Gino Bramieri è tutto finito. Così si è voluto riprendere un vecchio film, con Yves Montand e Marilyn Monroe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei ha conosciuto bene sia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Johnny Dorelli&lt;/span&gt; sia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lauretta Masiero&lt;/span&gt;, la grande soubrette. Ovvero i genitori di Gianluca Guidi. E lui, come lo trova? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Con &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Guidi&lt;/span&gt; non avevo mai lavorato prima d’ora e devo dire che, a mio modesto avviso, è bravo quanto e più del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che storia raccontate? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quella di un miliardario che scopre come in un teatro stiano allestendo uno spettacolo in cui ridicolizzano proprio lui, che è un personaggio pubblico controverso per via delle sua vita privata. Lui sta al gioco ma decide di farsi assumere come protagonista, grazie alla casuale ‘somiglianza’ e, non essendo né attore, né cantante nè ballerino, chiede all’amico –che sono io, in scena- di insegnargli qualcosa. Ma poi bisogna rivelare la verità e decidere se non fare più il finanziere e fare l’attore o viceversa. E’ divertente, tocca corde interessanti anche dal punto vista finanziario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ovviamente si è innamorato della prima attrice, no? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì. Mi è piaciuto fare questo lavoro, visto che io davvero insegno i segreti della recitazione, con 60 anni di carriera sui palcoscenici e avendone 82! Per una fortuna di Dio gli anni me li porto bene e ho accettato questo personaggio, pur dovendo gestire un teatro come il Sistina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei è il direttore artistico del Teatro Sistina di Roma; la scorsa stagione e per la seconda volta consecutiva, si è classificato al primo posto tra i teatri più frequentati d’Italia, vero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì e ho un socio come Gianmario Longoni che sta a Milano, il padrone del Teatro Smeraldo. Ora che sono in tourné, ogni lunedì rientro a Roma per badare al teatro, che è il numero 1 nel suo genere. Ora abbiano la prima di Poveri ma belli con la regia di Massimo Ranieri, sarà una prima molto importante e, per quanto non potrò partecipare fisicamente, sarò vicino a loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Della sua lunghissima carriera, cosa e chi ricorda con maggiore orgoglio? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tanti anni fa ho partecipato a grandiose commedie musicali indimenticabili, come Accendiamo la lampada, Aggiungi un posto a tavola, tanti altri… Non c’è attore comico italiano col quale non abbia lavorato e dal quale non abbia imparato, perché si può iimparare da tutti. Con Gianluca invece no, è la prima volta, è un ragazzo molto bravo ed è molto bravo come regista: è pignolo, lavoro con una scena moderna dal punto di vista anche delle luci. Sono molto contento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le piace stare ancora in prima linea sul palcoscenico, dopo tanti anni? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le persone della mia età dovrebbero stare a casa, ma io ho cominciato nel 1949 e nel ’50 ho fatto un film con Totò, Totò le Moko. Avevo 18 anni e ora ne ho più di 80. Ho fatto un centinaio di film e spettacoli di ogni genere. Con la televisione, vede, i giovani si credono di fare chissà che, coi reality. Invece bisogna andare piano e fare tanta gavetta, imparare il mestiere lavorando molto e con tante persone diverse, se no ci si brucia in un lampo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E lei non smette mai, vero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi abbiamo un altro debutto vicino a Rovigo, a momenti parto, poi si viene a Milano. A febbraio saremo a Pergola, in provincia di Firenze e dal 27 febbraio all’8 marzo ad Augusto, provincia di Napoli. Dal 16 marzo al 5 aprile al Teatro Sistina di Roma e infine a Genova, con puntate a Orvieto, Locarno, Monza, Bolzano, Teramo e Bari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Perbacco, un tour faticoso! Ma oggi la commedia musicale italiana, secondo lei, è in via di estinzione? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La commedia musicale a tutt’oggi è ricercatissima: io ricevo ogni giorno dalle quattro alle cinque richieste da tutte le compagnie immaginabili, da parrocchie e varie sedi, per poter allestire Aggiungi un posto a tavola e altre commedie firmate dalla premiata ditta Garinei &amp; Giovannini. La gente vuole vedere queste cose qui, vuole recitare. Io quando dico che G&amp;G sono come un Pirandello e un De Filippo o Dario Fo, mi riferisco al fatto che sono fra gli autori più richiesti all’estero. Davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come mai c’è ancora tutto questo amore per un genere che oggi nessuno crea più? Cosa ha saputo fare la commedia musicale italiana? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che cosa ha fatto? Ha sostituito la vecchia operetta, che piace ancora se fatta bene. Tutto dipende da come si eseguirono le cose. Qualunque cosa fatta male non è apprezzata. Il pubblico del teatro ha bisogno di rinnovarsi e io dico sempre: nonni, papà, mamme, portate i vostri bambini a teatro fin dai 4-5 anni, scegliendo con attenzione cosa mostrargli. Preferite spettacoli dove si parla, si canta, si recita, dove ci sono bei costumi e magari diranno ‘Ma che bello! Papà, mi porti ancora?’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ha già in mente cosa fare la prossima stagione? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prossimo anno riprenderemo Rinaldo in campo che è una commedia attualissima, dove si parla di italianità, che è sotto le scarpe oggigiorno, con la lega che vorrebbe dividerla in cento parti. E’ una fiaba e ancora piacciono le fiabe. Mancano gli interpreti, veri, di un tempo, perché non ci sono stati rinnovi di generazione e i giovani sono combattuti fra televisione e cinema. Dicono: “Uno spettacolo teatrale? Facciamolo solo a Roma, che così mi faccio la fiction”. Eh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non ci saranno anche altre carenze? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, mancano pure i grandi produttori, quelli che tirano fuori i soldi, che le cose fatte bene ne vogliono tanti. Un tempo Garinei &amp; Giovannini spendevano da uno a un miliardo e mezzo di vecchie lire, anche più se necessario. Chi vuole che abbia il coraggio oggi di tirar fuori 700-800 mila euro? Preferiscono sovvenzionare la lirica, con quelle cifre ed è difficile trovare sponsor per una rivista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Forse mancano pure gli autori, no? Non ce ne sono più come G&amp;G che scrivevano commedie a raffica, vero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno ne sfornavano e scrivevano una nuova opera! Però c’erano opere basilari, come Rugantino, Rinaldo in campo e a seconda di chi volevano scritturare, creavano commedie su misura, come per Gino Bramiri, uno degli attori che amavano di più. Scrivevano apposta per lui, come per Delia Scala. Johnny Dorelli era solo un buon cantante a quei tempi ma loro lo hanno fatto diventare un vero attore con Aggiungi un posto a tavola. E le musiche non erano da quattro soldi: erano create da signori come Gorni Krramer e Travajoli, che volevano ottimi interpreti. Hanno creato una generazione e passa di personaggi da palcoscenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Chi altri ricorda? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’erano &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Billi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Riva&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Walter Chiar&lt;/span&gt;i, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tognazzi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vianello&lt;/span&gt;… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Oggi chi potrebbe fare simili varietà? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Proietti! Ha fatto 75000 euro allo Smeraldo con tutto esaurito. Per un Brachetti c’è chi è disposto a fare sacrifici. Fiorello potrebbe essere uno giusto ma è legato al suo modo di recitare, da one man show.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’ho rivista su Internet in un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Carosello&lt;/span&gt; con una bellissima &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Virna Lisi&lt;/span&gt;… &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quello è stato uno dei primissimi Caroselli che la Rai abbia mandato, credo nel ’58. Lei era giovanissima, aveva 20 anni e io ero il marito che doveva sopportare le sue uscite troppo candide, che creavano imbarazzo, finché una voce fuori campo diceva “Con quella bocca può dire ciò che vuole!” e si parlava di un dentifricio che esiste ancora adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma… la sa ancora tutta a memoria dopo mezzo secolo! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sa, ringraziando Iddio, se mi sento ancora giovane è perché a forza di imparare battute, e in 60 anni di lavoro ne ho imparato tante!, le cellule del cervello funzionano ancora e questo è molto importante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Direi anche che la tiene di buonumore, dico bene? &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Io sono un ottimista, un uomo molto sereno: a 18 annui volevo fare l’attore e a 80 e passa ancora lo faccio. Ho una buona famiglia, ho figli, sono nonno e sono contento che i miei colleghi abbiano successo. Non sono invidioso e non lo sono mai stato e amo dare consigli, ecco perché da 21 anni dirigo una scuola, a Roma, che si chiama Ribalta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-329308819682400890?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.teatro.org/rubriche/interviste/con_facciamo_lamore_enzo_garinei_torna_a_milano_16181' title='Con ‘Facciamo l’amore’ torna il grande Enzo Garinei'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/329308819682400890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=329308819682400890&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/329308819682400890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/329308819682400890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/12/con-facciamo-lamore-torna-il-grande.html' title='Con ‘Facciamo l’amore’ torna il grande Enzo Garinei'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SUD9l20qQxI/AAAAAAAAACg/QEErwmSU7a4/s72-c/images-1.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2163111016670296028</id><published>2008-10-28T07:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-30T09:54:47.834-07:00</updated><title type='text'>SHEL SHAPIRO e la bella società</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SQnmxBpsv5I/AAAAAAAAACA/5T0AuZeKCvY/s1600-h/ShelShapiro47.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SQnmxBpsv5I/AAAAAAAAACA/5T0AuZeKCvY/s400/ShelShapiro47.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262991369490448274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Torna a grande richiesta al Teatro Ciak, Fabbrica del Vapore fino al 2 novembre, &lt;b&gt;Sarà una bella società&lt;/b&gt;, uno spettacolo musicato da &lt;b&gt;Shel Shapiro&lt;/b&gt;, l’indimenticabile spilungone dei &lt;b&gt;Rokes&lt;/b&gt;, band londinese che negli anni ’60 aveva elettrizzato giovani e giovanissimi dell’epoca. Lo ha scritto &lt;b&gt;Edmondo Berseli&lt;/b&gt;, politologo e scrittore, autore di &lt;b&gt;Storie, sogni e rock’n’roll&lt;/b&gt;. Con una curatissima regia diretta da &lt;b&gt;Ruggero Cara&lt;/b&gt;, Shel appare sul palco con la sua bella presenza, alto e aitante, capelli ancora lunghi e folti benché grigi, un po’ di pancetta rispetto al fisico magrissimo della sua gioventù ma ancora carismatico. Racconta con grande pathos gran parte della sua vita partendo dai tempi in cui, da ragazzino, Londra soffocava per la nebbia, umida e lattiginosa, che rendeva spettrali interi quartieri e attutiva suoni e voci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi come lui che amavano la musica scoprivano il primo swing dei &lt;b&gt;Platters&lt;/b&gt; e poi l’esplosione del rythm’n’blues e del rock’n’roll, passando dalla voce di &lt;b&gt;Elvis Presley&lt;/b&gt;. Shel ricorda il folk di &lt;b&gt;Bob Dylan&lt;/b&gt; che avrebbe suggestionato tutta una generazione di ribelli, fino ai tempi dei &lt;b&gt;Pink Floyd&lt;/b&gt; e intanto ci fa ascoltare, con lo spettacolo che sembra un film vivente, il meglio dei brani più celebri e il sound che tutti sembrano aver interiorizzato nel proprio dna. Si parla di trasformazione culturale e sociale, di innocenza e di come, a suo avviso, tutto abbia cominciato a perdere senso con un certo cambiamento di mentalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1970 i Rokes si sciolgono e &lt;b&gt;Shel Shapiro&lt;/b&gt;, che vive da anni in Italia e si è formato una famiglia, preferisce scendere underground: lascia le luci della ribalta ma continua a scrivere musica e testi, solo che lo fa per altri, che spesso produce. Da &lt;b&gt;Cocciante&lt;/b&gt; a &lt;b&gt;Mia Martina&lt;/b&gt;, da &lt;b&gt;Rino Gaetano&lt;/b&gt; a &lt;b&gt;Gianni Morandi&lt;/b&gt; da &lt;b&gt;Mina&lt;/b&gt; a&lt;b&gt; Patty Pravo&lt;/b&gt;, fino a oggi, di nuovo in scena con una band straordinaria, da citare: &lt;b&gt;Alessandro Giulini&lt;/b&gt; alle tastiere, &lt;b&gt;Daniele Ivaldi&lt;/b&gt; alle chitarre, &lt;b&gt;Mario Belluscio&lt;/b&gt; al basso, &lt;b&gt;Luigi Mitola&lt;/b&gt; a chitarre, dobro e mandolino, &lt;b&gt;Ramon Rossi&lt;/b&gt; a batteria e percussioni. Anche dopo tanti anni qui, parla sempre italiano con l’accento inglese. Delizioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai i sogni dei giovani degli anni ’60 sono scomparsi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ colpa nostra, in qualche modo è colpa nostra. Tentiamo di essere realistici: tra gli individui della mia  generazione ci sono diversità. Chi aveva la mia età era molto più speranzoso, ma chi aveva solo dieci anni di meno è diventato più cinico, perché ha visto questo ’68 non riuscire. E sono andati molto più speditamente a una visione molto meno ideologica e sognatrice della vita.&lt;br /&gt;Questa non è una regola ma ognuno aveva i suoi gusti personali, che non sono necessariamente condivisibili con tutto il mondo. Ma alla fine la generazione è quella di chi si è innamorato di alcuni ideali, mentre altri forse meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;E’ per questo che i &lt;i&gt;Rokes&lt;/i&gt; chiusero il capitolo della musica? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo l’esperienza dei &lt;b&gt;Rokes&lt;/b&gt;, io ho fatto un singolo da solista mentre il batterista aveva fatto un altro gruppo, forse più metallaro. Io stavo scrivendo molte canzoni, entravo più nell’anima del cantautore. Poi ho cominciato a produrre altri cantanti, come &lt;b&gt;Mina&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Patti Pravo&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Riccardo Cocciante&lt;/b&gt;. Ho passato molto tempo dietro le quinte e avrò venduto solo come autore una ventina di milioni di dischi, da &lt;b&gt;Rumore&lt;/b&gt; della Carrà alle canzoni dell’Eurofestival, a brani per &lt;b&gt;Ornella Vanoni&lt;/b&gt;. Non abbiamo lasciato la musica, solo quel gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Credi sia utile lanciare messaggi con le canzoni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente no. Non ha alcun senso lanciare messaggi verso il passato, siamo del 2008 e se c’è una persona non nostalgica, quella sono io. Il mio non è uno spettacolo per piangere, è un’analisi di chi eravamo e anche delle cose fasulle che abbiamo vissuto, magari in buona fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come cosa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Woodstock&lt;/b&gt; era una strumentalizzazione di un fatto davvero commerciale, ma i giovani non se ne accorgevano perché non c’era nessuna reale analisi di quello che stava succedendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma i giovani che vi parteciparono erano convinti di essere i creatori di un movimento di pace, amore e musica, non ricordi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è dubbio, ma a distanza di anni si riesce un po’ più facilmente a prendere distanza dalle cose e dire ‘Si, puo’ darsi che sia successo così. Noi eravamo innocenti. L’innocenza è un segnale di purezza e se qualcuno ti dice qualcosa, ti arriva solo dopo molto tempo la verità, cioè che si era stati manipolati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il fatto che oggi i giovani siano più cinici ti sembra un bene o no? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che la mancanza di innocenza sia il problema più importante. E’ difficile trovare qualcosa che ti emoziona, non per i ragazzi perché loro hanno ricostruito nuove mode e non hanno il nostro vissuto. Quando vedono cose nuove dicono “Cazzo che bello”, ma per noi è più complicato. Siamo più disincantati, tutti noi, specialmente chi ha una certa età e chi in qualche modo cerca di fare i conti col proprio passato e la voglia di procedere o tornare indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beh, io ti faccio i complimenti per il magnifico concerto che hai realizzato, anche senza messaggi… A me è piaciuto enormemente! &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è un concerto ma un’opera teatrale con musica e ha un significato. Poi la musica prende il sopravvento, forse più di quello che noi stessi ci siamo mai resi conto, io credo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2163111016670296028?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.teatro.org/rubriche/interviste/shel_shapiro_e_la_bella_societa_15578' title='SHEL SHAPIRO e la bella società'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2163111016670296028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2163111016670296028&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2163111016670296028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2163111016670296028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/10/shel-shapiro-e-la-bella-societ.html' title='SHEL SHAPIRO e la bella società'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SQnmxBpsv5I/AAAAAAAAACA/5T0AuZeKCvY/s72-c/ShelShapiro47.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2535448651763451095</id><published>2008-10-06T01:37:00.000-07:00</published><updated>2008-10-06T03:32:54.133-07:00</updated><title type='text'>Talvolta bisogna riferire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SOnpBmC5jiI/AAAAAAAAABo/Liay7hbb-xQ/s1600-h/cossiga.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SOnpBmC5jiI/AAAAAAAAABo/Liay7hbb-xQ/s400/cossiga.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253986653906243106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ecco una notizia che sento di dover pubblicare, affinché il maggior numero di persone sappiano almeno che di tanto in tanto bisogna porsi dei quesiti e mettere in discussione lo status quo. Ne va della sopravvivenza non solo dell'umanità ma della civiltà che intendiamo costruire in questo III* millennio. Ovviamente, cito la fonte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testata: Informazione Corretta&lt;br /&gt;Data: 05 ottobre 2008&lt;br /&gt;Autore: Menachem Gantz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yediot Aharonot 3.10.08 p.B10 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Presidente del Consiglio avrebbe firmato l'accordo segreto, i servizi segreti avrebbero obbedito tacitamente, e gli ebrei sono stati uccisi in attentati terroristici. La vergognosa storia dell'Italia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vi abbiamo venduti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lo chiamavano "L'Accordo Moro", e la formula era semplice: l'Italia non si intromette negli affari dei palestinesi, che in cambio non toccano obiettivi italiani. Tuttavia, ora si scopre che gli ebrei erano esclusi dall'equazione. In un'intervista speciale, l'ex Presidente Francesco Cossiga rivela come le Autorità di Roma avrebbero collaborato con le organizzazioni terroristiche negli Anni Ottanta, ed ammonisce: "Oggi c'è un accordo analogo con Hizbullah in Libano" &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Menachem Gantz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In casa di Francesco Cossiga, nel cuore del quartiere Prati di Roma, sventolano – l'una accanto all'altra – tre bandiere eleganti: quella dell'Italia, quella della Regione Sardegna e quella di Israele. Non sempre l'ex Presidente della Repubblica italiana – uno dei politici più noti e di buona fama del Bel Paese – era un tale amante di Sion. Una volta, negli Anni Cinquanta, fu lui ad inaugurare l'Associazione d'amicizia Italia- Palestina. Poi, quando era Presidente del Senato, ha persino dato, nel suo Gabinetto, asilo ad Arafat quando era stato emesso un mandato di cattura nei suoi confronti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oggi, a ottant'anni, Cossiga ama Israele. Questo è forse il motivo per il quale accetta quasi immediatamente, senza condizioni, di concedere un'intervista ad un giornale israeliano. Questo è forse anche il motivo per cui è disposto ad aprire, con raro candore, un vaso di Pandora tra i più stupefacenti e orripilanti dell'Italia, [che egli ha conosciuto] nei lunghi anni di servizio pubblico. Sarà forse l'imbarazzo, la volontà di riparare al male causato dall'accordo in cui l'Italia avrebbe di fatto permesso di sottrarre la vita di qualsiasi ebreo in quanto tale – sarà forse questo che lo porta ad aprire la storia per intero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è cominciato lo scorso agosto, quando la maggior parte degli italiani inondava le spiagge per le vacanze estive. In un'intervista al Corriere della Sera, Bassam Abu Sharif, considerato il ministro degli esteri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina negli Anni Settanta e Ottanta, ha svelato che in quegli anni i Governi di Roma permettevano ad organizzazioni terroristiche palestinesi di agire liberamente in territorio italiano, in cambio [di un impegno] a non colpire obiettivi nazionali in Italia e nel mondo. L'accordo, secondo Abu Sharif, era stato denominato "L'Accordo Moro", riprendendo il nome di Aldo Moro, ex Presidente del Consiglio assassinato nel 1978, che ne era il responsabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga si è affrettato [in agosto] a confermare le asserzioni di Abu Sharif. "Ho sempre saputo – benché non sulla base di documenti o informazioni ufficiali, sempre tenuti celati nei miei confronti – dell'esistenza di un accordo sulla base della formula "tu non mi colpisci, io non ti colpisco" tra lo Stato italiano ed organizzazione come l'OLP ed il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina", ha ammesso in un articolo pubblicato dal Corriere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quella pubblicazione aveva lasciato dei buchi, degli interrogativi troppo grandi. Se l'Italia aveva ottenuto l'immunità dal terrorismo palestinese, come mai ebbero luogo nel Paese attentati sanguinosi contro obiettivi ebraici? Se c'era un accordo, come mai vi erano stati uccisi ebrei innocenti? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora Cossiga rivela tutta la verità. “In cambio di una “mano libera” in Italia”, ammette in un'intervista speciale, “i palestinesi hanno assicurato la sicurezza del nostro Stato e [l’immunità] di obiettivi italiani al di fuori del Paese da attentati terroristici – fin tanto che tali obiettivi non collaborassero con il sionismo e con lo Stato d’Israele”. In altre parole: gli italiani non si toccano, ma se sono ebrei – questo è già un altro paio di maniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per evitare problemi, l'Italia assumeva una linea di condotta [che le permetteva] di non essere disturbata o infastidita", spiega Cossiga, "Poiché gli arabi erano in grado di disturbare l'Italia più degli americani, l'Italia si arrese ai primi. Posso dire con certezza che anche oggi esiste una simile politica. L'Italia ha un accordo con Hizbullah per cui le forze UNIFIL chiudono un occhio sul processo di riarmamento, purché non siano compiuti attentati contro gli uomini del suo contingente". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cossiga ammette di essere rimasto sorpreso per l'indifferenza con cui venne accolta in Italia la sua rivelazione. "Ero convinto che la notizia pubblicata in agosto avrebbe risvegliato i media, che magistrati avrebbero cominciato ad indagare, che sarebbero cominciate interrogazioni ai coinvolti. Invece c'è stato il silenzio assoluto. A quanto pare, nessuno se ne interessa qui. Lei è l'unico ad avermi interpellato in materia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, scavare nella profondità di questo dossier potrebbe rivelare agli italiani molto sul loro regime e sulla sua condotta. E pare non ci possa essere persona più qualificata, esperta ed informata dei dettagli di questo ambiente che Cossiga. Ha ricoperto innumerevoli cariche: Direttore Generale del Ministero della Difesa, Ministro dell'Interno, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica. Le riforme che portò a termine nei servizi segreti italiani gli hanno guadagnato il soprannome "Spy Master". Oggi non ha più un ruolo ufficiale, a parte quello di Senatore a Vita, ma le telefonate di Ministri ed alti ufficiali della Polizia, che interrompono continuamente l'intervista, dimostrano che la sua posizione è inalienabile. Cossiga continua a muovere i fili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rapporti complessi con il meccanismo del terrorismo palestinese, li ha conosciuti per la prima volta alla sua nomina a Ministro dell'Interno nel 1976. "Già allora mi fecero sapere che gli uomini dell'OLP tenevano armi nei propri appartamenti ed erano protetti da immunità diplomatica", rammenta, "Mi dissero di non preoccuparmi, ma io riuscii a convincerli a rinunciare all'artiglieria pesante ed accontentarsi di armi leggere". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più tardi, quando era Presidente del Consiglio nel 1979-1980, gli divenne sempre più evidente il fatto che esistesse un accordo chiaro tra le parti. "Durante il mio mandato, una pattuglia della polizia aveva fermato un camion nei pressi di Orte per un consueto controllo", racconta, "I poliziotti rimasero sbigottiti nel trovare un missile terra-aria, che aveva raggiunto il territorio italiano per mare". Nel giro di alcuni giorni, racconta Cossiga, una sua fonte personale all'interno del SISMI – lui lo chiama "gola profonda" – passò al segretario del governo informazioni in base alle quali il missile andava restituito ai palestinesi. "In un telegramma arrivato da Beirut era scritto che secondo l'accordo, il missile non era destinato ad un attentato in Italia, e a me fu chiesto di restituirlo e liberare gli arrestati".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga stesso, va sottolineato, non era stato mai ufficialmente informato dell'esistenza di questo telegramma. Se non fosse stato per la sua fonte nel SISMI, non sarebbe stato consapevole di tutta questa storia. "Alle dieci di notte telefonai al capo del SISMI e lo rimproverai, "Mi stai nascondendo delle informazioni. Perché non mi hai informato del telegramma indirizzato a me?". Ma egli, a quanto pare, era partecipe dell'accordo con i palestinesi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio cominciò a sospettare che dietro all'evento di poca importanza si celasse qualcosa di più grande. "Col tempo cominciai a chiedermi che cosa potesse essere questo accordo di cui si parlava nel telegramma", racconta. "Tutti i miei tentativi di indagare presso i Servizi e presso diplomatici si sono sempre imbattuti in un silenzio tuonante. Fatto sta che Aldo Moro era un mito nell'ambito dei Servizi Segreti. Sin dalla fondazione della Repubblica fino ai miei tempi al Quirinale ho conosciuto tre politici che sapevano utilizzare i Servizi Segreti: il fondatore, io, e Aldo Moro. La gente gli giurava fedeltà, e continuava anche dopo finito l'incarico". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le vere prove dell'esistenza de "L'Accordo Moro", e soprattutto i suoi raccapriccianti dettagli, si potevano trovare solo nella realtà. Ventisei anni sono passati dall'attentato al ghetto ebraico di Roma, ma la ferita è ancora aperta. Era il 9 ottobre 1982. La prima Guerra del Libano era in corso, e la comunità ebraica era esposta ad un'ondata di odio senza precedenti. "Sentivamo l'atmosfera", racconta uno dei vertici della comunità di quei giorni, "sentivamo che qualcosa di terribile si stava avvicinando". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno, poco prima di mezzogiorno, un commando di sei terroristi si scagliò contro la sinagoga, sparando e lanciando bombe a mano sui fedeli che avevano appena finito la preghiera. Decine di persone furono ferite. Stefano Tache', un bambino di due anni, rimase ucciso per mano dei terroristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiarazioni ufficiali di condanna da parte dei politici al vertice furono subito rilasciate, ma gli ebrei di Roma non ne rimasero convinti. La sensazione di abbandono era grave: quel mattino, all'improvviso, sparirono senza spiegazione le due volanti della polizia che durante le feste ebraiche fornivano protezione all'ingresso della sinagoga. Anche dopo l'attentato è continuato l'atteggiamento strano. A tutt'oggi non sono stati pubblicati i nomi dei terroristi. Con il passare degli anni, prende sempre più piede l'ipotesi che anche attivisti dalla Germania ed elementi delle Brigate Rosse avessero sposato la causa di assassinare ebrei, ma a Roma non c'è stato a tutt'oggi un governo che abbia ritenuto necessario portare i colpevoli in corte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io non avevo un ruolo ufficiale in quell'epoca", chiarisce Cossiga, che allora aveva terminato l'incarico di Presidente del Consiglio e ancora non era stato nominato Presidente del Senato. "Ricordo di essere arrivato per primo sul luogo dell'attentato. Ho visto la pozza di sangue del bambino di due anni". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo uno degli attentatori fu catturato, e nemmeno dagli italiani. Avvenne un mese dopo l'attentato, quando Abd El Osama A-Zumaher fu arrestato in Grecia con esplosivi nella sua macchina. I greci lo liberarono dopo sei anni, ed egli scappò in Libia. Le Autorità italiane non ne chiesero l'estradizione. "Oggi", ammette Cossiga, "non si può più scoprire tutta la verità su quanto accaduto lì. L'Italia non chiederà mai la sua estradizione, ed i libici non lo consegneranno".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga sa perfettamente il significato delle cose che sta rivelando qui, ne conosce la gravità. Né cerca di giustificare coloro che presero le decisioni. Tuttavia, anche oggi torna a spiegare la logica di questo pensiero: l'Italia non si immischia in quanto non la concerne. A prova di ciò, presenta l'altra parte. "L'azione del Mossad contro gli assassini degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 è passata anche per Roma", dice. Come noto, Adel Wahid Zuaitar, il simbolo della furbizia dell'organizzazione del Settembre Nero, fu ucciso a Roma. "Crede che l'Italia non potesse, a suo tempo, arrestare i due agenti che lo fecero fuori? Un giorno, mentre rientrava in casa, due giovani lo picchiarono all'ingresso e lo fecero fuori con due pistole munite di silenziatore. Crede che gli italiani non sapessero chi fossero? È ovvio che lo sapevano, ma in questioni del genere è meglio non mettere le mani, ed è questa la linea che guidava il comportamento dell'Italia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lei paragona l'eliminazione di un terrorista all'assassinio di un bambino di due anni all'uscita della sinagoga?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No, assolutamente no. Se avessi saputo che le volanti della polizia erano state istruite ad andarsene quella mattina, nell'ambito di quell'accordo di cui mi hanno sempre negato l'esistenza, forse tutto sarebbe andato diversamente". La colpa, tuttavia, la attribuisce solo ed esclusivamente ad Aldo Moro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, basta un ulteriore singolo sguardo sull'Italia degli ultimi trent'anni per scoprire che l'influenza dell'Accordo Moro non è finita lì. Nel dicembre 1985, quando Cossiga era già Presidente della Repubblica, avvenne l'attentato sanguinoso al banco della El Al all'aeroporto di Fiumicino. Fu un attacco combinato, a Roma e a Vienna, a firma delle unità di Abu Nidal, in cui morirono 17 persone, di cui 10 in Italia. Le Autorità di Roma, superfluo anche dirlo, non si sono considerate parte in causa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come si concilia l'attentato all'aeroporto con l'accordo di non colpire obiettivi italiani? "Non furono colpiti obiettivi italiani", spiega Cossiga, "fu la compagnia aerea israeliana ad essere attaccata nell'aeroporto". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il territorio era italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"I morti furono tutti israeliani, ebrei ed americani, non italiani. Gli scambi di fuoco non hanno incluso i nostri uomini, solo i palestinesi e gli addetti alla sicurezza di El Al e dello Shabak [servizi di sicurezza interna israeliani – Ndt]. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga sa perfettamente il significato di ciò. Dal punto di vista dell'Italia, in fondo, l'attentato non era affatto una cosa che la riguardava. Fin tanto che non sono stati uccisi italiani non ebrei, tutto bene. "Non ho mai visto le carte, ma credo di sì. Così funzionavano le cose", ammette. Il capo del SISMI a quei tempi, Fulvio Martini, ammette in un libro che ha scritto che era stato ricevuto un vero e proprio avvertimento dell'attentato. "Qualcosa non ha funzionato con le forze della sicurezza italiane, che sapevano a priori dell'attacco", spiega. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga tiene a che si sappia che egli non era stato coinvolto personalmente nell'accordo. "Quando ero Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica non ne sapevo niente", insiste fermamente, "me lo tenevano nascosto. Io soltanto speculavo che un tale accordo esistesse, per via di quel telegramma da Beirut, ma tutti stavano zitti. Bassem Abu Sharif ha detto che l'Accordo Moro fu firmato a Roma e a Beirut e che gli italiani erano rappresentati dal capo dei servizi segreti dell'Italia che era in servizio in Libano, ma io non ne sapevo niente". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, Cossiga mostra un certo bisogno, forse incontrollabile, di difendere quell'Italia che avrebbe firmato l'accordo. Quella politica, egli spiega, era comune anche in altri Paesi. "La Germania ha liberato il commando dei terroristi che uccisero gli atleti a Monaco di Baviera, e anche la Francia si è comportata analogamente. Questa era la politica europea. Tranne gli inglesi, ovviamente. I palestinesi sapevano quel che facevano. Non ho mai incontrato un capo di un'organizzazione terroristica che fosse stupido. Arafat non era stupido. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga, per inciso, non è solo. Dopo la rivelazione del Corriere della Sera, il famoso magistrato Rosario Priore – responsabile in quegli anni dell'indagine di misteri come il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro e l'attentato contro Papa Giovanni Paolo II – ne ha ammesso i dettagli. "L'Accordo Moro è esistito per anni", ha dichiarato, "l'OLP aveva in territorio italiano uomini, basi ed armi. Anche fazioni autonome come quelle di Abu Abbas, il Consiglio della Rivoluzione e il Fronte di George Habash. Era stata una decisione politica fredda, che aveva come scopo l'immunità della nostra gente e dei nostri interessi in territorio italiano, in cambio [dell'accettazione] dell'immagazzinamento e del trasporto di esplosivi e di commandi terroristici che dovevano operare altrove". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene sì, anche l'uomo che oggi è membro della Corte di Cassazione di Roma, non ha incluso gli ebrei della città nella definizione "immunità della nostra gente". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'elenco non termina qui. L'Accordo Moro, si scopre, ha avuto un'influenza decisiva sulla vita – e sulla morte – di molti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le circostanze del sequestro della nave italiana Achille Lauro rivelano un legame tra l'Amministrazione di Roma e le organizzazioni terroristiche, e anche questa volta – che sorpresa! – gli obiettivi erano ebraici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 ottobre 1985, mentre la nave era in viaggio da Alessandria d'Egitto a Port Said, l'hanno sequestrata quattro terroristi armati del Fronte per la Liberazione della Palestina di Ahmad Jibril. I sequestratori, entrati in azione prima del previsto poiché erano stati smascherati da un membro dell'equipaggio, hanno minacciato di uccidere ostaggi se non fossero stati liberati 50 prigionieri palestinesi che erano incarcerati in Israele. Si sono diretti verso la Siria, ma questa non ne ha permesso l'ingresso nelle sue acque territoriali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vittima di quel sequestro fu Leon Klinghoffer, un passeggero ebreo americano, paralitico in sedia a rotelle. I sequestratori non ebbero pietà di lui: gli spararono e poi lo gettarono in mare ancora vivo, con la sedia a rotelle. La nave ritornò in Egitto, e dopo due giorni di trattative i sequestratori acconsentirono a lasciarla. Furono trasferiti verso la Tunisia su un aereo civile egiziano, che fu però intercettato da caccia americani e costretto ad atterrare nella base NATO in Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo evento è indelebilmente impresso nella memoria collettiva italiana. Forze italiane dei carabinieri da una parte, incursori delta americani dall'altra, in mezzo l'aereo con i sequestratori a bordo, e tutti che si minacciano a vicenda con le armi cariche, mentre si attende che i politici trovino una formula per uscire dalla crisi. L'evento è rimasto impresso nella coscienza italiana come un simbolo dell'indipendenza dell'Italia e dell'immobilità dell'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, di fronte agli americani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo che ora Cossiga rivela che il motivo della fermezza di Craxi era ben altro. Spiega che Craxi ha scelto di riservare ad Arafat un atteggiamento ruffiano. "C'era stato un accordo chiaro tra l'Italia e Arafat, secondo cui la nave sarebbe stata liberata dal commando terroristico in cambio della libertà di Abu Abbas, e così fu", svela. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sequestratori furono arrestati dalle forze della polizia italiana ed all'aereo fu permesso di continuare il viaggio malgrado la richiesta americana di fermarlo – poiché tra i passeggeri liberi c'era anche l'uomo che era alla guida dei sequestratori, Abu Abbas. I quattro sequestratori furono processati in Italia e trovati colpevoli. Abu Abbas, invece, fu liberato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spiegazione ufficiale di Craxi e del governo italiano fu che le asserzioni degli americani sul coinvolgimento diretto di Abu Abbas nel sequestro erano arrivate troppo tardi, solo dopo il suo decollo dall'Italia in direzione della Jugoslavia. Cossiga, comunque, chiarisce che non fu proprio così. "Non è assolutamente andata così", dice, "tutto era parte dell'accordo con Arafat. Fu lui a convincere Abu Abbas, malgrado non facesse parte dell'OLP, di liberare la nave al Cairo, in cambio della sua libertà e di una promessa di incolumità. La posizione italiana, secondo cui questo lo si venne a sapere solo dopo la sua liberazione, è una frottola. Lo abbiamo liberato dopo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;C'è chi asserisce che egli sia rimasto a Roma alcune ore ed abbia persino incontrato alcune personalità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io non ne so niente. Ero Presidente della Repubblica e a me dissero che era rimasto tutto il tempo all'interno dell'aeroporto. Le ricordo che tutta l'area era circondata da agenti della CIA". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo episodio, va sottolineato, è lungi dallo sparire dalla coscienza pubblica italiana. Proprio in questi giorni, la corte a Roma sta per discutere la domanda di uno dei sequestratori, Abdel Atif Ibrahim, liberato dopo vent'anni in carcere, di rimanere in Italia. "Gli permetteranno di rimanere qui, non c'è dubbio", afferma Cossiga, "ma la decisione, in definitiva, sarà politica, ed il Ministro dell'Interno dovrà decidere". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se Lei fosse oggi Ministro dell'Interno e dipendesse da Lei, gli permetterebbe di restare? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io lo metterei su un velivolo militare diretto in Libano, atterrerei lì con la scusa di portare un diplomatico, spegnerei i motori, aprirei la porta, lo butterei sulla pista e decollerei di ritorno". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante oggi Cossiga tenga molto a presentarsi come un fermo oppositore del terrorismo palestinese, c'è ancora chi non dimentica la sua posizione favorevole ad Arafat quando contro questi era stato emesso un mandato di cattura in Italia. Anche da questa faccenda, le Autorità e i meccanismi della legalità in Italia non escono – come dire – brillantemente. "Arafat", spiega Cossiga, "era arrivato in Italia per il funerale del leader della sinistra italiana, Segretario Generale del Partito Comunista, Enrico Berlinguer, che era mio cugino. Fino ad oggi c'è molta gente che non crede affatto che fossimo imparentati. All'arrivo di Arafat qui, lo attendeva un mandato di cattura del tutto folle emesso da un giudice italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A me chiesero di riceverlo a Palazzo Giustiniani, in qualità di Presidente del Senato, e permettergli di riposarsi. Stiamo parlando, Le ricordo, del 1984. Arafat partecipò al funerale e a tutta la cerimonia, alla quale era presente anche il Vice Segretario Generale del Partito Comunista di Mosca. Venne da me accompagnato dai Servizi Segreti italiani e dalle sue guardie del corpo. Contemporaneamente, una forza di polizia era partita alla sua ricerca per ordine di un giudice. Lei crede [veramente] che non sapessero dove si trovasse?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, oggi Francesco Cossiga si identifica orgogliosamente come amico prossimo dello Stato di Israele ed entusiasta sostenitore degli Stati Uniti. Questo, forse, è il motivo per cui si permette ora di dire cose del tutto in ortodosse riguardo alla condotta degli scaglioni che contano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se a qualcuno potesse sembrare che quei giorni bui siano spariti, il quadro che dipinge Cossiga è allarmante: l'Italia, egli crede, attua oggi un accordo analogo con Hizbullah. Le forze di UNIFIL sarebbero invitate a circolare liberamente nel sud del Libano, senza temere per la propria incolumità, in cambio di un occhio chiuso e della possibilità di riarmarsi data a Hizbullah. "L'Accordo Moro non mi fu mai esposto in maniera chiara, ne ho solo ipotizzato l'esistenza. Nel caso di Hizbullah posso affermare con certezza che esiste un accordo tra le parti", dice Cossiga con certezza, "Se verranno ad interrogarmi, deporrò davanti ai giudici che trattasi di segreti dello Stato, e io non sono tenuto a rivelare le mie fonti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga ha dichiarato che intende sottoporre un'interrogazione al Governo riguardo all'esistenza di un tale accordo segreto, atto a proteggere il contingente italiano in Libano. Come noto, durante gli Anni Ottanta, le forze americane e francesi in Libano hanno subito gravi perdite, mentre nessun attentato è stato compiuto contro la forza italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice Priore – di nuovo lui – ha osato addirittura portare le ipotesi di Cossiga un passo in avanti. "È possibile", ha dichiarato ad un'agenzia stampa italiana, "che esista oggi persino un accordo tra l'Italia e Al Qaida od un'altra organizzazione fondamentalista".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La maggior parte degli italiani sono rimasti, come ho detto prima, sorprendentemente indifferenti di fronte alla rivelazione. Ma prevedibilmente, la comunità ebraica ne è rimasta scossa. Reagendo alle nuove rivelazioni esposte su queste pagine, il Presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, fa appello al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di aprire un'indagine approfondita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"È ovvio che non possiamo andare indietro nel tempo, e non si può cancellare questa vergognosa storia dell'Italia", ha detto a Yediot Aharonot, "ma bisogna esporre gli irresponsabili che hanno offerto gli ebrei d'Italia in sacrificio, trattandoli come stranieri, come immigrati di passaggio. Più di ogni altra cosa, esigiamo risolutamente la piena sicurezza per gli ebrei d'Italia e per le loro istituzioni". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È molto dubbio se Berlusconi darà ascolto ed inizierà l'intensa indagine che esige la comunità ebraica. È vero che il Presidente del Consiglio italiano ha modificato l'atteggiamento del suo Paese nei confronti di Israele, ma si possono ancora riconoscere incrinature nella comprensione che gli ebrei d'Italia sono parte radicale della vita italiana. Più di una volta, rivolgendosi agli ebrei, egli ha detto "il vostro governo" – intendendo il Governo dello Stato d'Israele, e non quello italiano. La buona volontà forse c'è, ma la strada è ancora lunga per assicurare che la storia non si ripeta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2535448651763451095?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2535448651763451095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2535448651763451095&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2535448651763451095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2535448651763451095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/10/talvolta-bisogna-riferire.html' title='Talvolta bisogna riferire'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SOnpBmC5jiI/AAAAAAAAABo/Liay7hbb-xQ/s72-c/cossiga.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-1796374282070497233</id><published>2008-06-01T09:43:00.000-07:00</published><updated>2008-06-01T10:21:26.238-07:00</updated><title type='text'>...non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorti che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SELXrGScVFI/AAAAAAAAABI/KG-JCjVMeuU/s1600-h/levi06g.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SELXrGScVFI/AAAAAAAAABI/KG-JCjVMeuU/s400/levi06g.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206961254616028242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SELXemScVEI/AAAAAAAAABA/YBYVQ8lgKHE/s1600-h/levi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SELXemScVEI/AAAAAAAAABA/YBYVQ8lgKHE/s400/levi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206961039867663426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stanno succedendo cose che solo alcuni decenni or sono nessuno si sarebbe mai sognato, neppure negli incubi peggiori. Siamo vivendo in una società dove si coltiva odio per i 'diversi' e pare che perfino ai bambini venga insegnato che non c'è nulla di strano a voler bruciare il luogo dove sostano persone senza casa, senza sostegni sociali ben definiti, senza sicurezza alcuna. Ma non è facile parlare dell'oggi. Ecco quando serve usare parole vecchie, scritte da chi ha vissuto esperienze fortissime sulla propria pelle e che condivido nel commento personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio citare &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Primo Levi&lt;/span&gt; e le parole lette in una riedizione di '&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se questo è un uomo&lt;/span&gt;',  pietra miliare della storia del Novecento. In particolare, la versione pubblicata dalla casa editrice Einaudi nel 1976, prestatami dal presidente di Lev Chadash, Ugo Volli. A differenza del volumetto che avevo letto io, questo possiede un'appendice in cui lo stesso Primo Levi spiega di aver voluto inserire le domande che costantemente gli venivano rivolte da lettori studenti. Come si sa, Levi accettava il confronto con i giovani organizzato dalle scuole. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Ho scritto questa appendice nel 1976 per l'edizione scolastica di 'Se questo è un uomo'... Tuttavia, poiché tali domande coincidono ampiamente con le domande che ricevo dai lettori adulti, mi è sembrato opportuno riportare integralmente le mie risposte anche su questa edizione&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Levi ricorda che il libro ebbe uno strano destino, essendo stato scritto proprio là, "i&lt;span style="font-style:italic;"&gt;n quel laboratorio tedesco pieno di gelo, di guerra e di sguardi indiscreti, benché sapessi che non avrei potuto in alcun modo conservare quegli appunti scarabocchiati alla meglio, che avrei dovuto buttarli via subito, perché se mi fossero stati trovati addosso mi sarebbero costati la vita&lt;/span&gt;". Ma, appena tornato a casa miracolosamente vivo, si getta nella scrittura per calmare i ricordi che lo 'bruciavano dentro',  ancora ricco di vivide memorie. Solo nel 1947 una piccola casa editrice lo pubblica ma, nel dopoguerra, pochi vogliono conoscere orride verità: preferiscono dimenticare, ricominciare da zero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1958, però, l'editore Einaudi lo acquista e lo ristampa facendone un libro tradotto in 6 lingue, ridotto per il teatro e per la radio. Fu accettato da studenti e insegnanti "c&lt;span style="font-style:italic;"&gt;on un favore che ha superato  di molto le aspettative dell'editore e mie&lt;/span&gt;", racconta Primo Levi. "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Centinaia di scolaresche in tutte le regioni d'Italia mi hanno invitato a commentare il libro, per iscritto o possibilmente di persona&lt;/span&gt;". Molte le domande rivoltegli, ingenue o consapevoli, commosse o provocatorie, superficiali o fondamentali, afferma lo scrittore-testimone. "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mi sono accorto presto che alcune di queste domande ricorrevano con costanza, non mancavano mai. Dovevano dunque scaturire da una curiosità motivata e ragionata a cui il testo del libro in qualche modo non dava una risposta soddisfacente&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non intendo riportare questa appendice ma chiarire chi è la persona capace di dire certe cose e perché. Gli viene chiesto, ad esempio, come mai non sembra aver  nutrito un odio feroce verso i tedeschi. Primo Levi risponde che nel 1946, quando scrisse il libro, "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;nazismo e fascismo sembravano veramente senza volto, come ritornati nel nulla, svaniti come un sogno mostruoso... così come svaniscono i fantasmi al canto del gallo. Come coltivare rancore o volere vendetta contro una schiera di fantasmi? L'odio è personale, si coltiva contro una persona, un nome, un viso&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma, non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorte che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto. Era soltanto nascosto, incistato e stava facendo la sua muta per ricomparire poi in una veste nuova, un po' meno riconoscibile, un po' più rispettabile, più adatta al nuovo mondo, uscito dalla catastrofe della seconda guerra mondiale che il fascismo stesso aveva provocata&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Devo confessare che davanti a certi visi non nuovi, a certe vecchie bugie, a certe figure in cerca di rispettabilità, a certe indulgenze, a certe connivenze, la tentazione dell'odio la  provo e anche con una certa violenza. Ma io non sono un fascista, credo nella ragione e perciò all'odio antepongo la giustizia&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"(&lt;span style="font-style:italic;"&gt;...) Tuttavia, non ho perdonato nessuno dei colpevoli, né sono disposto ora o in avvenire a perdonarne alcuno, a meno che non abbia dimostrato (coi fatti, non con le parole e non troppo tardi) di essere diventato consapevole delle colpe e degli errori del fascismo nostrano e straniero e deciso a condannarli, a sradicarli dalla sua coscienza e  da quella degli altri. In questo caso sì, io non cristiano, sono disposto a seguire il precetto ebraico e cristiano di perdonare il mio nemico. Ma un nemico che si ravvede, ha cessato di essere un nemico&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, io non ho vissuto nulla di quegli orrori essendo nata nella seconda metà del Novecento, ma quanto oggi avviene nel nostro Paese dovrebbe essere violentemente respinto, isolato, represso e mai, come invece accade purtroppo assai spesso, mostrato come giusta vendetta contro 'gli invasori'. Sembra troppo da vicino il ritorno a un'epoca che si sperava scomparsa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-1796374282070497233?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/1796374282070497233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=1796374282070497233&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1796374282070497233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1796374282070497233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/06/non-molti-anni-dopo-leuropa-e-litalia.html' title='...non molti anni dopo, l&apos;Europa e l&apos;Italia si sono accorti che questa era un&apos;ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall&apos;essere morto.'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SELXrGScVFI/AAAAAAAAABI/KG-JCjVMeuU/s72-c/levi06g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-1424371752523452757</id><published>2008-05-13T02:12:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T02:44:17.687-07:00</updated><title type='text'>La verità di Marco Travaglio fa male</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SClheI5VvPI/AAAAAAAAAA0/YERUm9tCuV8/s1600-h/travaglio_fazio_raitre--200x150.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SClheI5VvPI/AAAAAAAAAA0/YERUm9tCuV8/s400/travaglio_fazio_raitre--200x150.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199794415187901682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA IN FAVORE DI &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MARCO TRAVAGLIO&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; DOPO LA SUA APPARIZIONE ‘A CHE TEMPO CHE FA’.&lt;br /&gt;Tanto per cominciare mica tutti hanno visto la trasmissione, ma guarda come ne parlano tutti: manca solo la proposta di crocefiggerlo e poi di lavarcene tutti le mani. Non perché Travaglio somigli ai ladroni puniti sul colle ma agli innocenti che vengono fatti fuori perché ‘disturbano la quiete pubblica’ dicendo la verità. Io che ho visto la trasmissione ho provato per la prima volta dopo anni il brivido freddo dietro la schiena che ti coglie quando ascolti verità scomode, sapendo che diceva assolutamente il vero e che sarebbe successo un disastro entro poche ore, come pure Fazio ha subito intuìto. Ma lo ha lasciato parlare, il che è già molto più di quanto chiunque altro avrebbe avuto il coraggio di fare, nel bel paese in cui viviamo oggi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Fazio, benché svilito da Beppe Grillo che forse non ha visto la trasmissione, è un piccolo eroe. Innanzitutto non solo ha invitato Travaglio pubblicizzando il suo ultimo libro-verità, ma per quanto abbia spesso detto di volersi dissociare, di non pensarla come lui su nulla, LO HA LASCIATO PARLARE LIBERAMENTE fino in fondo. E la battuta su Schifani non poteva essere premeditata perché è stata una risposta alla domanda di Fazio il quale, riferendosi a quando Alessandro Baricco in una puntata precedente aveva detto che i barbari ci sono sempre stati, Travaglio ha detto di no, che secondo lui la Repubblica Italiana ha avuto grandissimi uomini dai giorni della sua fondazione, e ha sottolineato come proprio in occasione di nuove elezioni i giornali pubblichino le liste di chi in passato ha coperte determinate cariche, esclamando: "Abbiamo avuto De Gasperi, Einaudi, Pertini, gente così e ora cosa vedo: Schifani??" E da lì è partito il pistolotto su uno che frequentava mafiosi e di come un tempo non sarebbe mai salito alla seconda più importante carica dello Stato. Un tempo. Perfino in Spagna conoscono i fatti e laggiù, liberamente, ne parlano e ne scrivono come ha fatto El Pais il 29 aprile scorso in un articolo dedicato per l'appunto a Schifani. Quelli chi li denuncia, per scrivere e affermare la verità?&lt;br /&gt;Complotto? Ma per favore... Siamo messi da Schifo!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-1424371752523452757?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/1424371752523452757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=1424371752523452757&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1424371752523452757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1424371752523452757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/05/la-verit-che-fa-male.html' title='La verità di Marco Travaglio fa male'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SClheI5VvPI/AAAAAAAAAA0/YERUm9tCuV8/s72-c/travaglio_fazio_raitre--200x150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-7302601217174807205</id><published>2008-04-29T08:12:00.000-07:00</published><updated>2008-04-29T08:20:27.519-07:00</updated><title type='text'>Soldi per Alitalia tolti alla ricerca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBc8G_Fhi6I/AAAAAAAAAAg/_jSgjK2S-uw/s1600-h/Alitalia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBc8G_Fhi6I/AAAAAAAAAAg/_jSgjK2S-uw/s400/Alitalia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194686785906641826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ci sono notizie che lasciano senza parole... Come mai non sono su tutte le prime pagine? Beh, informiamoci fra di noi, almeno! Questa l'ho trovata oggi, 29 aprile 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sapete dove hanno preso i 300 milioni di euro per Alitalia? &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dal Fondo per la ricerca&lt;/span&gt;. Certo, ci vorrà molta ricerca per salvare la compagnia di bandiera" Non risparmia un'amara battuta &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Susanna Agnelli&lt;/span&gt;, presidente di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Telethon&lt;/span&gt;, ieri a Roma per presentare un eccezionale risultato ottenuto grazie a uno studio internazionale coordinato dal Tigem. "Mi ha telefonato &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Andrea Ballabio&lt;/span&gt;, direttore del Tigem, con cui è stato amore a prima vista, un amore che dura da almeno 13 anni, per dirmi" precisa la Agnelli "se sapevo da dove venivano i soldi per Alitalia". La ricerca, aggiunge la presidente di Telethon, ha bisogno di soldi "per andare avanti e produrre risultati. Non bisogna dimenticarlo mai". Il fatto che studiosi italiani abbiano messo a punto la prima terapia genica per curare una forma di cecità è una "notizia importantissima. Speriamo ora" interviene &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ernesto Rinaldi&lt;/span&gt;, direttore di Oftalmologia della II Università di Napoli "che lo Stato non ci abbandoni tagliando i fondi per la ricerca proprio ora che questa sta dando risultati concreti". Un appello lanciato dagli stessi studiosi del settore. "Speriamo che finalmente lo Stato capisca" sottolinea Ballabio, "che tagliando i fondi alla ricerca si taglia non solo il futuro ma anche la competitività del nostro Paese. Purtroppo quelli in ricerca sono investimenti a medio e lungo termine e i Governi non durano abbastanza per vederne i risultati. Dunque c'è la tendenza a favorire altri settori, un trend che deve cambiare" conclude il ricercatore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-7302601217174807205?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/7302601217174807205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=7302601217174807205&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7302601217174807205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7302601217174807205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/04/soldi-per-alitalia-tolti-alla-ricerca.html' title='Soldi per Alitalia tolti alla ricerca'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBc8G_Fhi6I/AAAAAAAAAAg/_jSgjK2S-uw/s72-c/Alitalia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-948691579584182489</id><published>2008-04-27T02:24:00.000-07:00</published><updated>2008-04-27T02:37:06.229-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tibet'/><title type='text'>Mille alpinisti occidentali sequestrati!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBRJEPFhi4I/AAAAAAAAAAM/zrV65SdTIqo/s1600-h/militari_vallekhumbu.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBRJEPFhi4I/AAAAAAAAAAM/zrV65SdTIqo/s320/militari_vallekhumbu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193856607383030658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa non è un'intervista nè parlo di spettacoli. Sta succedendo una cosa inconcepibile su questo pianeta e bisogna indignarsi, diffondere la notizia e se possibile agire. Questi i fatti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;"Mai uomini in armi avevano violato l'Everest, terra di pace e serenità. Ma ora i militari armati mandati dal governo di Kathmandu, ovvero i militari cinesi, stanno salendo al campo base dell'Everest”. Queste le parole preoccupate del Rinpoche del Monastero di Tengboche, capo del buddhisti della valle del Khumbu, di fronte agli squadroni armati che in questi giorni stanno salendo al campo base nepalese della montagna, in occasione dell'imminente salita della fiaccola olimpica sul Tetto del mondo. Lassù, nei prossimi giorni, quasi mille alpinisti, sorvegliati a vista da uomini armati, non potranno muoversi dalle loro tende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tengboche è il nome del monastero lamaista più sacro del Nepal. Il fuoco di un grande incendio lo distrusse nel 1989, ma la comunità internazionale fece a gara in solidarietà per ricostruirlo: in breve tempo, accadde il miracolo. Solo quell’incendio, nella storia, violò il monastero e il territorio attorno fino all’estrema vetta ell’Everest. Oggi, però, è diverso. Ieri sera li abbiamo incrociati, una trentina armati di fucili mitragliatori, la stessa tenuta e attrezzatura che gli anni scorsi avevamo visto usare quando andavano in guerra contro i maoisti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C’è da chiedersi per davvero quali pericoli potessero rappresentare qualche centinaia di  alpinisti che sono al campo base per salire l’Everest. Che più o meno di buon grado avevano accettato di non usare i loro sistemi di telecomunicazione in danno evidente delle loro tasche, che dipendono dalle notizie che inviano a i giornali. Accettando di non usare gli wolkie- tolkie, per ragioni di incomprensibile sicurezza per la fiaccola, ma di certa insicurezza per la loro vita e quella dei loro Sherpa che si muovono sulla montagna. Avevano accettato tutto questo in palese violazione del diritto internazionale da  parte del governo del Nepal che, accettando le royalties dei loro permessi, aveva garantito loro libero accesso alla montagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si chiede: chi risarcirà i danni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si chiede cosa ne pensa l’Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche, e se non sia il caso che qualcuno  ufficialmente, meno prono dei lama in adorazione delle loro divinità, chieda conto ai propri consociati Cinesi e Nepalesi di questo sequestro armi in pugno di mille alpinisti occidentali. E che dire dei pavidi Club Alpini delle varie nazioni? Silenzio? Con quale coraggio continueranno a parlare di diritti delle montagne, della cultura, dell’ambiente? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le organizzazioni ambientaliste? Dove sono? Ma forse sarebbe bene che se ne occupassero anche le cancellerie e i governi occidentali e non, visto che i cittadini e i diritti violati son questione loro. Forse qualche voce politica, magari di quelle sempre pronte a farsi avanti nelle fiere, nei salotti e alle camminate non competitive o allo stadio. Qui ci sono mille sportivi sequestrati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse  le autorità spirituali di altre religioni potrebbero chiedere rispetto  per un luogo sacro come il territorio che circonda la valle dell’Everest; la fiaccola olimpica e i valori universali che rappresenta si sposa perfettamente con l’essere portata sul punto più alto della terra. Non si capisce perché questo debba essere fatto “sulla punta di una baionetta” di maoista memoria. Forse ci penserà la montagna,  giudice ultimo. Sarà clemente e tollerante o si incazzerà di brutto? Ognuno esprima il proprio desiderio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lakhpa Tenzing&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-948691579584182489?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.montagna.org/node/4836' title='Mille alpinisti occidentali sequestrati!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/948691579584182489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=948691579584182489&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/948691579584182489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/948691579584182489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/04/mille-alpinisti-occidentali-sequestrati.html' title='Mille alpinisti occidentali sequestrati!'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Oo1IrkaHlGU/SBRJEPFhi4I/AAAAAAAAAAM/zrV65SdTIqo/s72-c/militari_vallekhumbu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-480558122549921629</id><published>2008-03-22T02:19:00.000-07:00</published><updated>2008-03-22T02:26:34.815-07:00</updated><title type='text'>Notti Bianche, ricordando Carmelo Bene</title><content type='html'>Fino a sabato 22 marzo il &lt;b&gt;Teatro Libero&lt;/b&gt; di Milano propone &lt;b&gt;Notti Bianche&lt;/b&gt;, sottotitolato &lt;b&gt;'Concerto  per un Sognatore  dedicato ai ricordi di un sognatore'&lt;/b&gt;.  Da un’idea di Marinella Anaclerio, &lt;b&gt;Flavio Albanese&lt;/b&gt; ha scritto la drammaturgia, dirige e interpreta lo spettacolo con accompagnamento musicale. A  Milano c'è il bravo chitarrista &lt;b&gt;Roberto Parmeggiani&lt;/b&gt; a fare da colonna sonora ad una  storia scritta nel 1848 da un giovane &lt;b&gt;Fëdor Dostoevskij&lt;/b&gt;. Considerato uno dei massimi romanzieri russi di tutti i tempi, diede a questo racconto il nome dal periodo dell'anno noto col nome di 'notti bianche' in cui nella Russia settentrionale, e in particolare dalle parti di San Pietroburgo, il sole tramonta solo dopo le 10 di sera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo dalla vita comune, un impiegato, passa le serate in solitudine a passeggiare, fantasticando. Una sera incontra una ragazza e s'innamora subito di lei. Riuscirà a parlarle, a sapere che lei aspetta un uomo che le ha promesso di tornarei e tra i due sembra nascere un sentimento che la ragazza ha tentato di impedire. Quando, dopo quattro serate di incontri, giunge l'uomo tanto atteso, lei gli corre incontro e lascia con un veloce abbraccio l'omino sognatore. La storia è raccontata tutta in prima  persona e così fa Flavio Albanese, con una voce che coinvolge e una capacità di rendere emozioni e sentimenti. Il pubblico resta ammutolito, poi si entusiasma. 'Notti Bianche' ha già girato un po' e prossimamente andrà a L’Aquila e a Trento. Lui, aria pacifica ma sguardo deciso, sorriso innocuo ma voce profonda, ha gentilmente risposto ad alcune domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Come descriveresti 'Notti bianche'?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono quello che racconta, non ci sono personaggi. C’è uno che racconta e non si sa bene se ha sognato, se ha vissuto, se la storia gliel'ha raccontata qualcun altro. Come in certi momenti della vita in cui ti ricordi delle cose, non sei sicuro e ti chiedi ‘Ma l’ho sognato? E’ successo veramente?’ Con gli anni, il ricordo si confonde con la fantasia. Prendi un sogno e vuoi metterlo nella realtà... Il sogno fa come una bottiglia nelle mani di un ubriacone: scompare, evapora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché musicarlo col jazz?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il jazz… Perché il mio modo di recitare parte da pochi temi: tempo, ritmo, tema, improvvisazione. Per me è naturale recitare così, ecco perché ho inserito questa musica. Le parole in sè sono dei significati ma qua la questione è il &lt;i&gt;significante&lt;/i&gt;. E’ il suono che ha la parola, ciò che conta. Non è la parola che ha il suono perché il suono determina il verbo, fin dal principio. Si sente quando un suono significa molto più del significato della parola pronunciata, ascoltandone il suono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt; E' bello ascoltarti. E' per questo reciti con estrema enfasi?&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Questo ricorda molto quello che diceva Carmelo Bene e so che è ridicolo da parte mia mettermi a paragone suo. Però, se non guardiamo la luna ma ci fermiamo al dito, non si vedrà mai nulla. Agli dei bisogna farsi simili, non agli uomini dabbene. Mi riferisco a Carmelo Bene, che per me è un dio. E’ il suo suono che è fantastico, come il suono di un jazzista, Roberto Parmeggiani, che è una delle chitarre più interessanti nel panorama d’oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Che significa secondo te che la ragazza della storia ha letto a voce alta alla nonna i romanzi di Walter Scott?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggere Walter Scott è come chi oggi guarda la  tv e tifa per gli Amici della Maria. Non ha pensieri né cultura. L’amore del sognatore invece va al di là. 'Il realismo non può essere recitato in maniera realistica, perché la realtà umana è incomprensibile all’uomo'. Lo ha detto Dostojevski con la voce di Carmelo Bene ne 'L’intervista impossibile’, che passa all’inizio del mio spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ti sembra una  storia triste?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dostoevskij fa il sognatore così disperato, eppure alla fine gli fa dire: ‘Ma un solo attimo di felicità non è sufficiente per tutta una vita?'. E' sublime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dove porti Notti bianche? Cosa farai dopo?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto preparando anche un altro spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quale?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Te ne do una traccia: ‘Tutto il resto è silenzio’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La battuta è di Amleto, ovvero Shakespeare. Ma io voglio sapere: preferisci il mestiere di monologhista?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per molti anni ho avuto una compagnia, con Marinella Anaclerio e tanti altri siamo stati in Italia e all'estero, in Iran, Kenya, Etiopia, Nicaragua... La nostra è stata la prima compagnia che ha recitato in burka 'La locandiera' di Goldoni in Iran. Ti giuro! Ma adesso ho scelto una strada in cui io voglio raccontare delle cose alla gente. Come queste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-480558122549921629?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/480558122549921629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=480558122549921629&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/480558122549921629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/480558122549921629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/03/notti-bianche-ricordando-carmelo-benee.html' title='&lt;i&gt;Notti Bianche&lt;/i&gt;, ricordando Carmelo Bene'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-3434259944035826555</id><published>2008-03-22T02:11:00.000-07:00</published><updated>2008-03-22T02:17:58.214-07:00</updated><title type='text'>Hamlet in concert, in tour</title><content type='html'>Il &lt;b&gt;Teatro Carcano&lt;/b&gt; di Milano ha ospitato il 3 marzo 2008 uno spettacolo prodotto da &lt;b&gt;Palkettostage&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Hamlet in concert&lt;/b&gt;, in lingua originale inglese, tratto da &lt;b&gt;William Shakespeare&lt;/b&gt;. Il dramma celeberrimo del principe di Danimarca che sogna il padre ucciso dal fratello che voleva rubargli non solo il trono ma pure la moglie, non è stato riportato in modo fedelissimo, seppure molti dialoghi fossero originali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reinterpretando in modo originale il personaggio del giovane Amleto, finto pazzo ma autentico disperato, il regista scozzese &lt;b&gt;Frazer Grant&lt;/b&gt; si discosta dalle tinte più fosche della tragedia elisabettiana e realizza uno spettacolo che esplode di continuo in un vibrante rock show anni '80. Nasce il musical "Hamlet in Concert". Il giovane principe somiglia molto a tanti adolescenti del giorno d'oggi, indeciso e timoroso, benché quanto accadde a lui francamente non è molto comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lo zio-patrigno di Amleto si ritrova con una voce che eccita tutto il pubblico del solitamente sobrio Teatro Carcano, colmo di giovani che si divertono un sacco, anche la madre offre il suo motivo e Amleto, alto e dinoccolato, con una voce rispettabile e una recitazione forse solo appena claudicante, travolge lo spazio e rende possibile ogni più curiosa messa in scena, come il modo alquanto strano di far morire il padre di Ofelia e la stessa giovane adolescente. L'abbigliamento in pelle e cuoio, borchie, chiodi e stivaletti ben rappresentano il look di chi, fra un monologo e una porzione di dramma, canta brani dei &lt;b&gt;Rolling Stones&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Pink Floyd&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;U2&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Queen&lt;/b&gt; e altri ancora, ben incastrati fra le sempre splendide parole del vecchio Shakespeare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è allegro, inconsueto e tipico di Palkettostage, che si affianca  e sostiene chi sperimenta nuove forme teatrali mischiandone diversi linguaggi, alla ricerca di una diretta comunicazione col pubblico, che gradisce la proposta. Nato nel 1985, all'inizio desiderava favorire l'insegnamento delle lingue straniere attraverso il supporto del teatro, creato dai giovani studenti stessi. Ogni spettacolo segue con attenzione l'integrità del testo e ci aggiunge canzoni, musiche e coreografie in sintonia col mondo giovanile. In molti casi, a fine spettacolo è possibile discutere e confrontarsi, perfino compilando schede didattiche. Il primo contratto per una produzione in lingua originale inglese vide la produzione di Waiting for Godot, di Samuel Beckett, nel 1985. Da allora a oggi sono state diecine le rappresentazioni e le messe in scena, non solo in inglese ma anche in francese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete divertirvi e imparare a migliorare una lingua straniera, tenete d'occhio gli spettacoli di Plkettostage, che si ripropongono in diverse città italiane fino a tutto maggio, per questa stagione. Se volete seguire i loro itinerari o contattarli, navigate su www.palketto.it e buon divertimento!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-3434259944035826555?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/3434259944035826555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=3434259944035826555&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3434259944035826555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3434259944035826555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/03/hamlet-in-concert-in-tour.html' title='Hamlet in concert, in tour'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5897440723097188076</id><published>2008-02-09T10:32:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T10:33:11.880-08:00</updated><title type='text'>Prima nazionale di 'Per abbreviare la mia sofferenza'</title><content type='html'>Resta in scena al &lt;b&gt;Teatro della Cooperativa&lt;/b&gt; di Milano fino al 24 febbraio 2008 lo spettacolo che debutta a San Valentino, giovedì 14. E' il quarto anniversario della morte di&lt;b&gt; Marco Pantani &lt;/b&gt;e lo spettacolo che ci viene presentato è frutto di una collaborazione tra &lt;b&gt;Domenico Ferrari&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Alessandro Pozzetti&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Marina Morellato&lt;/b&gt; e l'aiuto di &lt;b&gt;Renato Sarti&lt;/b&gt;. La produzione è di Garabombo delle Risse, il regista è Domenico Ferrari e il protagonista è Alessandro Pozzetti, che ha gentilmente risposto ad alcune domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come vi è venuta l'idea di uno spettacolo su Marco Pantani?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea è venuta un anno e mezzo fa e ci siamo confrontati con Renato Storti che aveva già presentato qualcosa alla Cooperativa. Lui ci ha offerto parte dei suoi materiali e un occhio più esperto sulla regia. A noi la voglia è venuta dalla lettura di articoli su Pantani e in uno di questi abbiamo trovato la frase che riporta il titolo dello spettacolo. Perché 'Per abbreviare la mia sofferenza' fu la risposta data da Pantani al giornalista Mura che gli chiedeva perché andasse così forte in salita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bella battuta! Vi ha ispirati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo innamorati di questo testamento spirituale. Io non sono appassionista di ciclismo ma ho imparato ad amarlo, invece Domenico è ciclista e ha più amore per il grande mondo della bicicletta, amore per la natura, per la montagna. E per Pantani, che non è un eroe a tutto tondo, è spigoloso, ancora oggi passa con connotati duri, invece è davvero un eroe tragico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Da dove vengono le informazioni utilizzate per costruire il testo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo affidati a fonti letterarie. Sono stati pubblicati diversi libri su Pantani e li abbiamo letti tutti, poi c'erano le interviste a vecchi amici suoi fatte da Renato Sarti durante le sue ricerche e sono tutte registrate. Abbiamo potuto recuperare materiali autentici e abbiamo ricostruito una parte importante della sua vita privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tu sul palcoscenico che ruolo hai, sei Pantani o uno che parla di lui?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono un po’ tutte e due. Parlo di Pantani e talvolta esce la voce in prima persona. Lo spettacolo si stacca dal teatro di narrazione e io vengo da questo genere, ho fatto già quattro monologhi. Un tempo al Giro d’Italia mandavano le grandi firme del giornalista e abbiamo scelto la narrazione più alta per cercare di creare l’epopea di un eroe, fragile e tragico. Ha sofferto tragedie fisiche ai tempi delle rovinose cadute e personali, poiché era estremamente sensibile ed ebbe storie d’amore tormentate, che lo hanno minato profondamente. Era tanto minato nel privato quanto fortissimo nello sport. Vulnerabile. Alla gente sfugge che la realtà sia questa. Si dice ‘Pantani drogato’ ma la verità è molto più complessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tu che sei tanto informato, credi che le notizie fossero gonfiate?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Pantani ha cominciato a lasciarsi andare 5 anni prima della morte, quanto ha cominciato a perdere e non ha avuto la forza di sopportare le accuse di doping, per le quali peraltro fu assolto in tutti i processi e in tutti i tribunali. Il presidente dell’associazione medici dott. Besnati rispose che prendeva un prodotto come tutti gli altri colleghi e non fu mai provato che ne facesse uso scorretto. Fu sospeso per 15 giorni e avrebbe potuto riprendere a correre, se avesse atteso con calma l'esito ufficiale. Ma fu strumentalizzato dai media come il grande eroe corrotto e forse la stampa di allora non aveva intuito la fragilità del personaggio e strobazzava sui media il sospetto che avesse sempre vinto grazie al doping. Questo bersagliamento lo ha mandato in pezzi e da questa onta non si è mai ripreso. Non ha sopportato di essere insultato e che abbiano messo in gioco tutta la sua carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Eppure lo spettacolo non è tristissimo, vero? C'è un aspetto gioioso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ uno spettacolo che si propone anche con una certa leggerezza: si dimentica che fosse un personaggio eccessivo, dallo spirito romagnolo, un po’ spaccone, sborone. Gli piaceva cantare, uscire, andare a donne e noi gli facciamo il verso, a questo carattere ridanciano. La sua vita non è stata solo una tragedia ma era un giovane piena di vita, con tante vittorie importanti, un’amore perso che lo ha segnato ma il raconto viaggia con toni assolutamente allegri. Soprattutto la prima parte, che racconta la sua vita di essere di Cesenativo e cosa significa essere romagnoli. Mi sembra che questa regione serva per portare in Italia gente strampalata, bevitori, tipi felliniani... è una terra di apparizioni. Molti hanno il pallino di arrivare prima, di arrivare in cima al mondo. Se facciamo quattro conti, è una regione che è in testa per davvero. Ci arriva il meglio della motoristica da questo pezzettino di terra, più la poesia, la canzone, lo sport e altro ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5897440723097188076?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5897440723097188076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5897440723097188076&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5897440723097188076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5897440723097188076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/prima-nazionale-di-per-abbreviare-la.html' title='Prima nazionale di &apos;Per abbreviare la mia sofferenza&apos;'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-1118255029518673493</id><published>2008-02-09T08:26:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:26:25.703-08:00</updated><title type='text'>Kuniaki Ida porta Ruzante all'Arsenale</title><content type='html'>La Commedia dell'Arte è entrata al Teatro Noh grazie a un progetto del Festival Primavera Italiana in Giappone, che vede protagonista &lt;b&gt;Kuniaki Ida&lt;/b&gt;. Artista giapponese giunto in Europa da giovane per studiare l'arte del mimo, ebbe come maestro uno dei più grandi artisti del genere, Jacques Lecoq. E' poi arrivato in Italia al fianco di una ragazza in gamba e con la sua stessa passione, &lt;b&gt;Marina Spreafico&lt;/b&gt;. A Milano hanno collaborato col Teatro di Grock e poi hanno trovato una sede propria. Hanno creato un teatro-scuola che lei, soprattutto, ha protetto con le unghie e coi denti per non farselo distruggere: fu difeso da tutto il mondo culturale milanese, compreso un ruggente Giogio Strehler. Sto parlando del &lt;b&gt;Teatro Arsenale&lt;/b&gt; di via Cesare Correnti, oggi realtà consolidata dove, come ospite, torna Kuniaki Ida dopo anni di regie che lo hanno fatto viaggiare nel mondo e specialmente nel suo Paese natio. E' docente all'Accademia Paolo Grassi di Milano con corsi di teatro-danza e recitazione, tra le molte sue attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissionati dal Ministero della Cultura Italiana e dalla Japan Foundation, i due spettacoli di Ruzante &lt;b&gt;Parlamento&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Bilora&lt;/b&gt; sono stati rappresentati grazie all'idea di mettere a confronto un genere di antica farsa giapponese del 1300 con la Commedia dell'Arte. Da vedere all'Arsenale solo dal 5 al 10 febbraio, &lt;b&gt;Parlamento&lt;/b&gt; mostra con delicata poesia come la guerra serva a mandare al macello i poveri per soddisfare i bisogni dei potenti. In &lt;b&gt;Bilora&lt;/b&gt; emerge la tragedia di chi lascia la propria casa, la famiglia e la terra dove vive per inseguire illusorie fotocopie di esistenza all'occidentale, da primo mondo. Kuniaki Ida cura la regia, le scenografie e l'impianto luci, Ambra Rinaldo i costumi e in palcoscenico vedremo Beniamino Caldiero, Angelo Crotti, Salvatore Di Natale, Cecilia Di Donato, Laura Pozone e Angela Battistllo prodigarsi in entrambe le performance. Ecco cosa ci ha detto Kuniaki.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai partecipato alla 'Primavera Italiana' in Giappone con un progetto incentrato sul confronto tra il genere del Kogen e la Commedia dell'Arte. Com'è andata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono orgoglioso di aver portato questo spettacolo nel Teatro Noh di Tokyo e di Nagoya e in altri teatri nazionali, a Osaka e a Kyoto. Non molti stranieri entrano a recitare in questi spazi. Ho lavorato con Ruzante usando le maschere di Donato Sartori, figlio di quel Amleto Sartori che fece tutte le maschere per l'Arlecchino di Strehler e col quale collaboro da tantissimi anni. Ho riscosso un grande successo in Giappone e ora lo porto in Italia, a cominciare dal Teatro Arsenale di  Milano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In Giappone conoscono le opere di Ruzante?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' curioso che nessuno o pochi lo conoscano. Goldoni sì, perchè lo ha portato il Teatro Piccolo negli anni passati, ma secondo me Ruzante è più interessante perché rappresenta meglio gli italiani. Anche Jacques Locoq e Dario Fo, miei grandi maestri, me lo dicevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non è il solito cliché della commedia dell'arte. Sotto la commedia c'è una tragedia, le storie sono piene di guerre, di chi torna e cerca la moglie che nel frattempo è scappata. Non è la solita commedia di corna. Gli argomenti di Ruzante sono ancora vivi, pensa agli africani che arrivano, agli immigrati di guerra che vogliono vivere qui e le mogli li lasciano, vanno con altri. Sotto c'è una grande fame, voglia di vivere, tutto questo c'è in Ruzante. La sua commedia esce, spacca e mostra una dimensione tragica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Chi ha lavorato con te, in questa impresa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro con attori italiani e la metà della mia compagnia ha fatto anche il tour in Giappone. Sono 6 e hanno dai 27 ai 55 anni, i miei attori fissi. Uno era mio allievo da Lecoq, uno qui all'accademia Paolo Grassi, uno all'Arsenale e così via. Ci si conosce e si lavora da tempo insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come hai messo in scena queste due opere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In modo molto particolare perché nella commedia c'è un'immensa disperazione eppure io voglio far ridere. Questo è come l'inferno e il paradiso e ho scoperto che Ruzante è uno scrittore grande come Shakespeare. Non uso il linguaggio padovano di Ruzante ma nemmeno l'italiano, bensì napoletano, bergamasco e siciliano, come anche fa Ruzante. Lui era contrario che tutti parlassero solo la lingua di Firenze e preferiva il padovano, che è più colorata. Inoltre, i miei attori provengono da diverse regioni e parlano bene tantii dialetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai altri progetti in mente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra aprile e maggio farò due opere per l'Arena di Verona, con 100 bambini in coro bianco. Prossimo ottobre faccio concerti con Milva in Giappone. Lavoro con lei da 10-15 anni come regista e lei è venuta a vedere il mio Ruzante. Lo aveva interpretato tanti anni fa, con la regia di Gianfranco De Bosio e quindi è curiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pensi di fare una tournée internazionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, mi hanno già cercato per andare in Portogallo, Spagna, America e vorrei anche tornare in Giappone, dove è piaciuto tantissimo questo spettacolo. Ruzante, direi, non è padovano ma è come Shakespeare, tutti lo vogliono e lo capiscono. I francesi, ad esempio, lo conoscono bene lo studiano più degli italiani. Adesso anche i cinesi sono molto interessati e questo fatto ci aprirà la porta dei teatri in Cina. Come in tutto il mondo, me lo hanno chiesto anche al Festival del Colorado, negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Insomma, tieni alta la nostra bandiera italiana!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono contento e onorato di portare la cultura italiana nel mondo e l'ho molto approfondita. Sono un libero professionista, faccio scuola, collaboro, ho la compagnia e questa è la mia vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-1118255029518673493?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/1118255029518673493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=1118255029518673493&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1118255029518673493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/1118255029518673493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/kuniaki-ida-porta-ruzante-allarsenale.html' title='Kuniaki Ida porta Ruzante all&apos;Arsenale'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2610019277057217465</id><published>2008-02-09T08:24:00.002-08:00</published><updated>2008-02-09T08:25:20.328-08:00</updated><title type='text'>Le lucciole di Marco Baliani</title><content type='html'>In attesa di inaugurare la 'Cittadella del Teatro', al &lt;b&gt;Franco Parenti&lt;/b&gt; di Milano si mettono in scena spettacoli per veri amanti della  cultura, della letteratura,della musica e dell'arte. Fino al 10 febbraio &lt;b&gt;Marco Baliani&lt;/b&gt; interpreta &lt;b&gt;La notte delle lucciole&lt;/b&gt;, tratto da testi di &lt;b&gt;Leonardo Sciasci&lt;/b&gt;a e brani di &lt;b&gt;Pier Paolo Pasolini&lt;/b&gt;, il cui fascino perverso consiste nell'incredibile attualità di quanto pensato, detto e scritto oltre trent'anni fa. L'atto unico è adattato da &lt;b&gt;Roberto Andò&lt;/b&gt;, che usa le parole dei due grandi scrittore del Novecento come testimonianza di realtà piccole ma universali e di un tempo che vorremmo scomparso ma che ancora riaffiora nell'oggi. Oltre a Marco Baliani nella veste di affabulatore c'è un patetico, malinconico e straordinario &lt;b&gt;Coco Leonardi&lt;/b&gt; con cinque bambini che danno vita al testo. Ci dice di più Marco Baliani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sai che chi ha visto il debutto di questo spettacolo lo giudica emozionante e molto intenso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fa davvero piacere. Eravamo pieni di timori se questa proposta, quasi un monologo, sarebbe stata accolta bene. La letteratura ha difficoltà a essere compresa e qui non c'è un testo teatrale ma proprio libri. Però si percepisce il pensiero che c'è, dietro alle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come è stato pensato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Andò conosceva bene Sciascia, che è stato un suo maestro e Pasolini è stato il primo a scrivere una prefazione al primo libro pubblicato di Sciascia, quando era uno sconosciuto. Entrambi provenivano da luoghi di periferia, sebbene uno fosse del sud e l'altro del nord, ma qualcosa li unisce poiché entrambi partono da province sconosciute dell'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ed entrambi diventano celebri! Ma è vero che fossero amici, anche se non del tutto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorsi reali li hanno uniti. Si sono incontrati ma anche non capiti, come col problema dell'omosessualità, che per Sciascia era difficile da accettare. Drammaticamente l'Italia che non c'è più, oggi sembra sprofondata nel buio. Eppure certe cose accadevano trent'anni fa in un'Italia che però non è migliorata. Noi abbiamo voluto mettere in scena il maestro di scuola che dice che la  scuola lo disgusta, che non c'è alcun senso a insegnare a ragazzi che hanno fame, come accade nel suo libro. Oppure quando ha difficoltà a comprendere la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per questo mescolate testi di Pasolini e Sciascia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano intellettuali che sapevano parlare forte di politica, di Moro e di cose alle quali oggi non si fa più riferimento mantenendo un tono civile! Oggi il privato diventa rotocalco, allora era motivo di riflessioni. Gli intellettuali erano pochi amici di spessore, come Gadda, Calvino, Pasolini e Sciascia. Chi c'è oggi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beh, c'è poco da stare allegri, insomma?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non sono allegro per niente. Sembra di vivere in un paese in cui si siano perse le coordinate del senso dello Stato, tipico del pessimismo di Sciascia e coincide col presente. Credo che solo a teatro si riesca a misurarsi con pensieri di questo tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beh, però restano soli in pochi a poterne usufruire. Il teatro è per una élite limitata?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è sempre stato il limite e la grandezza del teatro. Anche Pasolini diceva che il teatro deve essere di parola, non può essere fatto per tutti, se no diventa retorico. Ma forse Pasolini ricordava che il teatro si fa per quella borghesia illuminata che va a teatro, anche se non proprio in modo netto. Di sicuro non è per un pubblico televisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quindi solo per pochi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma un attore che convoca persone fuori casa, bisogna che si assuma una responsabilità etica e io mi sento di dover esprimere un segnale. Il teatro può anche far ridere o ironizzare, ci mancherebbe altro, però sembra essere venuto a mancare il senso etico che lavora per la polis. Abbiamo perso un po' questo, il che rispecchia la società, in fondo. Ma, come dice Sciascia, non si deve perdere la volontà. Bisogna portare il sasso in cima alla salita anche se sai che non ce la farai. Se nessuno lo fa più, si perde la speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I bambini che lavorano con voi capiscono quanto accade in scena?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini sono diversi, hanno un'età variabile dagli 8 ai 12 anni e noi abbiamo raccontato loro chi erano Sciascia e Pasolini e il senso di tante parole, come 'adempimento'. Loro hanno capito perfettamente cosa vuol dire la scuola di una volta, anche se sembra che siano passato 100 anni, non 30 e 40. Ci fanno domande su Moro, ad esenpio. Cosa vuol dire 'eresia', come è morto Pasolini. E' una bella forma di pedagogia, anche se non potranno capire tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vi seguiranno in tournée?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni teatro, in ogni città avremo 5 bambini diversi e ogni volta vedremo. Per ora saremo solo a Milano e Roma, le loro città preferite. Sciascia pensava che Milano fosse la capitale morale e a Roma aveva tante amicizie, quando fu deputato del partito radicale. La prossima stagione saremo in tournée a Catania, a Torino e altrove e ogni volta andremo a rifare tutto lo spettacolo con nuovi bambini. Ci sono delle variabili indipendenti ed è bello questo. A Roma saranno  ragazzini più grandi e di quartieri periferici, più simili ai ragazzi di Pasolini. Creano sguardi diversi, saranno diversi anche gli spazi. Lo faremo al Teatro India dal 26 marzo al 27 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai non ci sono figure femminili?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paoslini era gay e Sciascia è sempre stato molto legato a una virilità tipica siciliana e a regole morali forti, ma entrambi sapevano che si doveva scrivere come il codice civile, per bene. Quindi erano diversissimi fra loro ma li univa la scrittura e  le donne non erano indispensabili. Sciascia amava Stendhal, in cui le figure femminili sono marginali. Infine, le colpe di quanto avviene nel mondo sono degli uomini e lui era interessato alle colpe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come hai scelto i brani da usare sul palcoscenico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito è principalmente di Roberto Andò, io l'ho solo affiancato e ho collaborato in parte. Abbiamo scelto frammenti dagli Scritti Corsari e anche da testi di Sciascia e Roberto ha montato il tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prepari altro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2 marzo dal 21 aprile sono in prova e poi debutto a Prato con un nuovo spettacolo tratto da &lt;b&gt;Curzio Malaparte&lt;/b&gt;, &lt;i&gt;La pelle&lt;/i&gt;, in cui si parla ancora di cose antiche che sono tragicamente attuali. Quanto descrive di Napoli sembra oggi, oggi l'Europa e i pericoli annunciati. Malaparte ha visto in anticipo con lucidità, cattività, acidità il disastro che si apriva dopo la seconda guerra mondiale. Lui aveva capito, a differenza di Edoardo secondo il quale 'Ha da passà 'na nuttata',  che la nottata non passa più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2610019277057217465?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2610019277057217465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2610019277057217465&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2610019277057217465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2610019277057217465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/le-lucciole-di-marco-baliani.html' title='Le lucciole di Marco Baliani'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5748249488291614306</id><published>2008-02-09T08:24:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:24:30.495-08:00</updated><title type='text'>Il Processo secondo Anna Battaglia al Caboto</title><content type='html'>Al &lt;b&gt;Teatro Caboto&lt;/b&gt; di Milano fino al 17 febbraio prossimo, la &lt;b&gt;Compagnia Stabile Teatro Caboto&lt;/b&gt;, con la consulenza storico-letteraria di &lt;b&gt;Andrea Bisicchia&lt;/b&gt;, presenta &lt;b&gt;Il processo&lt;/b&gt;, tratto dal romanzo di &lt;b&gt;Franz Kafka&lt;/b&gt;. Gli interpreti sono Gianluca Frigerio, Giuseppe Marotta, ciro Coipriano, Raffaele Pato Digioia e Fabrizio Spica. "Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato".  Sono le prime parole del celebre romanzo che &lt;b&gt;Franz Kafka&lt;/b&gt; scrisseintorno al 1915, anno in cui l'autore vinse il suo primo premio letterario. Nato a Praga nel 1883 da famiglia benestante,  Kafka divenne famoso soltanto dopo il 1930 e, negli anni '50 giunse il suo trionfo: pensare in modo 'kafkiano' divenne una moda che influenzò gli intellettuali di tutta Europa e degli Stati Uniti. In Germania, a causa del nazismo (Kafka era ebreo), rimase a lungo sconosciuto. Peccato che l'artista, a lungo malato di tubercolosi, morì il 3 giugno 1924 senza mai sapere quanto il suo nome divenne importante per la letteratura classica del Novecento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'adattamento per il teatro di questo piccolo capolavoro letterario è opera di &lt;b&gt;Anna Battaglia&lt;/b&gt;, che ne cura anche la regia. Anna Battaglia ha vinto il Premio Fersen nel 2007 per un'opera di drammaturgia,  è pure attrice, scrittrice e pittrice. Non vuole che si sappia ma l'artista è pure laureata in giurisprudenza e iscritta all'Ordine degli Avvocati. Per questo gli aspetti grotteschi della giustizia, descritti da Kafka per far divertire gli amici nelle birrerie di Praga, l'hanno affascinata. Anna ha voluto addolcire la storia con una messa in scena che sa di circo, con giudici deliranti, funzionari corruttibili e corrotti, cancellieri negligenti e altro ancora. Tutto potrebbe essere solo un sogno o meglio un incubo; i brani musicali di accompagnamento, molto piacevoli, sono di un artista russo, Vladimir Vysotsky, provengono dal CD 'Il Volo Interrotto' e li ha scelti Anna Battaglia, con cui abbiamo parlato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai hai scelto di dirigere Il Processo di Kafka?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia visione profondo del Processo viene anche dalle esperienze professionali. Si è sempre detto quanto questo testo fosse metaforico, allegorico, invece Kafka descrive con estrema lucidità un tribunale e lo fa in modo preciso. Come quando dice che gli avvocati si vantano di conoscenze personali, che spariscono dei fascicoli o l'arroganza dei giudici, che si sentono detentori di vita e di morte e di chi crede di avere già la sentenza in mano... Sono tutte cose reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi dire che non sarebbe soltanto frutto di fantasia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' molto meno metaforico, più realistico di quanto non si voglia  credere. Kafka aveva conoscienza di cose pratiche come solo un avvocato, tra l'altro un penalista, può sapere. Ho voluto immaginare che ci fosse una specie di Paolo Villaggio che racconta le vicende di Fantozzi, con una rappresentazione completamente diversa ma comunque onirica, mettendo dei personaggi che lui incontra nella storia, molto, molto grotteschi. Secondo me, attraverso il personaggio del signor K., Kafka è stato vittima e carnefice di se stesso e il suo modo di raccontare una realtà è colma di straordinaria lucidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quindi non segui esattamente la storia del romanzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, ma ho cercato di strutturare il modo in cui esiste un tribunale anche rispetto a quanto avviene oggi. Kafka dice tutto quello che sta succedendo anche oggi, nulla è cambiato! Noi non possiamo sapere come fosse la realtà giudiziaria in Cecoslovacchia ai tempi di Kafka, ma certo riconosco i comportamenti: che si rubino fascicoli, che si corrompi, che si spii... e l'atteggiamento dei giudici, supponenti e arroganti, come il dio dal potere assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che effetto fa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pongo l'accento su una cosa importante: cosa succede nella vita di uno che, divenuto imputato senza aver nulla commesso? Ti cambia la vita poiché il sospetto è più forte di ogni verità e in un attimo la vita di una persona per bene è spazzata via. Vedo un incubo, ecco perché la scelta della regia onirica. Kafka non ha inventato nulla, per me: descrive queste cose in modo speciale. La messa in scena è un po' circense e il grottesco di questi personaggi che il signor K. incontra è in risalto. Nessuno pensi di vedere la trasposizione del romanzo classico, anche se vengono mantenute la letteratura, le suggestioni e gli ambienti, Perché la scrittura per me è molto forte e molto belle. K parla in terza persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come hai trovato gli attori giusti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato facile e ho fatto molti provini ma, per esempio ho scelto un vero prestigitatore per il ruolo dell'illusionista-avvocato. Poi c'è una guardia che esce dall'armadio e dai cassetti, a rappresentare l'invasione di chi compie gli arresti, della polizia giudiziaria. Ti mettono sottosopra tutto, mettono mano nelle carte, negli indumenti intimi, e l'avvocato è un pagliaccio, un altro è un prestidigiatore, un imputato diventa un coniglio. Tutto è ironico, grottesco, tutta un'altra cosa e spero venga accettato, anche se chi vuole le rappresentazioni classiche potrebbe non sentirsi soddisfatto. Ma per fare cose nuove bisogna saper rischiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma tu chi sei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nata a Reggio Calabria nel maggio '75, poi ho fatto l'università a Bologna, poi a Milano, sono stata a Berlino e ora vivo qui da sei anni. Al momento sto lavorando su un progetto multimediale e allo stesso tempo sto trasformando la mia stanza in una Art Room. Ho già fatto due sgabelli e un tavolino e un tavolo grande con sopra la televisione, tutto con materiale di riciclo e materiali strani. Sinceramente non ho nostalgia del sud, a differenza di molti con cui parlo. A me piace stare qui, è la città delle opportunità e basta saperle cogliere. Stare male o bene dipende solo da noi, non dalla città.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5748249488291614306?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5748249488291614306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5748249488291614306&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5748249488291614306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5748249488291614306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/il-processo-secondo-anna-battaglia-al.html' title='&lt;i&gt;Il Processo&lt;/i&gt; secondo Anna Battaglia al Caboto'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-4653890272884045925</id><published>2008-02-09T08:23:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:23:29.720-08:00</updated><title type='text'>Farenheit 451 secondo Ronconi</title><content type='html'>Debutta al &lt;b&gt;Teatro Strehler&lt;/b&gt; di Milano domenica 13 gennaio 2008 &lt;b&gt;Farenheint 451&lt;/b&gt;, tratto dal romanzo di &lt;b&gt;Ray Bradbury&lt;/b&gt;, nella versione teatrale tradotta da Monica Capuani e Daniele D'Angelo su progetto di &lt;b&gt;Luca Ronconi&lt;/b&gt; ed &lt;b&gt;Elisabetta Pozzi&lt;/b&gt;. Lo coproducono il Teatro Stabile di Torino, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro di Roma e il Teatro Biondo di Palermo. Alla regia Luca Ronconi mentre sul palcoscenico &lt;b&gt;Elisabetta Pozzi&lt;/b&gt; si confronta con &lt;b&gt;Alessandro Benvenuti&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Fausto Russo Alesi&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Melania Giglio&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Maria Grazia Mandruzzato&lt;/b&gt;. Il tema è assai celebre e tratta di una società del futuro, completamente alienata da un governo dittatoriale, in cui i libri sono considerati strumenti di sovversione e di terrore, la libertà di pensiero è vietata, leggere è reato e avere idee è considerata una sciocca utopia in un mondo controllato da giganteschi schermi televisivi dove esistono solo quiz e risultati sportivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La razza umana vive in pace, completamente rimbecillita ma convinta di essere felice e chi pensa, peggio ancora chi legge, viene arrestato. I pompieri hanno l'unico dovere di bruciare gli ultimi libri ancora esistenti, nascosti da pochi coraggiosi che infine imparano i classici a memoria pur di non perdere la propria cultura in modo definitivo. &lt;b&gt;Farenheit 451&lt;/b&gt; fu scritto nel 1953 dal notissimo autore di libri di fantascienza statunitense &lt;b&gt;Ray Bradbury&lt;/b&gt;, che oggi ha 87 anni. Il romanzo nacque come estensione di un racconto breve del 1951, &lt;b&gt;The Fireman&lt;/b&gt;, pubblicato anche in Italia su &lt;b&gt;Urania&lt;/b&gt; nel 1953 col titolo &lt;b&gt;Gli anni del rogo&lt;/b&gt;. Il titolo del piccolo capolavoro si riferisce alla temperatura con cui la carta brucia spontaneamente: 451 Farebheit corrisponde a 232,78° Celsius Ancora oggi ci si domanda come facesse l'autore a prevedere un futuro tanto corrispondente alla realtà  non in ogni dettaglio (le biblioteche esistono ancora!), ma certamente nel senso dell'attuale società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Ronconi considera il testo una sollecitazione, un monito alla "necessità della memoria". Ricordiamo che nel 1966 ne fu tratto un film, con la regia di &lt;b&gt;François Truffault&lt;/b&gt;, che destò molto scalpore. Lo spettacolo, in scena fino al 10 febbraio prossimo, vede il giovane Fausto Russo Alesi nel ruolo di Montag, capo pompiere che scopre l'amore per la lettura grazie a Clarisse, qui Elisabetta Pozzi, che prima gli fa scoprire un modo nuovo di vivere e poi gli indica il luogo dove vivono gli uomini libro. Il giovane finirà per ribellarsi agli ordini del suo comandante, Beatty, interpretato da Alessandro Benvenuti. L'insieme di eccellenti interpreti, di una regia appassionante,l le scenografie di Tiziano Santi, i costumi di Gianluca Sbicca e Simone Valsecchi, le luci di Sergio Rossi e una colonna sonora creata da Daniele D'Angelo rendono assai interessante assistere a tale spettacolo sul grande palco dello Strehler.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-4653890272884045925?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/4653890272884045925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=4653890272884045925&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4653890272884045925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4653890272884045925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/farenheit-451-secondo-ronconi.html' title='Farenheit 451 secondo Ronconi'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-19534968704426888</id><published>2008-02-09T08:20:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T08:22:17.135-08:00</updated><title type='text'>Massimo Dapporto, un clone d'attore</title><content type='html'>Incontrarlo è piacevole perché &lt;b&gt;Massimo Dapporto&lt;/b&gt; ha un sorriso gradevole, una bella voce tenebrosa e uno sguardo assolutamente limpido e disponibile. Ovunque vada, si porta appresso quel cognome ingombrante, ereditato da un uomo sicuramente delizioso ma molto celebre. &lt;b&gt;Carlo Dapporto&lt;/b&gt; ha lasciato il segno in un'Italia oggi dimenticata, con la televisione in biano e nero e gli sceneggiati colmi di valori umani come onestà, sincerità e fiducia. Pochi tradimenti. Dopo aver iniziato facendosi spazio a Roma nei teatrini dove tentare la sorte, Massimo ha seguito tutta la gavetta dei suoi simili senza cognome ingombrante. Solo dopo anni di duro lavoro è stato riconosciuto come ottimo attore e bravo artista di teatro, cinema e televisione. Oggi è considerato un punto di riferimento per il teatro italiano per via della sua sapiente capacità a calarsi nei personaggi più disparati e al &lt;b&gt;Teatro Manzoni&lt;/b&gt;, dall'8 gennaio al 3 febbraio 2008, Dapporto interpreta il duplice ruolo de &lt;b&gt;I due gemelli veneziani&lt;/b&gt;, opera settecentesca di &lt;b&gt;Carlo Goldoni&lt;/b&gt;, vero capolavoro della comicità e della scrittura scenica. Ricordando che questo spettacolo segue un tour che va in tante località e si conclude il 20 aprile, ecco cosa ci racconta Massimo Dapporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Interpretare i ruoli di due gemelli, Tonino e Zanetto, che effetto ti fa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente posso permettermi di scegliere cosa fare e questo è una delle cose che desideravo fare. Tonino è un uomo che non improvvisa mai nulla, sembra un libro stampato quando parla, è tutto controllato. Io in questo riconosco la recitazione delle opere di prosa, mentre suo fratello Zanetto vive come accade nel varietà, coi tempi della comicità che lasciano spazio all'improvvisazione. In questa io ho avuto le mie radici, il che mi permette di ricordare mio padre. Ma ormai sono 37 anni che lavoro, dato che ho debuttato nel 1971 e posso solo dire che poter fare scelte personali nel lavoro è un bel piacere. Mi ero già concesso di fare &lt;b&gt;La coscienza di Zeno&lt;/b&gt; e poi &lt;b&gt;ll malato immaginario&lt;/b&gt;. Adesso voglio godermi questo momento coi Gemelli di Goldoni, in cui sento di esprimermi a 360°.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai debuttato a livello nazionale a Trieste lo scorso novembre. C'è differenza tra recitare in una città piuttosto che in un'altra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, qui a Milano bisogna stare attenti a non finire tardi altrimenti la gente scappa fuori alla spicciolata per l'ultimo metrò. Ma io ho imparato a finire per tempo e la gente si ferma perfino ad applaudire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Uno dei due gemelli, Zanetto, è molto comico ma muore in scena. Come ti fa sentire?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte comica fa ridere moltissimo, ma a me dispiace molto che il personaggio faccia questa fine e io non la faccio comica, l sua morte, ma tragicomica. Zanetto fa una fine predestinata e la cosa ti colpisce allo stomaco ma fa anche sorridere e ridere. Io non l'ho mai visto soltanto come divertimento, la morte di Zanetto. Quando riappaio a fine commedia, per gli applausi, Tonino raccoglie molti consensi ma l'apparizione di Zanetto trascina l'entusiasmo del pubblico, che gli si è affezionata durante la messa in scena e lo dimostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se ora fai ciò che vuoi, come sono stati gli inizi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho debuttato a teatro nel 1971 per fare doppiaggio per un paio d'anni, prima di arrivare in televisione nel 1973, quando i programmi erano ancora in bianco e nero. Poi ho fatto del cinema e negli anni '90 sono tornato in televisione con le fiction ed è ovvio che in seguito tornare a teatro attiri più pubblico. Così ho cominciato a fare i pienoni, la televisione è una spinta fortissima, non solo perché spinge a vedere gli attori 'dal vivo', se possibile, ma anche perché in TV sta imbastardendo l'italiano. Molta gente che viene a teatro spera di reimparare la propria lingua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;All'inizio non sei stato aiutato dal cognome importante?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me nessuno ha mai regalato niente. I lavori di routine che sono stato costretto a fare e il doppiaggio, 9 ore in sala d'incisione al giorno per pagarmi gli studi all'Accademia Drammatica, è stato un inizio avvilente.  Però guadagnavo qualcosina e potevo incontrare gente dell'ambiente che tanto mi appassionava. L'incontro davvero fortunato l'ho avuto nel 1988, quando &lt;b&gt;Lucio Ardenzi&lt;/b&gt; mi ha proposto dei ruoli teatrali da protagonista. Eppure ogni volta mi sembra di aver ricominciato da capo: ho fatto cinema (con &lt;b&gt;Mignon è partita&lt;/b&gt; di Francesca Archibugi, ha vinto nel 1989 il &lt;b&gt;David di Donatello&lt;/b&gt; come miglior attore non protagonista, accanto a Stefania Sandrelli ndr), televisione ma la gioia e l'entusiasmo di questo mestiere è lo stesso di quando sono uscito dall'Accademia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti vanti un po' dei tuoi risultati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono riuscito a fare televisione di qualità, come lo sceneggiato su Falcone, poi ho smesso e non ricomincio finché non troverò ruoli validi da interpretare. Se sembra strano che faccia commenti indelicati, ebbene sì, io sputo nel piatto dove mangio, se il piatto è vuoto. Oggi in televisione un attore può fare solo fiction, tanto vale farla bene. Il cinema non mi considera neppure. Nessuno mi ha regalato niente, né prima né mai. Mio padre era un uomo di altri tempi e, per suo carattere, incapace di raccomandarmi. Tra lui e me c'è stato il cambiamento del mondo dello spettacolo. Lui non voleva neppure frequentare le persone e ci ho messo del tempo a convincerlo a tornare sul set per lavorare con Ettore Scola ne &lt;b&gt;La famiglia&lt;/b&gt;, nel ruolo del padre anziano accanto a Vittorio Gassman e ad altri grandi nomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Insomma, lo hai raccomandato tu!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, sono l'unico figlio d'arte che ha fatto lavorare il padre famoso! Gli somiglio così tanto da essermi convinto di essere figlio di una clonazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A parte Carlo Dapporto, quali attori hanno lasciato il segno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente Alberto Lionello, del quale infatti ho scelto molti ruoli da lui interpretati prima di me. Lo considero un maestro,  mi piaceva tanto. Pure lui fece &lt;b&gt;I due gemelli veneziani&lt;/b&gt;, come &lt;b&gt;La coscienza di Zeno&lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Il prigioniero della 2° strada&lt;/b&gt;. E come lui non mi do delle arie, vivo una vita semplice, non ho l'autista privato e abbraccio le persone se mi va. Io rischio di essere me stesso anche perché, a fingere, a sera sarei stanchissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tu ami un certo tipo di percorso tradizionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione: più che la tradizione, che non ti porta mai avanti e ti costringe allo stesso tipo di percorso, sono i valori che bisogna mantenere, magari su basi nuove. Questo vale per il teatro come per la famiglia o la società. E mi preoccupa notare che proprio i valori scompaiono. Vedi, i valori sono dentro di noi e ognuno ha i suoi, anche se si è diversi. Noi abbiamo un teatro tradizionale che sembra morente ma va portato avanti. E' un po' una palude, i grandi sono sempre Shakespeare, Goldoni, Pirandello ma vale la pena ricordarli! Io sono amico di Luca Barbareschi, un attore scomodo perché dice sempre la verità, ciò che pensa e io ho la fortuna di frequentarlo almeno una ventina di giorni all'anno, d'estate a Filicudi. Una ventina d'anni fa facemmo assieme &lt;b&gt;Mercanti di bugie&lt;/b&gt; di Mamet e lui ha davvero dei valori forti. Mi piacerebbe tornare in scena assieme e forse il nostro incontro teatrale si ripeterà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-19534968704426888?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/19534968704426888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=19534968704426888&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/19534968704426888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/19534968704426888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/massimo-dapporto-un-clone-dattore.html' title='Massimo Dapporto, un clone d&apos;attore'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2544083426567225521</id><published>2008-02-09T08:18:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T08:19:52.828-08:00</updated><title type='text'>Il Rotweiss Kabarett dei 'Musicamorfosi'</title><content type='html'>Fino al 2 dicembre al &lt;b&gt;Teatro Litta&lt;/b&gt;. di Milano si presenta una simpaticissima Compagnia che di nome fa 'Musicamorfosi' e presenta &lt;b&gt;.Rotweiss Kabarett, una farsa per Seveso (1976/2006)&lt;/b&gt;. L'autore del testo è Andrea Taddei che si presta alla regia e mette in scena un allegorico siparietto di battute banali ma rappresentate in modo davvero buffo. Lo spettacolo strappa parecchie risate fino a quando si cominciano a snocciolare i dati riguardanti la tragedia provocata dalla Icmesa, azienda svizzera con stabilimenti in Italia, dove esplose un reattore nell'estate del 1976 e fuoriuscì una nube tossica piena di diossina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora tutti gli italiani hanno imparato cosa fosse la diossina ma 30 anni sono molti e francamente è calata molto più che una coltre di silenzio su quell'incidente. Diciamo che i 4 bravi attori, Gaetano Callegaro, Dario Opani, Debora Mancini e Ancilla Oggioni con i musicisti Giampietro Marazza e Roberto Zanzi che eseguono l'esilarante partitura di Stefano Nozzoli, riaprono uno spiraglio di luce su un tema mai completamente digerito. Con il patrocinio di Legambiente, del Comune di Seveso e la Provincia di Milano, Direzione Monza e Brianza, lo spettacolo è sapientemente leggero e allegro, recitato, colorato, ballato, suonato e cantato ma costringe a spremersi le meningi per ricordare un fatto terribile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morirono migliaia di capi di bestiame, animali, uccellini e centinaia di bambini e altre persone deboli furono colpite dal cloracne, una malattia della pelle che ne deturpa l'aspetto. Vale davvero la pena passarci una serata. Come disse John Cage: 'Il passato deve essere inventato. Il futuro rivisitato. Fare entrambe le cose rende il presente quello che è. L'invenzione non si ferma mai'. La citazione appare nella home page della Compagnia, che si definisce un'associazione musicale capace di tenere assieme teste pensanti e mani generose, idee sull'orlo, attrici, musicisti, jazz, pop, cantautori, emarginati e sommersi. Il tutto vivendo nel territorio di Monza e della Brianza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2544083426567225521?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2544083426567225521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2544083426567225521&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2544083426567225521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2544083426567225521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/ilrotweiss-kabarett-dei-musicamorfosi.html' title='Il Rotweiss Kabarett dei &apos;Musicamorfosi&apos;'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5907770245458746407</id><published>2008-02-09T08:12:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:17:35.926-08:00</updated><title type='text'>Fausto Russo Alesi si mette a nudo, fuori dal fosso</title><content type='html'>Un noir dal meccanismo perfetto procede come un’indagine scientifica: Natura morta in un fosso è al Piccolo Teatro Studio di Milano dal 20 al 25 novembre 2007, testo di Fausto Paravidino, regia Serena Sinigaglia, con Fausto Russo Alesi. Luci e scene sono di Nicolas Bovey, l'assistente alla regia Eleonora Moro, produzione A.T.I.R. Natura morta in un fosso inizia con un ragazzo sotto choc che parla a raffica. C’è, ma non si vede, una ragazza, bella, morta, nuda, in un fosso. Qualcuno l’ha definito un bel giallo mozzafiato ma forse è soprattutto l’ultimo esempio delle eccellenti doti di un giovane drammaturgo genovese, Fausto Paravidino, straordinario osservatore della realtà, della nostra società e del mondo giovanile. Forse è anche un curioso imbroglio poliziesco, con tanto di cronaca e indagine difficile. C’è pure un pizzico di ironia ma anche una grande profondità di sentimenti.  Paravidino racconta la sua storia usando la tecnica del monologo, anzi di sei monologhi e la grande bravura di Fausto Russo Alesi sta nel riuscire a interpretarli tutti, favorito dal ritmo travolgente della regia di Serena Sinigaglia, amica e collega fin dai tempi dell’irruente e ancora indimenticabile ‘Romeo e Giulietta’ del loro esordio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di intervistarlo, mi sono documentata sui premi che si è guadagnato in poco più di 10 anni. Una carriera fulgida per un talento prorompente, appena contrastata dal padre che lo voleva ragioniere, ma nel 1996 si diploma "Attore" presso la Scuola Civica d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e dal 1996 è uno dei soci fondatori dell' "A.T.I.R." (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca) riconosciuta e finanziata dal Ministero dello Spettacolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2000 frequenta il Corso Internazionale Itinerante di Perfezionamento Teatrale, direttore artistico Franco Quadri, maestro Eimuntas Nekrosius. Nell'aprile del 2002 vince il premio dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro; sempre nel 2002 vince il "Premio Ubu" come migliore attor giovane. Gennaio 2003 vincitore del 21st International Fadjr Theatre Festival a Theran (Iran) per la migliore interpretazione, premio attribuito dall'I.T.I - International Theatre Institute - Unesco. Nomination ai "Premi Olimpici" del teatro 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premio "Annibale Ruccello" 2004, Premio "Olimpico" premio ETI 2004, premio "Vittorio Gassman come miglior giovane talento" 2005 per l’interpretazione de ‘Il Grigio’, premio "Maschera d'Oro" 2005 assegnato dal pubblico e dalla critica. Nel 2006 per lo spettacolo "Il Grigio" vince il premio "Persefone d'oro", premio speciale delle critica. Parla francese e inglese. Vincitore del Premio "Arancia d'oro" come Miglior Attore al Festival della Comicità di Grottammare, edizione '97, per aver recitato in "Merd", film diretto da Claudio Saponara e presentato al festival di Bellaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha lavorato tra gli altri, con registi come Gigi Dall’Aglio, Ferdinando Bruni, Armando Punzo e Gabriele Vacis. Per il cinema lavora con Silvio Soldini in "Pane e tulipani" e in "Agata e la tempesta". Inoltre lavora in "Miracolo a Palermo" di Beppe Cino, in "E ridendo l’uccise" di Florestano Vancini e in "Te lo leggo negli occhi" di Valia Santella. Per Radio Rai (Il Terzo Anello) ha letto il romanzo "Padri e Figli" di Ivan Turgenev. Ecco cosa ci racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ritorni al Piccolo Teatro con ‘Natura morta in un fosso’ che avevi proposto già al Teatro Verdi tempo fa. Ti avevo visto e apprezzato tantissimo. Col passare del tempo il testo è cambiato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, la versione che porto ora in scena è integrale, per quanto negli anni lo spettacolo sia cresciuto, nel senso che io sono andato più in profondità coi personaggi, che vivono alcune tragedie. In un certo senso, ogni volta che salgo sul palco ci aggiungo un dettaglio, una sensazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti ritrovi partecipe o distaccato, rispetto a quanto avviene in scena? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendole interpretate, ogni volta che sento di tragedie simili mi pare di sentirle davvero in modo tragico, perché non c’è distacco. Ma facendo questo tipo di lavoro in teatro, mi piace pensare che anche chi mi guarda e ascolta possa provare di più di quanto non passi se vedi la televisione. Sembra possibile annullare quei filtri che la TV crea mentre qui i fatti avvengono come accade in prima persona, con i veri pudori che la TV annulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi dire che ci sono sentimenti che il teleschermo non permette di conoscere? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì ed è sempre molto faticoso seguire casi simili, sempre esasperati dai media che trasformano tutto in fatti quotidiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cambiamo argomento. Hai avuto grandissimo successo con questo testo e al Piccolo hai presentato ‘Il Grigio’ di Giorgio Gaber, primo attore in assoluto a interpretare un testo del Signor G. Ti consideri prevalentemente un monologhista? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. Ho fatto ‘Farenheit 451’, tratto dal romanzo di Bradbury, con Luca Ronconi la scorsa primavera e la compagnia era numerosa e ne ‘Il silenzio dei comunisti’ ero con Luigi Lo Cascio e altri. In effetti mi piace assolutamente passare da una cosa all’altra. Il monologo è una full immersion col regista, ma poi mi piace condividere e relazionarmi con altri attori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Puoi scegliere tu cosa fare? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh, se si potesse sempre fare, in verità, preferirei poter scegliere io il testo. In Compagnia capita di essere il motore delle scelte, ma anche si venir scelto per fare qualcosa. Io sono contento di aver partecipato a bei progetti, è questo che cconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come ti sei sentito ad avere un regista come Luca Ronconi, dopo aver fondato il gruppo ATIR con Serena Sinigaglia che ha sempre diretto i vostri progetti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito è sempre lo stesso ed è quello che conta. Io e Serena lavoriamo da tantissimi anni e abbiamo avuto la fortuna di essere stati chiamati assieme a fare ‘Il Grigio’. Posso dire che anche al Piccolo l’ambiente è quello che conta per lavorare e io ci riesco, sto bene con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;OK, ma la differenza fra Serena e Luca Ronconi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, vai in diretta… Con Serena abbiamo la stessa età, abbiamo fatto l’Accademia assieme, costituito ATIR assieme e c’è un rapporto di un certo tipo. Con Ronconi, grande maestro, c’è da apprendere, da prendere tantissimo e in ogni modo c’è i il dialogo che con lui mi ha fatto andare benissimo. Nello specifico, ognuno ti dà cose diverse e un maestro come Ronconi ti insegna tantissimo, ma senza farti rinunciare a te stesso. Per dire e fare cose in scena ci vuole un dialogo col registo e questo avviene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ci sei ancora nel gruppo ATIR?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, sono ancora dentro il gruppo come socio e sostengo la Compagnia, come facendo ancora ‘Natura morta in un fosso’. Anche se non porto più in giro la Compagnia, come una volta, sono sempre in società con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per concludere; hai fatto teatro, cinema e perfino un po’ di radio. Riesci ad avere una tua vita privata? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce l’ho! Senza aver messo su famiglia però ce l’ho, una vita privata, anche se non è super impegnativa. Tutto sommato, con un lavoro di questo tipo è possibile godere in modo più speciale il tempo libero. La mia compagna mi segue, con fatica e io faccio altrettanto, quando posso. E ci va bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5907770245458746407?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5907770245458746407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5907770245458746407&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5907770245458746407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5907770245458746407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/fausto-russo-alesi-si-mette-nudo-fuori.html' title='Fausto Russo Alesi si mette a nudo, fuori dal fosso'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-8744421470537281020</id><published>2008-02-09T08:11:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:11:31.310-08:00</updated><title type='text'>MOBIL, gli spagnoli ci sanno fare</title><content type='html'>Spettacolo dinamico, che riempie gli occhi per la scelta scenografica del regista Lluis Pasqual, Mobil è diretto da uno degli ex-giovani talenti spagnoli degli anni ’80, ormai uomo di consumata bravura e dalle idee forti. La messa in scena, costruita da un gigantesco schermo LED dalle dimensioni di tutta la quinta, rappresenta in maniera digitale i paesaggi raccontati. C’è la strada come viene vista da chi guida l’auto, chi parla al telefono guidando, come nei film, c’è l’aeroporto, ci sono i primi piani di chi usa il videotelefono: lo schermo potrebbe sembrare un personaggio in più, tanto la sua presenza si fa osservare. Dei quattro protagonisti, due madri e i rispettivi figlio e figlia, che non si sono mai visti nella vita, si incontrano in un aeroporto dopo lo scoppio di una bomba. L’attentato è passato su tutti i televisori e la figlia di una e il figlio dell’altra donna tentano di comunicare col cellulare, poi si incontrano. A quel punto succedono cose inimmaginabili, sebbene siano già accadute molte cose imprevedibili che ci hanno nel frattempo fatto conoscere tutti i protagonisti. Ma è ‘Mobil’, che dà il titolo alla commedia, il telefono mobile, il cellulare di cui nessuno sa più fare a meno, il vero protagonista assoluto. Scritta da Sergi Belbel, quarantenne catalano considerato uno dei più apprezzati talenti drammaturgici della Spagna odierna, la pièce è divertente, estremamente veloce e fresca, vista chiaramente con uno sguardo giovane seppure disincantato, conserva una buona dose di cinismo e romanticismo. Per conoscere il teatro moderno europeo, questo è un titolo da vedere con grande piacere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-8744421470537281020?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/8744421470537281020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=8744421470537281020&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/8744421470537281020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/8744421470537281020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/mobil-gli-spagnoli-ci-sanno-fare.html' title='MOBIL, gli spagnoli ci sanno fare'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-3512020044940516373</id><published>2008-02-09T08:09:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T08:10:37.393-08:00</updated><title type='text'>Rassegna Vapore 2007 e Opera Notte</title><content type='html'>&lt;i&gt;Opera Notte–Senza Cuore&lt;/i&gt; ha debuttato a San Valentino e resta in scena alla Fabbrica del Vapore fino a sabato 24 febbraio. L’ultima sera ci sarà una grande festa dionisiaca per nottambuli d.o.c., col DJ, i video, cibo, bevande e la possibilità di ballare. Le ragazze della Compagnia Teatrale Dionisi sono in gamba, hanno conquistato forti legami con Milano e il suo territorio. Quasi tutte uscite dall’Accademia Paolo Grassi, dopo anni di esperienze il Teatro dei Filodrammatici le ha ospitate alla Fabbrica del Vapore, modificato per esigenze di allestimento a loro scelta. Sono tutte fra i 25 e i 35 anni e ho parlato con Valeria Talenti, la regista e con Renata Ciaravino, autrice del testo. Alessandra Maculan, direzione organizzativa, mi ha offerto altri dettagli e ho incontrato i quattro musicisti: Massimo Betti alla chitarra, Donato Biscione tastiere e sax, Elvio Longato alla batteria e Giulio Sagone al basso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In cosa consiste ‘Opera Notte’? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Valeria) Vieni a vedere musica e teatro, come nel caso dell’Opera da Tre Soldi di Brecht. La nostra non è musica di sottofondo ma è fondamentale. Brecht diceva che “la musica prende partito” quando diventa fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa vorreste esprimere con questo ‘viaggio nella notte metropolitana alla ricerca di nuove emozioni’, come recita il sottotitolo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) E’ come il desiderio di un volo per scoprire cosa sia la notte, senza uno sguardo preciso ma come guardando dall’alto. Per vedere cosa succede a Milano. Da quando ho cominciato a scrivere, la storia è passata dal folk della notte a una zona d’ombra, quindi alla  fusione tra le due cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che significa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) Voglio dire che di notte scende il buio e il mio pudore è nascosto. Io mi sento protetta a dire quanto non avrei il coraggio di dire di giorno. Così sono nati i personaggi che raccontano, direttamente al pubblico, le loro confessioni. Utilizzo la musica, che aiuta quanto la notte, perché mi offre un appoggio sensoriale a dire cosa provo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Com’è la trama? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) Ci sono sei personaggi concreti nella mia  storia: una coppia di amici che vivono in periferia, in un quartiere come Baggio, dove abbiamo fatto realmente le prove e abbiamo assorbito i modi di dire e di fare di tanti ragazzi che vivono là. Poi c’è una coppia che vive assieme forse da 30 anni ma i due devono ancora parlarsi seriamente. E c’è una ragazza, che vuole riuscire a partecipare a un quiz televisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;E il sesto personaggio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(Renata) E’ il Corifeo, il capo coro. E’ l’ultimo personaggio, la voce dell’anima di tutti, dei protagonisti come dei musicisti e della notte. Il Corifeo è un tentativo di esprimere un contraltare poetico alla crudezza dei concetti espressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I musicisti hanno lavorato sui testi o i testi si sono ispirati alle musiche? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) Nessuno ha mai avuto un copione scritto perché di giorno in giorno cambiavamo il montaggio o altro. Ognuno ha collaborato senza metodo di relazione. Mentre scrivevo il testo, io ho ascoltato tantissima musica per i fatti miei e i musicisti sono stati abbastanza liberi da offrire spunti, che hanno talvolta provocato cambiamenti nel testo stesso e viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Massimo Betti, il chitarrista) Abbiamo lavorato col copione o parlando fra noi, per raccontarci l’atmosfera da creare. Abbiamo composto tre blocchi relativi a particolari personaggi, a Corifeo, alla notte e temi scritti da noi, intesi come cover: c’è ‘La Notte’ di Adamo, ci sono due pezzi dei Radiohead, c’è Neil Sedaka. Ma non c’è una vera partitura, stiamo cambiando ancora. Certi brani arrivano dalla memoria, canzoni che i nostri genitori magari ascoltavano quando eravamo piccoli: è musica sedimentata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come avete creato la messa in scena? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Valeria) C’è una parte di palco che avanza verso il pubblico; le storie non seguono un plot ma si rincorrono, come fossero finite nello shaker di un barista. Trovo che sia uno spettacolo un po’ circense e un po’ da tragedia greca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non è curioso che parliate di tragedia con ‘La notte è piccola’ delle gemelle Kessler? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) Siccome ci muoviamo in zona tragica, io ho voluto alleggerire e ironizzare con delle canzonette come questa, per evitare di cadere nel tragico e gelare la fruizione dello spettacolo da parte del pubblico. Noi siamo fatti così, penso: così sommersi dalle tragedie reali che ci sembra difficile toccare punti di non ritorno dell’attualità. Vedi, parlare di Edipo che uccide il padre e se la fa con la madre ci lascia indifferenti, mentre cose attuali ci portano invece non a sottrarci alla vera tragedia, ma a concederci alla tragicommedia. Dando spazi, anche musicali, per sentire un pizzico d’ironia. Ma il contesto resta drammatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Concludendo, cos’è Opera Notte? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renata) Si fa uso visivo di colori, un uso di corpi che può essere onirico, circense, grottesco… Ma il catering ci salva! Piuttosto che niente, offriamo da mangiare e da bere, cuciniamo noi e piuttosto bene. Non ci saranno i tavolini ma alla Fabbrica del Vapore ci sono sedie e ognuno si arrangia. La denuncia esistenziale per me è quando diciamo che non ce la facciamo più. Parlare di essere umani nel 2007 significa sapere che un uomo soffre a vivere in questo contesto. Ho usato un linguaggio crudo non perché mi piacciano le parolacce ma oggi i ragazzi parlano così e volevo arrivare alla verità in modo secco, senza parole vuote o inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Valeria) I due ragazzi di periferia, Cambio e Pirata, rappresentano la coppia e parlano assieme ma sono solo amici. La vera coppia, composta da un signore e una signora, si sfiora ma tra loro non c’è dialogo, parlano solo al pubblico. Abbiamo tentato di raccontare l’autenticità, senza pruderie. Bisogna ricordarsi che nelle metropoli esistono i sentimenti e andrebbe insegnato nelle scuole cos’è l’affetto, l’amore, non solo il senso civico. Se nessuno ti insegna ad avere un cuore, bisogna riuscire a raccontare in tempo il dispiacere, prima che parta il delitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-3512020044940516373?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/3512020044940516373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=3512020044940516373&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3512020044940516373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3512020044940516373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/rassegna-vapore-2007-e-opera-notte.html' title='Rassegna Vapore 2007 e Opera Notte'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-9106693089988792674</id><published>2008-02-09T08:06:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T08:08:13.819-08:00</updated><title type='text'>I Giocatori di e con Paolo Rossi, attori e musicisti</title><content type='html'>&lt;b&gt;'I Giocatori' approda al Piccolo Teatro Studio e vi rimane fino al 27 maggio con un debutto nazionale che lo celebra soltanto nel presente allestimento. Paolo Rossi è non solo interprete e regista ma anche elaboratore della drammaturgia, con tre abili amici, di un romanzo scritto in pieno Ottocento da Fedor Dostoevskij, 'I Giocatori'. Come è potuto accadere? Si è forse dissepolto un testo comico del drammatico autore russo? O Paolino Rossi ha buttato alle ortiche la sua vérve comica? Nulla di tutto ciò: semplicemente il nostro piccolo eroe ha voluto ispirarsi liberamente all’autore russo per raccontare i problemi di tanti individui alle prese con il vizio del gioco, come anche dei lavoratori precari e di quella società che sfrutta i deboli attraverso il ricatto del vil danaro. Lo spettacolo, applauditissimo, è stato apprezzato da un pubblico divertito e compiaciuto per aver assistito a un esercizio di intelligenza teatrale. Alla fine, Paolo accetta con grande cortesia di rispondermi. Lo trovo smagrito e molto più in forma di qualche tempo fa. I suoi celebri occhioni azzurri spiccano sul volto tondo e furbetto, ora ingentilito dai capelli folti e grigi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quanto avete lavorato su questo spettacolo, considerando che siete in tantissimi, credo circa  una quindicina in scena oltre ai tecnici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo fatto un laboratorio lo scorso giugno e abbiamo lavorato un mese, però improvvisando tutto. Stavamo preparando uno studio da portare a Trieste per il Mittelfest &lt;i&gt;(che si è svolto a  Cividale del Friuli in estate, ndr)&lt;/i&gt;. Dopodichè abbiamo fatto altre improvvisazioni a gennaio, un incontro di sei giorni. Infine abbiamo lavorato le canoniche tre settimane, su questo tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai avete scelto di usare un testo di Dostoevskij? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma era il minimo, per chiedere qualcosa da fare con il contesto del mitteleuropeo. Poi a me questo testo è sempre piaciuto, ma bisognava poter avere tanta gente in scena e ci voleva un minimo di possibilità. Qui siamo stati sostenuti (dalla produzione Agidi MittelFest 2006, in collaborazione con Bonawentura Teatro Miela, il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa e il Casinò di Venezia, ndr)&lt;/i&gt; e bisogna contestualizzare i fatti in un insieme di situazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti riferisci alla possibilità pratica di realizzare uno spettacolo così complesso? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, e che altrimenti non avrei mai potuto fare. Anzi, già così credo che alla fine ci rimetterò…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non consideri un tour per portare altrove questa compagnia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non è possibile! Vedi, lo Stato non mi riconosce alcuna sovvenzione perché dice che non faccio teatro, ma cabaret. Quindi… Va bene così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Di sicuro, senza aver visto lo spettacolo Happy Family di Alessandro Genovesi, che ha un tema totalmente diverso, molti personaggi tuoi come i suoi interrompono lo spettacolo per fare richieste al regista, per poi rientrare nella parte, come fai tu stesso, a piacimento. Credi che sia un momento di fili mentali che si collegano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, se è per questo, anche Pirandello aveva scritto roba simile! Però è vero, ci sono storie che stanno nell’aria, quelle buone in particolare. Non è affatto un caso se nascono spettacoli che trattano argomenti o modi di esprimersi che si trovano in altri. Io l’ho già visto e fatto, anche in passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ricordando i tempi in cui hai lavorato col tendone da circo itinerante, hai nostalgia di quei tempi? Lo rifaresti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tempi passati. Siamo cresciuti tutti: io, loro. E’ stata un’epoca passata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Significa che ora ti dedicherai al teatro d’autore, dopo Moliére o Shakespeare in versione comica? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui cambio, c’è una novità rispetto al mio passato. Perché c’è una storia, a differenza di tutti gli altri miei spettacoli: prima c’era un percorso, come nel Kowalski oppure quadri, come ne ‘L’Impero del Male’ o un canovaccio, come in Moliére. Qui c’è una storia: col suo inizio, lo svolgimento e, dopo 10 o 15 minuti, la  gente cerca di capire qual è il codice. Riconosce i personaggi e si affeziona alla storia, che ha attinenza enorme con altre problematiche sociali. Ha molto a  che fare con l’azzardo del mestiere. Ogni tanto faccio uno spettacolo sul mestiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Stai già pensando a qualcosa per il futuro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. Farò qualcosa d’estate, da solo. Saranno degli happenings. Sono quelle cose fatte in stagione estiva che poi ti permettono di  fare queste cose qui, dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai progetti con la TV? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma... Adesso finisco ‘Che tempo che fa’ con Fazio. No, ma perché con la TV non sai a chi chiedere. A me piacerebbe fare del teatro in televisione, penso che abbiamo fatto delle buone declinazioni, in maniera non tradizionale ma popolare. Però non so a chi chiedere. Andare in TV è come andare a parlare in un sommergibile russo abbandonato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come vivi la tua vita privata? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In modo problematico. Un attore ha due case, sempre e comunque: una in teatro e l’altra in famiglia. E questo non è facile, dal momento in cui gli attori si sono mischiati con gli umani. Perché, per sopravvivenza, in teatro la famiglia allargata esiste da Moliére in giù, credo. Da quando ci siamo mischiati è difficile trovare una vita privata equilibrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tu ci proveresti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh, io ne ho fatti tre, di tentativi di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Volevo dire, a rinunciare al teatro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, no! Chiunque si avvicini a me deve sapere che il teatro non si tocca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-9106693089988792674?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/9106693089988792674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=9106693089988792674&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/9106693089988792674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/9106693089988792674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/i-giocatori-di-e-con-paolo-rossi-attori.html' title='&lt;i&gt;I Giocatori&lt;/i&gt; di e con Paolo Rossi, attori e musicisti'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-4103168780631995371</id><published>2008-02-09T08:02:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T08:03:09.505-08:00</updated><title type='text'>Giobbe canta i vizi</title><content type='html'>Giobbe Covatta ha rivelato le sue indiscutibili doti di esperto skipper dando lezioni di vela a un paio di passeggeri inesperti su &lt;i&gt;Sailing Channel&lt;/i&gt; per 15 puntate, tempo fa. Figlio di un sommergibilista, Giobbe è nato a Taranto e ha lavorato proprio come skipper, prima di lanciarsi nello spettacolo. Nato nel ’56, solo nei primi anni ’80 ha osato presentarsi al Derby di Milano per vedere se poteva fare il comico di professione. E’ piaciuto, gli è andata bene e così ha continuato. Mai frequentato corsi di recitazione. Mi disse anni or sono: “Io credo che la scuola migliore, come per la maggior parte dei mestieri, sia farlo. Se vai sul palco e la gente ride, funziona. Se non ride, non funziona”. Dal 4 al 13 maggio lo vedremo al Teatro Ciak in &lt;i&gt;SEVEN&lt;/i&gt;, uno spettacolo che racconta i 7 vizi capitali. Superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia e accidia sono i comportamenti conosciuti come ‘vizi capitali’ ma, esaminati dallo sguardo ironico del grande comico, assumono altri aspetti. Lo accompagna dal vivo una piccola orchestra composta da amici, musicisti eccellenti, con una canzone per ogni vizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ci farai vedere con&lt;i&gt; SEVEN&lt;/i&gt;? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Ciak succederà quello che voi umani non potete nemmeno immaginare…! Vengo con la mia band, gli U3. Non chiedermi perché li chiamo così, sono solo tre e potevamo chiamarli C3, che sta per chiavica, ma è una band internazionale: uno è l’americano, ma sembra giapponese perché sta sempre a fare foto. L’altro è napoletano e ci sta un pugliese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Canti pure tu? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Canto, ma non lo scrivere perché mi vergogno un po’. Qualche raro minutino. Questi so’ veramente ‘na merda, ‘na  chiavica: due sono dal vivo e uno è dal morto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma il resto com’è? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte questi tre musicisti e sette vizi, quelli che conosciamo tutti, che tutti sanno di che si tratta, io uso i termini come allegoria. Voglio descrivere quello che sta nel DNA del vizio medesimo, ovvero una genesi e un suo sviluppo, un modulo applicato altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non ho capito bene…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E vieni a vedere lo spettacolo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quando vai in Malawi, in Africa, non vorresti che fossero con te anche i tuoi amici musicisti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’hanno già tanti di quei guai e io gli porto ‘sti tre… Qui l’unico musicista americano che suona con noi, proprio non lo volevano, là in America. E lo porto in Africa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti riesce sempre solo di ridere? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari se avevo l’ulcera ero più incavolato… Nella mia vita la dose di casualità è indispensabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tieni famiglia? I tuoi figli vorrebbero imitarti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho 3 figli, uno è grande e una è piccolina e sembra interessata a me, ma forse è solo un trasporto affettivo eccessivo e reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tu scrivi e poi reciti o improvvisi senza copione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima penso, poi dico battute con molto timore. Se vedo che qualcuno accenna a un sorriso le ripeto il giorno dopo. Prima di arrivare sulla carta ci vuole tanto tempo. Improvviso sul tema di volta in volta finché, dopo un gran numero di repliche dal vivo, trovo una definizione alle mie battute. E continuerò a  dirle in quel modo lì. A questo punto scrivo, dopo aver sperimentato davanti alla gente e per molto tempo i meccanismi che fanno ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Se non trovassi più battute divertenti, cosa faresti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esploratore, logico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per scoprire cosa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me lo chiedo anch’io. E’ per questo che vorrei fare l’esploratore (e ride allegramente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Andresti via terra, aria o mare? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda, il mare è un bellissimo modo per raggiungere la terra. Un modo tranquillo e riflessivo per arrivare da qualche parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Navigare ti ha lasciato bei ricordi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì e non solo bei ricordi. Mi ha lasciato tutto quello che sono io adesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-4103168780631995371?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/4103168780631995371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=4103168780631995371&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4103168780631995371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4103168780631995371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/giobbe-canta-i-vizi.html' title='Giobbe canta i vizi'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-2672413490095678606</id><published>2008-02-09T08:01:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T08:01:48.639-08:00</updated><title type='text'>Gabriele Calindri, molte vita in teatro</title><content type='html'>Suo padre era figlio d’arte. Il grande Ernesto Calindri aveva per genitori una coppia di prim’attori di giro. L’epoca era quella dei primi del ‘900. Quando il giovane Ernesto venne a Milano per vivere nella città dove lo sport si faceva sul serio, aveva 16 anni. Qui la gente andava in giro con le carrozze a cavalli e i Navigli erano placidi canali che circondavano la  città. Secondo Ernesto Calindri, che ho intervistato tanto volte e sempre l’ho giudicato un uomo dalla straordinaria compostezza, gentilezza e simpatia, Milano era una città meravigliosa e il teatro tutta la sua vita. Parlando con Gabriele, a sua volta figlio d’arte e ultimo di quattro fratelli, mi sento costretta a chiedergli di lui. Lo incontro al Teatro dell’Elfo dove, fino al 26 maggio, è in scena &lt;i&gt;Happy Family&lt;/i&gt;, dove Gabriele recita diretto dal giovane Alessandro Genovesi in una commedia adorabile, da non farsi sfuggire a nessun costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ti ha lasciato, tuo padre? Vorresti essere famoso come lui? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa che sembra scontata è che un padre come quello che ho avuto io, che mi portava in teatro fin da quando avevo 2 anni, che mi faceva vivere le atmosfere sue… Io le ho vissute, le ho assorbite, come pure i miei fratelli, anche se io sono l’unico a fare davvero questo mestiere, oggi. Ma bisogna riconoscere che tutti ci hanno provato, anche solo come tecnico, fonico, macchinista. Poi c’è chi ha resistito e chi no. Ma eravamo rimasti tutti intrappolati in questa spirale perversa. Nostro padre ripeteva ogni giorno che “Questo è il lavoro più bello del mondo” e ci abbiamo provato. Però ammetto che a me non piace la popolarità, non voglio che una parte della mia libertà sia in dubbia. Ecco perché non mi sono sforzato a diventare noto e ho preferito defilarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai reciti in &lt;i&gt;Happy Family&lt;/i&gt;? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista è anche l’autore del testo, Alessandro Genovesi. Come attore ha lavorato all’Elfo, dove io spesso collaboro, in particolare lui ha sostituito Ferdinando Bruni ne ‘La Bottega del Caffè’. Lo scorso anno aveva finito di scrivere questa commedia, l’ha presentata a Riccione e ha vinto un premio speciale come migliore Opera Prima. Questo lo ha incoraggiato, gli ha dato la spinta ad andare avanti e poi ci ha  invitati a seguirlo. Lui è una persona deliziosa che incoraggia ad andare avanti. Mi fece leggere il testo, l’unica cosa che mi tratteneva, ma poi ho accettato perché l’ho trovata delicata e forte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come la descriveresti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una commedia dove si vuole arrivare alla fine, toccare corde delicate ma a tinte forti. Non vengono risparmiate parole o situazioni un po’ pesanti, ma sempre con una luce di leggerezza. Lui afferma che questa è una commedia camuffata. Ti fa ridere, speriamo!, almeno sorridere. Mostra i paradossi che l’insicurezza umana ci mette davanti, eppure la paura di vivere è il vero punto a cui dedica la piéce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come trovi il tuo personaggio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivo benissimo il mio personaggio, l’unico un po’ meno comico ma non per questo meno significativo. Devo interpretare una persona un po’ più anziana di quanto io sia  e per risultare credibile faccio fatica. Ma devo dire con una certa gioia che Alessandro ha messo insieme una compagnia di prim’ordine, sia dal punto di vista lavorativo che umano. Ha creato un clima di lavoro e, anche al massimo della fatica, si resiste.  Lui ci tiene in bolla, sa cosa dobbiamo fare. Lo spettacolo sembra semplice ma è molto complesso., anche dal punto di vista scenico. Tutto lo spazio dell’Elfo si trasforma in casa, con mobili talmente belli e particolari che il pubblico può comprarseli e portarli a casa. Il mobilificio ce li sostituisce con altri, poi. La platea appare come una tribuna, mentre ovunque altrove noi lavoriamo in questa enorme casa. Venite a vedere e capirete cosa significa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come ti senti in mezzo ad attori così diversi in un’opera prima? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta sembra di ricominciare da capo. Speriamo che vada bene, apprezzo molto che Alessandro ci dice che dobbiamo fare bene per tutto il tempo. Io come collega vado a vedere spettacoli che mi interessano ma cerco di evitare le prime, per evitare quella  sottile isteria. Viverla da attori dà molto stimolo, è molto bello. Una cosa che ricordo di quando avevo 10-11 anni: papà mi fece recitare per la prima volta e le compagnie erano famiglie allargate, tutti si confidavano gli uni con gli altri. Questo ti faceva sentire a casa anche se a casa non eri, magari eri in tournée, o altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai una casa tutta tua? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, sono in affitto e spero di non fare la fine di papà, che non l’ha mai avuta. Forse ho provato a comprare una casa fuori dalla grande città, ma  purtroppo non me lo posso ancora permettere. Per tre anni ho lavorato con mia moglie a Palermo, a seguito di un’offerta per lei e per me: ci siamo innamorati reciprocamente di questi luoghi. Così tra prove e spettacoli abbiamo passato tanto tempo fuori. Tornare non mi è dispiaciuto, sto bene anche a casa, a lavorare con l’Elfo per la ‘Bottega del Caffè’. I primi anni che eravamo sposati, lei recitava con Alfonso Santagata e io con lo Stabile di Sardegna. Stavamo spesso distanti, per mesi, però i momenti in cui ci si dava appuntamento a metà strada erano molto romantici. Diciamo che col passare degli anni lo slancio passa, questa vita diventa un po’ più faticosa. Ma  quando parliamo di lavoro, nei momenti di allegria ed euforia, la prima persona che cerchiamo per &lt;br /&gt;aiutarci è lei e me, l’uno per l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fai anche altro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi diverto ancora a fare doppiaggio, mi piace moltissimo e ho fatto spesso anche il regista, oltre all’attore. La regia è una naturale evoluzione delle cose ma ci sono differenze. E’ importante anche il percorso opposto, cioè registi che non recitano più. Credo che tutti i registi dovrebbero tornare sul palco. Le differenze sono che in qualche modo bisogna essere propositivi e generosi con gli attori ma anche spietati, tentare di riconoscere le cose che non funzionano e lavorare sulle persone in tal senso in maniera decisa. A parte i grandi guru della regia, sento sempre più colleghi che lamentano un’assenza  di generosità e direzione vera da parte dei registi. Ho un po’ l’impressione che ci sia meno il piacere di trasmettere le tecniche del lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa intendi per regia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regia non può essere una fredda strategia di movimenti, diventa sterile. Gli attori amano essere diretti e ovviamente bisogna saper dirigere. Io cerco, quando si lavora insieme, di trasmettere cosa ho percepito della vita, della mia esperienza. Cerco di convincere gli attori a raggiungere un punto prefissato, volendogli bene, anche questo è importante. Io ho avuto l’onore di fare laboratori o spettacoli con persone veramente importanti, Peter Brook, Grotowski, Flash. Queste persone magari sono le più complicate con loro stesse, ma con i loro collaboratori sono di un’umiltà impressionante, dedicano molto tempo a parlare con tutti. E questo bellissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-2672413490095678606?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/2672413490095678606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=2672413490095678606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2672413490095678606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/2672413490095678606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/gabriele-calindri-molte-vita-in-teatro.html' title='Gabriele Calindri, molte vita in teatro'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-7329335866908191060</id><published>2008-02-09T07:59:00.001-08:00</published><updated>2008-02-09T07:59:52.005-08:00</updated><title type='text'>Ritorna Lucio Dalla</title><content type='html'>Finisce troppo presto la sosta a Milano dello straordinario Lucio Dalla, di nuovo in teatro e qui allo Smeraldo fino al 27 ottobre. Ma la sua presenza è richiestissima e il 29 sarà al Teatro Regio di Torino, dal 6 all'11 novembre sarà al Teatro delle Palme di Napoli e via, lungo una tournée che lo porterà in teatri di Gorizia, Varese, Pisa, Bologna Genova, Bergamo Trento, Ancona, Firenze, Cesena, Avellino, Bari, Lecce, Catania, Palermo e poi Vercelli e Alessandria. Su e giù per tutta Italia, il piccolo, grandissimo Lucio racconterà le storie delle sue canzoni, talvolta recitate da un attore, Marco Alemanno, che ha una voce con la quale potrebbe anche cantare e infatti duetta con Dalla in un brano, 'I.N.R.I.', tratto dal nuovo album di Lucio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano cinque anni che Lucio Dalla non si concedeva ai palcoscenici, impegnato fra concerti-evento in grandi spazi, regie teatrali, performance con grandi orchestre come la Royal Philarmonic Orchestra e l'Orchestra Tchaikovskji di San Pietroburgo, ma per il suo pubblico fedele è sembrato solo ieri, o forse troppo tempo fa. Sta di fatto che il buon Lucio non delude e si presenta con un vero spettacolo, quasi un recital. Parla con gli spettatori, li rende partecipi dei suoi pensieri, del perché e per come ha scritto un certo brano o una canzone gli è venuta in tal modo. Il suo ultimo CD, 'Il contrario di me', sta vendendo a manetta e c'è il suo bel perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché Lucio Dalla  suona da tantissimi anni con musicisti di cui è amico e che sono fra i migliori artisti sulla piazza italiana, ovvero Ricky Portera e Bruno Mariani alle chitarre, Roberto Costa al basso, Fabio Coppini alle tastiere, Jonathan Colaprisca alle percussioni e Maurizio de' Lazzaretti alla batteria. L'allestimento e le scenografie sono curate da Italo Grassi ma nel pubblico, alla prima milanese, Giorgio Armani c'è e viene pubblicamente ringraziato per aver vestito la stupenda vocalist del gruppo, Iskra Menarini, la cui voce sembra da sola almeno un paio di strumenti straordinari. La canzone che canta da sola, come omaggio al pubblico, è davvero potente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'inizio... eh sì, fin dall'inizio si ha subito idea che sarà qualcosa di nuovo, di diverso. Lucio Dalla non è mai  stato particolarmente politico, però rivoluzionario e controcorrente sì e se usa brani poetici per esprimere il suo sdegno, per fortuno, nessuno va  a ricercarne la recondita ideologia. Così, ancora al buio, quando tutti aspettano di sentire le prime note dello show, si sente lui che parla e dice "Lo sapevi che una volta ci si abbronzava al sole e almeno due o tre volte alla  settimana si mangiava la carne?.. E ogni tanto scendeva il buio e, se si era in due, ci si voleva bene e ci si guardava negli occhi...". Un attimo prima la  voce aveva detto: "E' da tre giorni che non viene la notte e il sole ì l'unica cosa che bruci...". Venite, venite a vedere Lucio Dalla, il nostro brutto anatroccolo più bello dei cigni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-7329335866908191060?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/7329335866908191060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=7329335866908191060&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7329335866908191060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7329335866908191060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/ritorna-lucio-dalla.html' title='Ritorna Lucio Dalla'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5863001584495548922</id><published>2008-02-09T07:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-09T07:58:57.113-08:00</updated><title type='text'>Salviamo Lampedusa e la Sicilia</title><content type='html'>Il Teatro Arsenale sta viziando il suo pubblico con proposte accattivanti e ben azzeccate. Incuriosisce molto il nuovo titolo, “Lampedusa è uno spiffero” che dal 13 al 17 febbraio 2007 si accompagna a “Buttitta, canto per il poeta più grande del mondo”. Il secondo pezzo è dedicato alla poesia dialettale di Ignazio Buttitta ma insieme mostrano un doppio spettacolo-concerto, capace di esprimere con forza un ritratto personalissimo della Sicilia. L’idea l’ha sviluppata Fabio Monti, che sceneggia con sensibilità, dirige e si ritaglia una parte recitante. Ecco cosa ci racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come hai avuto questa idea? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ successo che 2 anni fa, riunite persone di fiducia, ho chiesto loro cosa avrebbero voluto vedere a teatro. E uno mi chiese “Perché non racconti che succede a Lampedusa, tu che sei siciliano?”. Ho cercato finanziamenti per un ano e mezzo e abbiamo partecipato al Premio Extra Candoni, che promuove la nuova drammaturgia con l’aiuto di 6 teatri italiani innovativi, tra cui il Litta di Milano, il Kismet di Bari e l’Eliseo di Roma. Tutti dicevano che fosse una follia usare 18 persone, come avevo preventivato io nella stesura del mio progetto. Allora, ho seguito il consiglio e ho creato un monologo un monologo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conoscevi Lampedusa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lampedusa ci sono andato e sembrava un’isola deserta. Dopo le bombe di Gheddafi dell’86, il boom turistico e gli arrivi degli immigrati, era di nuovo deserta. Ho voluto costruire un progetto con laboratori diversi in luoghi differenti. Dovunque ora si organizza un Carnevale c’è chi prende in giro gli immigrati, ma in altri ci sono quelli che prendono in giro gli italiani. Ovvero, cambia lo spettacolo a seconda di dove si svolge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Puoi spiegare meglio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catania e Milano sono troppo diverse, l’impatto dell’immigrato su Milano è molto peggiore, è una questione di umori. Milano è una città con persone provenienti da tutte le parti del mondo. Io ci ho vissuto 7 anni e ricordo che a guardarmi male erano principalmente quelli che una volta vivevano al sud. Gli ex terroni erano i più duri, in una città che è la meno razzista che abbia mai visto. Ma di notte salivo sulla 90 e ho visto l’altra faccia della città, quando c’è da aver paura a girare in situazioni tipo film americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa pensi di dire? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi cerchiamo di esprimere l’innegabile: cerchiamo di risalire alle cause e lo spettacolo è comico, vuole essere un po’ ghignante. La trama è sempre quella: diciamo che cambio di almeno il 10% il soggetto a seconda della piazza in cui siamo in scena. Evidenziamo le atrocità, con un’ottica improntata alla situazione di Lampedusa, la cui storia è curiosa. Su quell’isola il telefono è arrivato nei primi anni ’60, con la luce. Prima c’erano solo generatori elettrici. Solo quando gli si è chiesto di agire a protezione del Paese, i lampedusani hanno chiesto cose in cambio. All’inizio, prima del turismo di massa e della presenza dello Stato, la militarizzazione sembrava poter risolvere problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi dire che le cose non stanno come sembrano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora c’è indignazione verso le descrizioni mediatiche, assolutamente false. Le parole ‘Il Centro di Permanenza non regge, 5 sbarchi’ non corrisponde ai fatti reali: in realtà le motonavi di sorveglianza hanno già recuperato e portato tutti a terra, senza che nessuno si accorga di nulla. Il CP è un luogo non condonato, che non paga. Lampedusa e i suoi abitanti sono ‘in Italia’ solo da 15 anni e questo è surreale. Ci sono torti e ragioni da molte parti. Molti lampedusani pensano che ‘prima’ stavano meglio, c’era più solidarietà fra loro. Ora, coi turisti che portano soldi, le cose sono cambiate. Non sono gli immigrati ad aver peggiorato la loro esistenza, ma i soldi del turismo di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Davvero?! Lo dicono loro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è stato detto da un maestro d’ascia, in lampedusano: “Gli uomini hanno in assoluto la tendenza a rovinare quanto di bello hanno tra le mani e solo dopo che si sono spinti fino al burrone, anche se qualcuno cerca inutilmente di fermarli, vanno oltre e cadono in mare. Mentre annegano, ammettono che oh, c’era il burrone!”. Qui, poi, c’è una tratta umana, gente trattata malissimo… Ma nell’ultimo anno le cose sono cambiate moltissimo grazie alla ragionevolezza dei ministri Amato e Ferrero. Guardie di Finanza e Carabinieri definiscono questo esodo ‘biblico’ e quindi impossibile da fermare con le bombe. Per 4.000 abitanti su uno scoglio in mezzo al mare… I lampedusani sono pochi e Lampedusa è piccola, ‘una pietra in mezzo al mare’ dicono loro. Delle due isole Pelaghe, Lampedusa geologicamente è africana, l’altra è europea. E’ affascinante, esposta a mille venti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma come risolverebbero almeno il problema dell’immigrazione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finché ci sarà il divario fra Paesi ricchi e poveri, tutto questo continuerà. Nemmeno nei prossimi 10 anni si fermeranno gli immigrati dalla fuga, ma almeno si potrebbero eliminare i colonizzatori, per quanto da qualunque parte ci sono buoni e cattivi. Ci vuole tanto buon senso per capire che il burrone è lì, ci siamo. E’ prevedibile che le cose andranno avanti così, è il caso di cambiare testa. Così dice il maestro d’ascia, uno di quelli che costruiscono le barche e conoscono il mare e gli uomini. A Lampedusa non c’è un cinema, ma ci sono mille ragazzi, un liceo… E c’è solo la corsa al soldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dunque, che rispondi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio spettacolo non arriva a un punto esclamativo, si ferma al punto interrogativo. Riuscire a porre la domanda è già tanto. In futuro, intendo fare un altro spettacolo che riguardi la Sicilia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5863001584495548922?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5863001584495548922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5863001584495548922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5863001584495548922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5863001584495548922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2008/02/salviamo-lampedusa-e-la-sicilia.html' title='Salviamo Lampedusa e la Sicilia'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5030194401964351416</id><published>2007-04-21T06:34:00.000-07:00</published><updated>2007-04-21T06:36:44.666-07:00</updated><title type='text'>Don Chisciotte, ma senza esagerare</title><content type='html'>Da un’idea di Paolo Migone e con Marco Marzocco, curioso spettacolo al Teatro Ciak dove, fino alla fine di aprile, due comici che non avresti mai pensato potessero lavorare assieme si sono uniti per presentare un “Don Chisciotte, senza esagerare…”. Mi sono fatta dire da entrambi come mai hanno scelto un capolavoro della letteratura spagnola e ho scoperto che bisogna osservarli con attenzione. Voglio dire: si presentano sul palco in modo inizialmente confuso, via via sempre più poetico, infine decisamente surreale. Poi c’è un’interruzione che mostra come stanno solo recitando e che noi guardiamo degli attori, decisamente scalcinati, che fanno uno spettacolo. Quindi rientrano nella parte e vanno avanti con lo show, ma ormai l’effetto Trouffault esiste. Quando in altri momenti dello spettacolo ci saranno interruzioni, sappiamo che significa. Eppure, Paolo Migone sembra Don Chisciotte più di quanto non voglia… o lo vuole?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché avete fatto un Don Chisciotte così? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo Magone) Se ti riferisci alla difficoltà di somigliargli, che non riesco sempre a sembrare lui, è perché il mio Sancho è troppo pratico e i miei voli fantastici non sono così riusciti. Marco ha un grande talento ma alle volte mi sembra che parli troppo, il che rischia di spezzare la magia di certi silenzi, che a me piacciano molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marco Marzocca) I momenti d’incertezza iniziale sono voluti perché volevamo fare una nostra rivisitazione di due personaggi che sentiamo molto vicini alla nostra natura. Io sono materialista, pignolo e come Sancho mi occupo delle cose da fare, mentre Paolo è più sognatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma Cervantes non è un testo così facile. Credete lo conoscano in molti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo) Francamente non credo, però tutti sanno chi è o hanno letto la storia da piccoli, magari non il testo integrale. Io ho sempre amato questa storia. Volevo cimentarmi con un testo teatrale diverso, che non fosse più solo il cabaret delle battute. Temo mi sia venuta la sindrome di Abantatuomo. Prima ci si è arricchiti col cabaret poi, con la pancia piena, sono venute le ambizioni di fare cose più alte. Non credo che sia così difficile, come dicono alcuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marco) Non ci atteniamo all’originale: noi indossiamo i loro panni e non è che ci vogliamo dare le arie di grandi attori di teatro. Anche se siamo attori, io di fiction e programmi comici in TV, lui di teatro, ha fatto Zelig, ha anche danzato. Questo è un work in progress e continua a cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quindi ci tenevate, l’avete studiato a lungo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo) Sì e all’inizio avevo scelto come partner Paolo Cevoli ma lui non mi ha  seguito perché ha detto che col teatro non si guadagna niente e aveva ragione. Spesso andiamo in rosso, addirittura. Ho speso una fortuna nella produzione e per arrivare fino a qui. Ora dobbiamo capire se continuarlo, perché abbiamo dovuto lavorare gratis tutto l’inverno. I problemi di cui parliamo in scena stanno diventando veri. Ma io ho un temperamento molto romantico e il Don Chisciotte mi piace talmente tanto che sono disposto a vedere il mio portafoglio che sanguina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marco) Paolo da anni sognava di fare questo lavoro! Noi ci siamo conosciuti a Zelig l’anno scorso e lui mi ha detto: ’Sai che saresti un Sancho perfetto’? E io l’ho seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Eravate un po’ stufi dei soliti sketch? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo) Avrei potuto ripetermi col solito cabaret e fare bei soldoni, ma non si può continuare solo così. Io trovo che qualsiasi attore, quando si dedica a un progetto in cui crede e che gli dia la  sensazione di esistere per una buona ragione, è fortunato e non deve mollare. Io voglio fare almeno 20 repliche ogni anno del ‘Don Chisciotte’, considerare questo testo un work in progress e andare avanti, migliorando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marco) Io sono molto affezionato ai personaggi di Sturby o di Mikelino. Fin dai tempi di scuola facevo quello che prende in giro certi atteggiamenti, mi stimolava l’osservazione della realtà. Mi sono sempre sentito come un pittore quando vede un personaggio e lo dipinge: io vedo un personaggio e lo imito. Non lo faccio uguale ma come una caricatura. Si amplificano e si cambiano alcuni tratti per reinventare, perché non ho mai fatto l’imitatore nel senso stretto del termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vi vedremo ancora sul palco assieme? E la regia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paolo) Sì, lavoreremo ancora. Devo ammettere che Laura Cantarelli, la nostra regista, si trova in difficoltà perché non è difficile dirigere me, che mi sento il regista vero e decido alla fine come agire. Mi piace il caos e ho sempre fatto cose che si frammentano, saltano, ho questo gusto un po’ perverso. Lei cerca di contenermi. Il ruolo di Francesca Censi, l’unica attrice in scena con noi e che è bravissima, potrebbe crescere e diventare più importante, penso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marco) Abbiamo intenzione di portarlo avanti! Vogliamo migliorarlo e lo riproporremo sicuramente anche l’anno prossimo, anche se saremo impegnati entrambi con il nuovo Zelig in televisione. Ci stiamo affiatando sul palco e l’operazione è stata positiva. Dopo il Ciak di Milano andremo nei teatri di Genova, Lodi, Gallarate e Aosta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5030194401964351416?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5030194401964351416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5030194401964351416&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5030194401964351416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5030194401964351416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/04/don-chisciotte-ma-senza-esagerare.html' title='Don Chisciotte, ma senza esagerare'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-3201962908945753877</id><published>2007-03-29T01:01:00.000-07:00</published><updated>2007-03-29T01:05:06.267-07:00</updated><title type='text'>Nuotando con le lacrime agli occhi, canzoni e ragionamenti</title><content type='html'>Uno spettacolo nuovo fatto da una coppia vecchia può ancora stupire? Eccome! Quando i due in questione sono stralunati artisti dal geniale gusto per il surreale, tutto può accadere, anche di riempire i teatri e far cantare migliaia di persone di tutte le età, che battono le mani senza che nessuno debba fare loro gesti per sollecitarli. E’ l’allegria che dilaga per contagio da nonsense, roba che Ionesco, fosse vivo, vorrebbe lavorare con loro a tutti i costi. Cochi &amp; Renato sono tornati assieme e sono al Teatro Smeraldo fino al 1° aprile. Da non perdere, se vi piacciono le serate sorridenti. Parlare con loro ovviamente spiazza perché sono due uomini composti, seri e non passano il tempo a fare scherzetti. Curioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mi sono proprio divertita un sacco a vedervi e non lo dico per fare complimenti. Ma voi, come vi vedete oggi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Renato) L’attuale tournée sta andando benissimo e con lo stupore che sottolinea lei. Vede, avevamo fatto un rientro come coppia a teatro 6-7 anni fa ma non eravamo preparati bene. In teatro c’è una reazione immediata e tutto dipende da noi. Questa volta avevamo cose nuove, canzoni e battute nuove, alcune anche difficili da porgere. Noi ci proponiamo con quello che ci piace e la canzone è un prodotto più raffinato rispetto ai ragionamenti. Credo che Zelig ci abbia dato una mano e sono tanti i giovani che vengono a vederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Cochi) La ricerca della battuta è molto impegnativa, è un altro versante del lavoro di attore. Qui io mi fingo intellettuale e lui fa lo stupidotto ma è il classico gioco dell’augusto e del clown, il teatro eterno nelle sue forme che riguarda anche la nostra contemporaneità. E i ruoli sono sempre i soliti, con i giochi che si ribaltano: io passo dalla parte del cretino e lui mi sbeffeggia. In realtà, questo non è il canone tipico del varietà, dove un tempo c’era la coppia composta da un comico e dalla sua spalla che gli regge le battute. Noi giochiamo a scambiarci le parti, il nostro è uno spettacolo più diversificato. Il nostro mestiere è fatto di tutte queste cose: il leggero e l’impegnativo e a volte il leggero è molto più impegnativo, perché richiede tanta partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Stavolta, tra l’altro, avete alle vostre spalle i Good Fellas, un gruppo musicale davvero straordinario! Come vi siete scelti, visto che loro suonano jazz, swing e gli spartiti di Jannacci sempre in modo perfetto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(R) Quelli del gruppo si divertono, sono musicisti impegnati, sanno suonare di tutto e tengono famiglia. Abbiamo iniziato la tournée assieme lo scorso ottobre e ci siamo interrotti solo il tempo di registrare un CD, ma il tour finisce qui a Milano. Intanto, con le riprese registrate dal vivo, cerchiamo di vedere se si riesce confezionare qualcosa di buono per fare un DVD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C) ‘Nuotando con le lacrime agli occhi’ è il titolo dello show, ma il CD si intitola ‘Finché c’è la salute’ ed e’ un modo autoironico di mettersi in gioco. Noi stiamo davvero bene assieme. E’ stato il programma televisivo in RAI, ‘Stiamo lavorando per noi’, con la partecipazione di Enzo Jannacci, che ci ha permesso di pensare a un tour col disco, sul quale stiamo lavorando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dopo una diecina d’anni assieme, dal ’64 al ’74 circa, il cinema vi aveva fatti separare. Come mai? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(R) Quando io feci il primo film, ‘Per amare Ofelia’, proprio allora Lattuada chiamava Cochi a interpretare ‘Cuore di cane’. Noi eravamo stati assieme col cabaret e la televisione per 10 anni e non c’era motivo di continuare. Eravamo saturi. Per noi il cinema fu un punto d’arrivo, un modo diverso di continuare la nostra carriera. Io col cinema sono andato avanti altri 20 anni ma negli ultimi 10 anni ho cercato qualche modifica alla carriera cinematografica: volevo portare un po’ di cabaret nei film. Inoltre, sentivo un’avvisaglia di stanchezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C) Non ho mai fatto scuole di teatro, ma ho sempre avuto una grande passione fin da ragazzino. Ho lavorato con Luca Ronconi, con Giorgio Barbieri-Corsetti, ho fatto teatro d’avanguardia, ho lavorato con tantissimi buoni registi.&lt;br /&gt;Ho fatto l’Amleto e quello è un altro tipo di impegno, mnemonico e interpretativo. A teatro, 2 anni fa, ho fatto uno spettacolo sulla vita di Gianni Bera, un monologo che mi è piaciuto molto, un bellissimo spettacolo. Più di recente ho interpretato una commedia di Dacia Maraini, ‘La terza moglie di Maya’, al Teatro Franco Parenti. Io ho sempre fatto teatro di prosa, tutta la vita, anche 1 o 2 produzioni all’anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma avevate voglia di riunirvi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C) Effettivamente c’è stata la voglia di tornare assieme, ma non l’occasione fino a 7 anni fa, quando Francesca, la figlia di Renato, ha prodotto una serie di telefilm per la televisione, in cui abbiamo lavorato. A questo fece seguito la tournée teatrale di 7 anni fa, poi ognuno ha fatto le sue cose finché è maturato il programma televisivo in RAI. In effetti, a riunirci è stata Francesca. Lei si è occupata della produzione televisiva, si occupa del lato finanziario e organizzativo. Noi, senza un appoggio pratico che ci metta in grado di agire, non potremmo fare nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(R) I miei figli, Francesca e Giacomo, dirigono la casa di produzione cinematografica a cui mi sono molto dedicato. Adesso loro si occupano di noi. C’è un film poco seguito dalla distribuzione che trovo molto bello ma sembra già scomparso. Con Anna Galiena, Renato Scarpa, Camilla Sjoberg, Fabrizio Kofler, Anna Stante e la partecipazione di Cochi Punzoni, s’intitola ‘Un amore su misura’. Chissà chi l’ha visto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa fate come hobby? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(R) Io mi ero dedicato alla casa di produzione e poi alla società che fa elicotteri per l’Ospedale San Raffaele. Ho l’hobby dei motori, oltre che del cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C) Io sono il contrario rispetto lui verso i motori, non ci capisco niente. Ho altre passioni, mi piace viaggiare, sono stato negli Stati Uniti, in Inghilterra, specialmente per vedere spettacoli teatrali, cercando nuovi testi. E’ davvero la mia più grande passione nella vita, il teatro. Poi ho una figlia di 12 anni ma ce ne sono altre 3, da 3 compagne diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I vostri figli o figlie seguono tutti le vostre orme? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(R) Lavorano nella produzione, fanno sceneggiature, sono molto in gamba, sanno gestire i budget e occuparsi di tante cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(C) La mia prima figlia, Eleonora, ha scritto tutte le sceneggiature dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo. La seconda ha scelto un mestiere quasi normale, vola su Alitalia. La terza, Benedetta, fa la scenografa e lavora per la televisione. Credo stia facendo una serie di fiction. La più piccola ha solo 12 anni ma studia l’arpa e recentemente ha vinto un concorso indetto dai Loggionisti della Scala. Ha preso il 3° premio, vincendo pure 250 euro. Il ruolo di genitore per me è il più importante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-3201962908945753877?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/3201962908945753877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=3201962908945753877&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3201962908945753877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3201962908945753877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/03/nuotando-con-le-lacrime-agli-occhi.html' title='Nuotando con le lacrime agli occhi, canzoni e ragionamenti'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-7923636513999529068</id><published>2007-03-17T10:41:00.000-07:00</published><updated>2007-03-17T10:44:04.161-07:00</updated><title type='text'>Sandokan in galera, Antonio Catania racconta tutto</title><content type='html'>&lt;b&gt;Va in scena al Teatro Out Off di Milano &lt;i&gt;Sandokan, storia di camorra &lt;/i&gt;  con Antonio Catania. Tratto da un romanzo di Nanni Balestrini, poeta e romanziere, si avvale della presenza sul palco del sassofonista Peppe D’Argenzio, che ravviva e accompagna il monologo del protagonista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dove ha debuttato questo lavoro e perché hai voluto farlo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima è stata a Roma, al Teatro Piccolo Jovinelli, dove siamo rimasti per 3 settimane. L’ho fatto perché finalmente racconto qualcosa che ci tengo a dire. Prendo ossigeno dalle varie fiction che ho interpretato per la televisione. Questo forse si paga, perché sono noto per aver fatto tante commedie magari in ruoli comici o nei film di Salvatores, che non sembra scuotere molto, il mio lavoro di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che racconta questo Sandokan? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sandokan era il soprannome dato a un famoso camorrista che somigliava a Kabir Bedi. Ora è all’ergastolo, faceva parte del clan dei casalesi, gente di Casal di Principe, nel casertano, dove si trovano aspetti efferati provocati dalla criminalità. Il libro di Nanni Balestrini parla non solo questo personaggio, ma di come tanti ragazzi divantano camorristi, come prosegue la loro esistenza nell’illegalità fino alla loro caduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai volevi interpretare questo ruolo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace molto, lo sento vicino. Il protagonista non è Sandokan ma serva come pretesto per imbastirvi una storia, mentre il protagonista è un testimone esterno, un uomo che fa fatica a capire ed accettare questo mondo. E alla fine decide di andare via, dopo aver raccontato quanto ha visto accadere. Ecco, io sono del sud, sono siciliano e anche io da ragazzo ho conosciuto questi ragazzi che cominciavano a cambiare modi di fare. Ma la mia famiglia mi allontanava da loro, mi proteggeva e non dovevo più frequentarli. Poi sono venuto a Milano e non ho mai vissuto personalmente l’aspetto più minaccioso di quell’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti senti un po’ coinvolto, insomma? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui al nord ci sono tante possibilità per scegliere tanti tipi di vita, là no. La mia è solidarietà con chi non vorrebbe mischiarsi a certe faccende ma ne è costretta. Inoltre, vorrei aggiungere che il discorso riguarda tutto il Paese, perché si è scoperto di certe fatture di pagamenti che arrivavano alla Fiat o di grandi locali molto eleganti creati con soldi riciclati, ma sembra che nessuno si scandalizzi, che nessuno conosca questi fatti. Della camorra si guarda l’aspetto folcloristico, come se non fosse un’industria economica fra le più potenti al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi dire che siamo tutti complici silenziosi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se apri la finestra, praticamente dovunque in Italia, vedi gru e muratori e nascere nuovi grattacieli: chi si chiede chi li costruisce e perché? Ci sono tangenti, mazzette, soldi scorporati da grandi aziende eccetera. I segnali sono stati chiari e io trovo giusto mostrare, nel mio piccolo, un argomento verso il quale chiudiamo gli occhi, perché non riguarda solo il sud, alla fine, ma tutti noi. La mia speranza è che chi lo vede possa ancora indignarsi e reagire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come si svolge la messa in scena? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista è Nello Correale, ci sono immagini di Barbara Balestra e con me c’è Peppe D’ARgenzio che suona i fiati. Lui ha suonato con gli Avion Travel, fra gli altri, è molto bravo e siamo assieme sul palco. Ha elaborato dei temi musicali e mi accompagna nel racconto, che parte da quando ero ragazzo. Nella realtà mia, io per fortuna non ho avuto di queste immagini terrificanti da tenere in memoria. Ma se vivi in un posto del genere e cominciano a sparare, li vedi i morti per terra. Quando invece sei tenuto alla larga, lontano dalle violenze, devi comunque subire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché vieni trattato come un vigliacco, non sei un uomo. Ci sono sfide che si fanno con gli occhi puntati addosso. E in un istante qualcuno ti può sparare. Se hai letto ‘Gomorra’, saprai che un maresciallo è stato schiaffeggiato in piazza da un boss, che una caserma è stata assalita in pieno giorno. Nessuno è veramente protetto, non esiste la forza delle istituzioni. D’altronde, con tutti i soldi che fanno coi traffici di droga o le truffe, è normale. Poi magari finanziano il mondo della moda e alla fine non è che sei davvero complice, perché non sai, però diventi consumatore. Già sapere che c’è questa possibilità ti permette di compiere delle scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per esempio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio oggi si sa che la Nestlè vende pure armi e la gente può decidere di conseguenza. Ecco perché manca l’informazione vera, sanno tutti che è meglio non fare sapere cosa ci fanno coi soldi, parecchie multinazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Questo spettacolo dove va, dopo Milano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sai, è nato come un esperimento, non lo so. Lo farò a Firenze e forse ancora qualche volta, a Cesena. Intanto farò un bilancio e se a nessuno importa niente di ascoltarmi, tornerò alle mie fiction.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hai una vita privata e ti senti ancora con attori che hanno segnato la tua carriera? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, ma è segreta. Scherzo. Ho tanti amici, come Gigio Alberti, Claudio Bisio, che vedo e sento anche spesso. Ora che sono a Milano vedrò Bebo Storti e Renato Sarti, vedrò Elio De Capitani e magari pure Silvio Orlandi, pure lui a recitare a Milano. A Roma ci sentiamo spesso, siamo amici. Il mio privato è banale, ho avuto ogni genere di donna, ho passato tutte le fasi con donne dello spettacolo come me oppure no. Adesso ho un cane.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-7923636513999529068?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/7923636513999529068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=7923636513999529068&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7923636513999529068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7923636513999529068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/03/sandokan-in-galera-antonio-catania.html' title='Sandokan in galera, Antonio Catania racconta tutto'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-6071470667635183148</id><published>2007-02-24T08:52:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:55:24.187-08:00</updated><title type='text'>Buonsangue non mente: il nuovo Tognazzi è in Prima Pagina</title><content type='html'>&lt;b&gt;Torna sui nostri palcoscenici con una commedia brillante e riprende un film straordinario di tanti anni fa, &lt;i&gt;Prima Pagina&lt;/i&gt;, interpretato dalla mitica coppia Jack Lemmon-Walter Matthau. Sarà al Teatro Ciak di Milano dal 20 febbraio al 4 marzo 2007, ma il tour continua per l’Italia. L’ottimo adattamento di Edoardo Erba si unisce alla regia di Francesco Tavassi, le scenografie di Alessandro Chiti e, sul palco, il partner Bruno Armando e gli altri compagni di ventura: Roberto Tesconi, Corinna Lo castro, Fausto Scialappa, Jean Marie Ferry e Mimmo Mignemi. GianMarco Tognazzi ha una faccia da simpatico strafottente, gli occhi che trafiggono e un aspetto inquietante. La voce è pastosa, piacevole, ironica. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quale personaggio ti sei ritagliato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre Lennon, come in “A qualcuno piace caldo”. E’ casuale, però. Nell’equilibrio di logica non si poteva fare diversamente: essendo Bruno Armando più grande di me, è più logico che lui faccia il reporter. Inutile forzare la mano. Uno, un pezzo così, lo fa indipendentemente dalla grande interpretazione precedente. Il testo è talmente bello e preciso che si interpreta con poche caratterizazioni, anche se l’abbiamo ambientato una diecina d’anni dopo, nel ’35-’38, mentre l’originale è del ’28. Ma la nevrosi è simile anche a quella dei giorni nostri, senza discostarsi troppo dall’obiettivo e calcare la mano sul grottesco e sulle situazioni della commedia. Perché, a differenza del cinema che può giocare sui primi piani, sulla misura, in teatro devi pensare a farti vedere e capire fino alle ultime file. Il modo di recitare è ben diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vorresti proporti per il cinema, con questo testo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non farei un remake cinematografico, il confronto non mi piacerebbe. Già a me non piacciono i remake al cinema, poi voglio dire… Stiamo parlando di un film di Billy Wilder! Non ci sarebbe solo da ripetere le recitazioni di Jack Lemmon e Walther Matthau, ma anche QUELLA regia. Comunque, per ora la commedia teatrale ha dimostrato di piacere moltissimo e francamente riprendere un bel testo, mai allestito da anni, è stato un vero piacere. A sorpresa, forse, si scopre che ci ha permesso di riprendere argomenti come la pena di morte e il sensazionalismo dello scoop, per dirne un paio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come l’avete messo in scena? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La commedia originale era in 3 atti ed era una critica contemporanea al giornalismo dell’epoca, negli Stati Uniti. Noi abbiamo fatto una versione usando il testo originale, ma ci siamo ispirati al film di Wilder per rendere la commedia teatrale appassionante e divertente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non ti piace proprio recitare in testi classici? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero, non mi sbilancio recitando in ruoli classici. Non mi sentirei di fare un bel servizio né al teatro né agli spettatori né a me stesso. Non interpreto i personaggi di Shakespeare o la tragedia greca, ma posso offrire una buona rappresentazione. Comunque, se avessi un pubblico della mia generazione che apprezzasse la mia volontà di fare il genere classico senza cadere nel vuoto, potrei farlo. Ma i miei coetanei ignorano il classico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sei sicuro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Succede che molti giovani ritengano che una battuta sia prosa e che le cose culturali siano rotture di scatole. Credo che tramandare la cultura del cinema, del teatro, della letteratura sia un dovere dello Stato, per fare in modo che esista una formazione. Bisognerebbe rinforzare la conoscenza delle nostre arti in generale, fare in modo che rimanga un tramando generazionale. Le arti non dovrebbero essere ignorate dal mercato, che rende i gusti della gente sempre più beceri. Ma questa è un’analisi ovvia. La cultura e l’arte sono un nostro patrimonio. E’ logico che anche il mercato abbia i suoi spazi, ma a livello di formazione non si dovrebbe far prevalere la moda del momento. La gente, con la tv, è abituata alle battute ad effetto e non capisce la prosa. Poi, oggi, il teatro è teatro, cabaret, one-man-show o televisione portata a teatro? Smuovere la gente da casa non è facile… E a Milano arrivo durante il carnevale e il Festival di Sanremo! E’ già un mezzo fiasco garantito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma restano le tue commedie piacevolissime. Ti diverti anche tu? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato bello fare “A qualcuno piace caldo”, ci siamo messi alla prova per verificare se potevamo confrontarci col canto e il ballo con una commedia musicale che, però, è stata una delle più famose d’America. Dopo aver recitato in “Closer”, invece, ci sono teatri dove non posso più entrare perché il linguaggio, molto forte, ha fatto credere a della gente che il testo fosse mio. Se lo pronunciavo, secondo loro, ne ero l’autore, non so bene. Ma sono contento di essere stato tanto credibile da far credere che fosse farina del mio sacco. Mi inorgoglisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti senti di fare un bilancio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono onesto. Ho la volontà di mediare il teatro e, dopo 16 anni che lo faccio, ho più possibilità di essere prodotto e che il mio lavoro porti risultati. Perché lo faccio con amore, costanza, affetto. Queste le ragioni per cui porto in grandi tour commedie come “&lt;b&gt;Prima Pagina&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Il Rompiballe&lt;/b&gt; e altre. Non solo assecondo il pubblico, ma lo sollecito. Dopo il mio primo debutto in palcoscenico con Alessandro Gassman in &lt;b&gt;Uomini senza donne&lt;/b&gt;, dove dei ragazzi parlavano di ragazze, ho partecipato a &lt;b&gt;Testimoni&lt;/b&gt;, dove si ragionava sulla necessità di esporsi davanti a tutti. Ho trattato argomenti ben diversi tra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In futuro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la prossima avventura sarà una scelta imprevedibile e andrò giù pesante con qualcosa che negli ultimi 15 anni ha cambiato la nostra vita. Mi piace divertire ma anche dare un cazzotto, fare cose più provocatorie. Le scelte vengono dalla mia volontà di cambiamento, anche se cerco sempre di accontentare il pubblico. Prendo più rischi, ma non ho mai provocato gratuitamente. Chissà se in avvenire potrò interpretare testi classici… Ma oggi come oggi, porterei in tour &lt;b&gt;Prima Pagina&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Il Rompiballe&lt;/b&gt; anche per 3 o 4 anni, potendo. Però non dipende solo da noi: ci vuole la promozione, il sostegno di varie entità, tante cose. Con Gassman siamo riusciti spesso a far venire gente che di solito non ci viene mai, a teatro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A proposito: sei ancora amico con Alessandro Gassman? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vediamo e ci sentiamo abitualmente, anche perché c’è sempre l’attesa di lavorare di nuovo assieme, specialmente da parte mia, devo dire (comincia a ridacchiare). Ma è peggio per lui, io vorrei tanto migliorare il suo livello qualitativo, oltre che estetico, ma a lui basta il successo commerciale, a quanto pare. Quando avrà bisogno di me, chissà se ci sarò ancora (e ride di più, allegro).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-6071470667635183148?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/6071470667635183148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=6071470667635183148&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/6071470667635183148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/6071470667635183148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/buonsangue-non-mente-il-nuovo-tognazzi.html' title='Buonsangue non mente: il nuovo Tognazzi è in Prima Pagina'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-5872057680141338988</id><published>2007-02-24T08:51:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:52:26.073-08:00</updated><title type='text'>Luigi De Filippo, gentiluomo d’altri tempi</title><content type='html'>Originale e anticonformista, la prima volta che ‘Strana storia su una terrazza napoletana fu messa in scena era il 1973 e, sul palco del Teatro Paioli di Roma, Luigi De Filippo recitava col celebre padre Peppino. La critica li aveva trovati straordinari, in una piéce che si svolge nel centro storico di Napoli da cui si gode il magnifico paesaggio del Golfo. Oggi parlare con Luigi De Filippo, uno degli ultimi grandi maestri dell’arte scenica ‘à la De Filippo’, è sempre un onore e un piacere, visti i modi gentili, educati e cortesi di questo attore e autore di 76 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ci parli della commedia che vedremo al Teatro San Babila di Milano dal 6 febbraio fino al 4 marzo. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un’occasione particolare poter recitare, da circa un mese, una mia commedia e non, come al solito, una scritta da Eduardo Scarpetta, Peppino o Eduardo De Filippo. Fa riflettere ed è divertente. Ho voluto raccontare una storia molto originale e, dicono i critici, è la rivelazione teatrale dell’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Di cosa tratta? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una storia paradossale che ho inventato: una famiglia della piccola borghesia napoletana vive in un attico con vista mare e un cane. Un giorno, un componente della famiglia dice che il cane parla. Il fatto manda in crisi prima la famiglia, poi anche il palazzo e infine tutto il quartiere, perché il cane  rivela verità amare e scottanti. La cosa divertente è che il cane parli, ma siccome dice cose vere è un apologo. Infatti il cane, che si chiama ‘Scugnizzo’, rappresenta la nostra coscienza: ci dice cosa dobbiamo fare ma noi la mettiamo a tacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Un bel caso! E poi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio scopo era divertire lo spettatore ma farlo riflettere, come hanno fatto imiei maestri, mio padre Peppino e mio zio Eduardo. Volevano che il pubblico se ne tornasse a casa tenendo a braccetto gli attori visti recitare sul palco, doveva essere contento e soddisfatto. Io mi rendo conto di aver insegnato ad amare il teatro ai giovani, specialmente aver ottenuto che si incuriosissero per questa arte, così piena di immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Si sente realizzato, vuol dire? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non porto in scena spettacoli noiosi e inutili, che sembrano servire solo chi li fa ma non chi li vede. Il teatro napoletano invece comunica ancora emozioni, come il cinema o la musica partenopea. Chi ama l’arte e dice ‘Napoli’, subito sorride ed è lieto di venire a teatro a vedere cose diverse dalla squallida televisione, che è pessima maestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non da troppo importanza alla tivù chiamandola maestra? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo ti entra in casa ed educa i figli, con parametri molto negativi, contro la vita. I cervelli vengono impregnati di volgarità, mentre a teatro noi diamo poesia, incanto, talento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lei ha interpretato molte commedie scritte da lei stesso? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già 10 mie commedie sono state allestite e anche registrate per la televisione, ma poi le mandano in onda all’1 del mattino! Volevano registrare anche questa, ma io ho rifiutato perché sarebbe stata vista solo a notte fonda. Voi non fate cultura così, gli ho detto, voi prendete in giro la gente. E non me la sono sentita di permettergli di entrare a teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quale delle sue commedie è quella che preferisce? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, per un artista l’ultima commedia scritta è sempre la più bella, quindi questa. Come per i figli, gli ultimi sono i più carini. Ma non erano male ‘La fortuna di nascere a Napoli’ o ‘La commedia del Re Buffone’. Qui lavoro con Tina Scatola, Simona Di Nardo, Giovanni Ribò, Ingrid Sansone, Leonardo Agrella, Massimo Pagano, Alberto Pagliarulo e Giorgio Pinto. Vede, io parlo di Napoli ma i problemi quotidiani sono quelli che tutti provano nel recitare la tragicommedia della vita di tutti i giorni. I temi sono vicini allo spettatore di qualsiasi città perché Napoli è il panorama, ma io racconto la gente qualunque, che potrebbe abitare ovunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anche lei è rimasto toccato dagli avvenimenti di Catania e del sud in generale? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sa, oggi si parla tanto del mondo del calcio e degli stadi. Io ho una soluzione! Bisogna proibire gli stadi agli uomini e farci entrare solo le donne, che a casa racconteranno loro la partita. Finalmente gli uomini staranno ad ascoltarle! Le donne sono meno violente e hanno più buon senso degli uomini, capiscono meglio la gravità dei gesti e le loro conseguenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-5872057680141338988?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/5872057680141338988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=5872057680141338988&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5872057680141338988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/5872057680141338988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/luigi-de-filippo-gentiluomo-daltri.html' title='Luigi De Filippo, gentiluomo d’altri tempi'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-525345528264871179</id><published>2007-02-24T08:50:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:51:13.069-08:00</updated><title type='text'>Salviamo Lampedusa e la Sicilia</title><content type='html'>Il Teatro Arsenale sta viziando il suo pubblico con proposte accattivanti e ben azzeccate. Incuriosisce molto il nuovo titolo, “Lampedusa è uno spiffero” che dal 13 al 17 febbraio 2007 si accompagna a “Buttitta, canto per il poeta più grande del mondo”. Il secondo pezzo è dedicato alla poesia dialettale di Ignazio Buttitta ma insieme mostrano un doppio spettacolo-concerto, capace di esprimere con forza un ritratto personalissimo della Sicilia. L’idea l’ha sviluppata Fabio Monti, che sceneggia con sensibilità, dirige e si ritaglia una parte recitante. Ecco cosa ci racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come hai avuto questa idea? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ successo che 2 anni fa, riunite persone di fiducia, ho chiesto loro cosa avrebbero voluto vedere a teatro. E uno mi chiese “Perché non racconti che succede a Lampedusa, tu che sei siciliano?”. Ho cercato finanziamenti per un ano e mezzo e abbiamo partecipato al Premio Extra Candoni, che promuove la nuova drammaturgia con l’aiuto di 6 teatri italiani innovativi, tra cui il Litta di Milano, il Kismet di Bari e l’Eliseo di Roma. Tutti dicevano che fosse una follia usare 18 persone, come avevo preventivato io nella stesura del mio progetto. Allora, ho seguito il consiglio e ho creato un monologo un monologo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conoscevi Lampedusa? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lampedusa ci sono andato e sembrava un’isola deserta. Dopo le bombe di Gheddafi dell’86, il boom turistico e gli arrivi degli immigrati, era di nuovo deserta. Ho voluto costruire un progetto con laboratori diversi in luoghi differenti. Dovunque ora si organizza un Carnevale c’è chi prende in giro gli immigrati, ma in altri ci sono quelli che prendono in giro gli italiani. Ovvero, cambia lo spettacolo a seconda di dove si svolge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Puoi spiegare meglio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catania e Milano sono troppo diverse, l’impatto dell’immigrato su Milano è molto peggiore, è una questione di umori. Milano è una città con persone provenienti da tutte le parti del mondo. Io ci ho vissuto 7 anni e ricordo che a guardarmi male erano principalmente quelli che una volta vivevano al sud. Gli ex terroni erano i più duri, in una città che è la meno razzista che abbia mai visto. Ma di notte salivo sulla 90 e ho visto l’altra faccia della città, quando c’è da aver paura a girare in situazioni tipo film americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa pensi di dire? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi cerchiamo di esprimere l’innegabile: cerchiamo di risalire alle cause e lo spettacolo è comico, vuole essere un po’ ghignante. La trama è sempre quella: diciamo che cambio di almeno il 10% il soggetto a seconda della piazza in cui siamo in scena. Evidenziamo le atrocità, con un’ottica improntata alla situazione di Lampedusa, la cui storia è curiosa. Su quell’isola il telefono è arrivato nei primi anni ’60, con la luce. Prima c’erano solo generatori elettrici. Solo quando gli si è chiesto di agire a protezione del Paese, i lampedusani hanno chiesto cose in cambio. All’inizio, prima del turismo di massa e della presenza dello Stato, la militarizzazione sembrava poter risolvere problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi dire che le cose non stanno come sembrano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora c’è indignazione verso le descrizioni mediatiche, assolutamente false. Le parole ‘Il Centro di Permanenza non regge, 5 sbarchi’ non corrisponde ai fatti reali: in realtà le motonavi di sorveglianza hanno già recuperato e portato tutti a terra, senza che nessuno si accorga di nulla. Il CP è un luogo non condonato, che non paga. Lampedusa e i suoi abitanti sono ‘in Italia’ solo da 15 anni e questo è surreale. Ci sono torti e ragioni da molte parti. Molti lampedusani pensano che ‘prima’ stavano meglio, c’era più solidarietà fra loro. Ora, coi turisti che portano soldi, le cose sono cambiate. Non sono gli immigrati ad aver peggiorato la loro esistenza, ma i soldi del turismo di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Davvero?! Lo dicono loro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è stato detto da un maestro d’ascia, in lampedusano: “Gli uomini hanno in assoluto la tendenza a rovinare quanto di bello hanno tra le mani e solo dopo che si sono spinti fino al burrone, anche se qualcuno cerca inutilmente di fermarli, vanno oltre e cadono in mare. Mentre annegano, ammettono che oh, c’era il burrone!”. Qui, poi, c’è una tratta umana, gente trattata malissimo… Ma nell’ultimo anno le cose sono cambiate moltissimo grazie alla ragionevolezza dei ministri Amato e Ferrero. Guardie di Finanza e Carabinieri definiscono questo esodo ‘biblico’ e quindi impossibile da fermare con le bombe. Per 4.000 abitanti su uno scoglio in mezzo al mare… I lampedusani sono pochi e Lampedusa è piccola, ‘una pietra in mezzo al mare’ dicono loro. Delle due isole Pelaghe, Lampedusa geologicamente è africana, l’altra è europea. E’ affascinante, esposta a mille venti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma come risolverebbero almeno il problema dell’immigrazione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finché ci sarà il divario fra Paesi ricchi e poveri, tutto questo continuerà. Nemmeno nei prossimi 10 anni si fermeranno gli immigrati dalla fuga, ma almeno si potrebbero eliminare i colonizzatori, per quanto da qualunque parte ci sono buoni e cattivi. Ci vuole tanto buon senso per capire che il burrone è lì, ci siamo. E’ prevedibile che le cose andranno avanti così, è il caso di cambiare testa. Così dice il maestro d’ascia, uno di quelli che costruiscono le barche e conoscono il mare e gli uomini. A Lampedusa non c’è un cinema, ma ci sono mille ragazzi, un liceo… E c’è solo la corsa al soldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dunque, che rispondi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio spettacolo non arriva a un punto esclamativo, si ferma al punto interrogativo. Riuscire a porre la domanda è già tanto. In futuro, intendo fare un altro spettacolo che riguardi la Sicilia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-525345528264871179?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/525345528264871179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=525345528264871179&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/525345528264871179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/525345528264871179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/salviamo-lampedusa-e-la-sicilia.html' title='Salviamo Lampedusa e la Sicilia'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-7072631396458912609</id><published>2007-02-24T08:47:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:49:29.258-08:00</updated><title type='text'>Angela Finocchiaro è “Miss Universo”</title><content type='html'>A Zelig ce la ricordiamo come ‘Woman’, l’alter ego femminile di Raul Cremona che, col suo tormentone di Oman, ha rappresentato il maschilista succube di una moglie invisibile ma orrida. Angela Finocchiaro difende le donne anche quando non pensa solo alla comicità. Si è trovata nel cast cinematografico di ‘La bestia nel cuore’, film di Cristina Comencini che ha vinto il David di Donatello 2006, Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista e in televisione l’abbiamo vista in una sitcom con Enrico Bertolini. Ora torna in teatro con un debutto importanto, &lt;b&gt;Miss Universo&lt;/b&gt;, ospitata al Piccolo Teatro Studio di Milano fino al 20 dicembre con la regia di Cristina Pezzoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ti ha spinta nel ruolo di una Miss Universo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In desiderio. Volevo lavorare con Walter Fontana, autore per Aldo, Giovanni e Giacomo e che da anni scrive testi per la Gialappa’s. Finalmente ha scritto uno spettacolo per me. Il titolo, &lt;b&gt;Miss Universo&lt;/b&gt;, può trarre in inganno. Lei è al centro di una specie di crociata, di salvataggio. Io interpreto 7 o 8 personaggi e lei è il vero universo che si sta spegnendo. Si tratta di una persona sull’orlo del suicidio. Credo sia più difficile parlarne per spiegarlo che non vederlo e capire tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Provaci lo stesso. Come si svolge la  storia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste un piano realistico, in effetti, con una donna che aspetta il medico. Lui non viene perche a sua volta aspetta una fornitura. C’è questo filo rosso delle forniture, al giorno d’oggi dipendiamo tutti dalle forniture, dall’elettricista all’amore. Senza forniture non si combina niente. Al punto che, dopo una serie di casini vari, un antennista riesce a mettersi in contatto con Dio, che a sua volta ha la manutenzione dell’Universo. A quel punto la storia si sviluppa in un piano terra e piano alto, diciamo. Terreno e celeste, se vuoi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma tu chi rappresenti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti escono da me e dei vari personaggi presentati fino a questo punto, ognuno con la sua storia personale più o meno precisa, come in un fim ben montato, piano piano si incontrano tutti e arrivano a combinarsi. Ci sono dei camei straordinari, come degli Dei minori che fanno piccole partecipazioni. Poi c’è una nonna, un dermatologo, un idraulico, fra gli altri. Sono gli universi possibili di Laura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Te l’aspettavi che Walter Fontana scrivesse questo per te?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. Non me l’aspettavo ma mi diverto molto, a parte quando devo fare il vigile, per far circolare tutti quanti con ordine… Walter Fontana ha un genere di umorismo tragico che piace a me e mi piace  che sia baciato dal dono dell’intelligenza. Ha già scritto anni fa per il teatro, che ha pure interpretato, quando recitava. Poi ha fatto l’autore e televisione per tanti anni. Questo è un suo ritorno al teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sei felice della tua vita? Me ne accenni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, non esageriamo. Vivo in campagna e ho due figli, una femmina di 11 anni e in maschio di 8, che vengono a vedermi a teatro nei week end, se no io cerco di rientrare a casa. E sì, il padre mi aiuta molto, io sono felice di stare con loro. I nostri figli amano la campagna, per ora e non vorrebbero cambiare, ma poi chissà. Io il lavoro non lo considero più come prima, quando era la prima cosa. Ho cambiato molti ritmi di vita. Francamente, sarebbe ingeneroso lamentarmi. Faccio un lavoro che mi piace, la famiglia anche di più. Ci sarebbero sempre motivi per avere dei fastidi, ma non direi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-7072631396458912609?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/7072631396458912609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=7072631396458912609&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7072631396458912609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/7072631396458912609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/angela-finocchiaro-miss-universo.html' title='Angela Finocchiaro è “Miss Universo”'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-4728383508553832615</id><published>2007-02-24T08:45:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:47:00.837-08:00</updated><title type='text'>Dal tango al sirtaki, Paganini ripete</title><content type='html'>&lt;b&gt;Solo per pochissimi giorni al Teatro Carcano, dal 4 al 7 gennaio 2007, Raffaele Paganini porta in scena “Dal Tango al Sirtaki”, uno spettacolo che come sempre attira un pubblico di adoratori. Ho potuto parlargli e subito rassicuro i suoi fan: lo spettacolo è di giro fino ad aprile, seguite i cartelloni dei vostri teatri, magari riuscite a vederlo pure voi. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai hai deciso di fare uno spettacolo del genere? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando ho deciso di lasciare il mondo del grande repertorio, quello che si fa nei grossi teatri per motivi di scenario e allestimenti, sono passati dieci anni. Ho perciò voluto aprire il nuovo anno e festeggiare questo piccolo periodo dal trascorso epocale con un regalo, per me e per il pubblico. Unire il momento elegante del tango a quello del sirtaki e finora sta andando tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che differenza c’è fra gli spettacoli di una volta e quelli di adesso? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti spiego: ho deciso di lasciare per questioni di età, perché il grande repertorio dei classici significa fare ‘Giselle’, ‘Coppelia’ o ‘Il lago dei cigni’ esattamente come sono sempre stati fatti. Sono adatti ai giovani, a meno che non se ne faccia un’edizione modernizzata, come ho fatto di recente con una ‘Coppelia’ molto insolita rispetto all’edizione originale, pur se ricalcando la storia e la musica. L’originale richiederebbe un grande palcoscenico, io invece mi sono adattato a  portare in  tournée la mia compagnia in 170, 180 spettacoli all’anno. Occupiamo ogni genere di spazio, dal teatro-bomboniera al grande palco. Significa che siamo in grado di fare diversi allestimenti a seconda del luogo in cui lavoriamo del medesimo spettacolo. Non si può fare con il grande repertorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quindi hai solo cambiato genere? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo così. Ho più possibilità di scelta ma, avendo fondato la Raffaele Paganini Company, ho la responsabilità di dare lavoro a tutti i componenti della mia compagnia per almeno 9 mesi all’anno e ci riesco. Mi comporto come un ente lirico e non credo ce ne siano molti, in Italia, capaci di fare altrettanto. In questi 10 anni ho avuto incontri straordinari, tra cui molte possibilità di danzare il tango. Da quando feci ‘Zorba il greco’, invece, ho presentato almeno 600 repliche del sirtaki in tutto il mondo. Ecco per quale ragione, per celebrare il decennale della compagnia che porta il mio nome, ho voluto farmi un regalo. Ho fatto venire un amico dall’Argentina, gli ho mostrato il mio tango e lui lo ha rimaneggiato e sistemato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ti piace davvero tanto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato egoismo puro, ci sguazzo e mi diverto, devo dire. Mi sono fatto davvero un bel regalo! Intanto abbiamo tutti un livello di alta professionalità e ho la grande fortuna di avere con me Luigi Martelletta che firma tutte le coreografie, sebbene io vi collaboro. Luigi è un mio coetaneo, è un amico d’infanzia, siamo cresciuti insieme. Lui mi conosce perfettamente e chi meglio di lui poteva creare i movimenti di questo spettacolo? Vedo che pure il pubblico gode, si diverte, ha il suo momento lirico con il primo tempo di grande eleganza, coi grandi tanghi che balliamo sulle musiche di Astor Piazzola e le rielaborazioni di Alessandro Russo. Il secondo tempo presenta una storia con la tipica diatriba fra famiglie, dove chi ci rimette sono i figli ma nel finale le cose hanno un bel finale. Qui è stato Marco Schiavoni a musicare il sirtaki.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come mai le musiche hanno firme di gente di casa nostra, per tanghi e sirtaki? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato talmente tanto all’estero che ormai vorrei fare tutto in Italia. Ho fatto parte del London Festival Ballet, del Ballet Theatre Francais de Nancy, dell’Opera di Zurigo e del Ballet Concerto de Puerto Rico. In tournée ho portato talmente tanti spettacoli che non li ricordo quasi più tutti e adesso vorrei fare tutto in qui e ri8adattarlo con amici. Vedi, il sirtaki è del grande Theodorakis, è quello, ma si possono fare cose nuove. Non è obbligatorio lasciare tutto come è stato fatto. Ci sono voluti due mesi di ricerche per scegliere esattamente quali musiche volevamo usare e mostrarle ai ballerini affinché a loro volta scegliessero quanto gli sembrava meglio. Come faceva Stravinsi, insomma: abbiamo ricostruito la logica del balletto che nasce assieme alla musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mi stai dicendo che questo spettacolo è un patchwork di musiche del mondo, dall’Argentina alla Grecia e il tutto è made in Italy&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fantastico! Cosa  contate di fare subito dopo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Milano andremo in tanti altri posti, questa tournée è lunghissima e abbiamo ancora 80 date fino ad aprile! Poi organizzeremo il tour estivo e quindi decideremo che fare d’inverno. C’è tanta stanchezza ma anche tanta gioia a vivere così. Siamo orgogliosi di potercela fare e divertirci ancora tanto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-4728383508553832615?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/4728383508553832615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=4728383508553832615&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4728383508553832615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/4728383508553832615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/dal-tango-al-sirtaki-paganini-ripete.html' title='Dal tango al sirtaki, Paganini ripete'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-3514886169836887854</id><published>2007-02-24T08:41:00.000-08:00</published><updated>2007-02-24T08:45:19.733-08:00</updated><title type='text'>Anch'io volevo cambiare il mondo</title><content type='html'>Luca Barbareschi è un uomo pieno di contraddizioni. Si definisce un solitario che non parla mai con nessuno. E' senza filtri, tanto da risultare volgare, troppo arrogante e aggressivo. Invece non solo è davvero così ma è anche un uomo dolcissimo, che coltiva infiniti sogni e tenta disperatamente di renderli veri, disperandosi quando non ci riesce. Quando ne va in porto uno, sorride felice per un po'. Al Teatro Manzoni di Milano fino al 3 dicembre presenta "Il sogno del principe di Salino: l'ultimo Gattopardo". Sta terminando un film poliziesco in quattro puntate per la TV tedesca, "Donna Roma". Su RAI1 andrà in onda a breve "Giorni da Leone 2", quattro episodi di commedia brillante diretti da Francesco Barilli, con Lucrezia Lante della Rovere come partner. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Milano, questo tour prosegue a Siena, Pistoia, Varese, Savona, Carpi e Carrara. Ci sono cartelli di 'tutto esurito' ai botteghini. Il produttore ha spiegato che, grazie all'erede di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ancora vivente e abitante a Napoli, è stata recuperata tutta la documentazione storica con cui era stato scritto il romanzo, che sono fatti di cronaca, con personaggi tutti realmente esistiti con tanto di nome e cognome e con fotografie ad attestarne l'autenticità. Mentre Luchino Visconti fece un'operazione hollywoodiana, dirigendo il celebre film degli anni '6o, qui il regista e sceneggiatore Andrea Battistini  ha costruito una drammaturgia nuova, scritta col linguaggio di adesso, sulla base delle lettere originali. Neppure la recitazione somiglia a nulla di già visto o letto, perché è basata sui personaggi della  realtà più che su quelli del romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mancavi dal Manzoni da un po'. Contento? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo posto mi ricorda tante cose, tante battaglie, tante polemiche. Ricordi bellissimi perché, oltre ad altri spettacoli, qui sono stato con "Amadeus" e Roman Polanski. Quando parlai di questo progetto, alcuni dissero: 'Polanski? Ma non è morto?'. Come no, difatti dopo un po' ha vinto 14 Oscar! Anche allora il progetto era nato senza soldi, ma alla fine ho restituirto tutto. Come farò adesso, che di nuovo lavoro senza sovvenzioni pubbliche. Non mi danno mai nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ti piace di questo 'Gattopardo'? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero che si ride, e molto, ma nel Gattopardo ho ritrovato parole di bellezza, di sintesi, come certe pennellate di un pittore. Ho un'anima molto politica e questo è lo spettacolo che mi ha turbato di più nella carriera, nel senso che coincide con una piccola sconfitta della mia vita. La sconfitta del cinquantenne. Ho avuto tanto, perché la mia carriera è stata bellissima, però da giovane i sogni non erano pochi ed erano altri. Volevo cambiare il teatro, volevo cambiare il sistema del cinema, volevo cambiare tante cose. Poi c'è il punto di arrivo, in cui mi sono accorto che non sarei più riuscito a cambiare nulla. Probabilmente nessuno, da solo, potrà mai cambiare le cose. E, nel Gattopardo, questa malinconia coincide molto nelle cose in cui credevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In che senso? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché praticamente quello che accade oggi in questo Paese è molto simile a quello che accadeva cento anni fa: la Sicilia di allora è diventata l'Italia di oggi. Come vedere e non vedere quel che accade. Come a Napoli, no? Sembra che tutti, improvvisamente, ci siamo accorti l'altro ieri cosa c'è. Napoli è una tragedia dai Borboni a oggi, non è che sia cambiata in tre giorni. Per cui l'ipocrisia politica, la finzione, le balle dette continuamente, riportano ai dialoghi di questo Gattopardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa pensi del tuo lavoro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono l'unico che ha portato un format televisivo in America per cento puntate, un record imbattuto, con 'That's Amore'. Io aspetto, ma quando c'è un convegno non mi invitano. Sono l'unico italiano che recita in inglese suoi palcoscenici inglesi. Questo Gattopardo se lo traduciamo, lo porto all'estero con una compagnia nuova, perché sono l'unico a poter recitare in lingua. Mi mangio in insalata gli attori stranieri, ho un orgoglio italiano che va oltre l'arroganza. Che non mi si parli di questi dementi attori americani! Perché gli italiani si inginocchiano davanti a qualunque demente straniero? Noi abbiamo il talento naturale, superiore agli altri e ce lo dicono tutti quelli che vengono qua. Gli altri hanno solo un grosso impianto industriale dietro le spalle, ma noi possiamo vantare un Gianni Santuccio, un Salvo Randone, un Tino Buazzelli. Noi siamo figli di questa storia, di Edoardo De Filippo, di attori che vanno da Glauco Mauri a Gabriele Lavia. Abbiamo una storia meravigliosa, sedimentata nel tempo. Chi può fare il paragone tra me e un Burt Lancaster?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lavorare con Roman Polanski ti ha emozionato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roman è il più grande regista del mondo, secondo me. E' un artigiano, una persona che, quando lavora con te, ha l'espressione di un bambino. Conservo le foto del programma di sala di 'Amadeus' dove Roman è appoggiato, durante le prove e ci guarda con dolcezza, semplicità. Lavorare con lui è bellissimo perché partecipa in tutto e sa che se c’è una certa gelatina ci sono i colori, che c'è il legno che può piegarsi fino a un certo punto e che il tulle ha una certa sensibilità. Perché questo è un lavoro che richiede capacità manuale e c'è la tradizione dell'artigiano, del tramandare di padre in figlio. Per questo è stato un privilegio lavorare con lui, come anche fare il musical 'Chicago', come vivere con altri che ho nel cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Com'è questo Gattopardo così inedito? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è qualcosa che mi è piaciuto ed è l'ironia. E' un burbero, il Gattopardo. E' una persona che non sorride mai, che attacca sempre, brontola, si arrabbia. Perché era amareggiato, erano tempi che tra moglie e marito si davano del voi. Ho cercato di non fare il comico, perché non si ride sempre ma ci sono tante scene bellissime, di confronti tra il pensiero laico e quello cristiano, di scontri tra potere, famiglia. E la mia prepotenza nei confronti dell'Onnipotente è molto forte. Qui si parla di morte, si aspetta la morte, la si sfida, non c'è la paura di morire. Il dolore del Gattopardo è tremendo per via del bilancio della sua vita, come quando si chiede: 'Ma quanto ho vissuto veramente, al netto di tutto? Due, tre, quattro anni? Poi basta'.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-3514886169836887854?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/3514886169836887854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=3514886169836887854&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3514886169836887854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/3514886169836887854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/anchio-volevo-cambiare-il-mondo.html' title='Anch&apos;io volevo cambiare il mondo'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-6364823256014930570</id><published>2007-02-24T08:40:00.001-08:00</published><updated>2007-02-24T08:40:52.627-08:00</updated><title type='text'>David Riondino, cavaliere senza macchia</title><content type='html'>Al Teatro Ciak fino al 16 dicembre, poi in tour lungo tutta la penisola italica, due personaggi che non sembrava potessero lavorare assieme si ritrovano in &lt;b&gt;Todos Caballeros&lt;/b&gt;. Uno è David Riondino, poeta intellettuale, l’altro è il buffo ignorante Dario Vergassola. Ma i cliché non corrispondono alla realtà e a sorpresa ci propongono due personaggi di fama eterna: Don Chisciotte e Sancho Panza, i protagonisti del romanzo scritto da Miguel de Cervantes nel Cinquecento e che racconta storie fantastiche di amori e avventure, qui riproposto fra la Spagna medioevale e l’Italia dei giorni nostri. Il testo teatrale è scritto dai nostri due eroi attuali e il pubblico, coinvolto, capirà perché dovremmo vivere come cavalieri, capaci di combattere il male e usare il cuore per salvare i nostri ideali. Mi spiega tutto David Riondino, col suo sorriso all’inglese e lo sguardo ironico e gentile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa vi porta a stare assieme, te e Dario? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un elemento di natura toscana: lui è di La Spezia, che sta al confine fra Liguria e Toscana e io sono di Firenze. Stiamo dentro a quest’area umoristica. La collaborazione nacque perché ci si esibiva sullo stesso stesso palco, ognuno con le sue canzoni e i suoi testi. Finché ci siemo chiesti perché non farlo assieme? Avremmo fatto meno fatica, anche si i nostri repertori erano diversi. Così nacque I Cavalieri del Tornio, che abbiamo fatto girare per un paio d’anni. L’evoluzione è stata di pensare quasi naturalmente a Don Chisciotte e a Sancho Panza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Così arrivate a Todos Caballeros? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì. E’ nato come teatro umanistico e si basa cu un presupposto: il Don Chisciotte fu pubblicato nel 1605, quindi sono passati 500 anni, mezzo millennio. Era una data da celebrare. Il capo progetti era Giorgio Albertazzi, che non poteva venire e così mi ha proposto Dario Vergassola. Io gli ho detto, credo che lui non abbia mai letto un libro e Albertazzi mi dice che neppure Sancho Panza ha mai letto un libro. Così arriva Dario e si comincia a parlare quasi come i veri personaggi. Ne viene fuori un bel teatro cabaret umoristico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vi ispirate a qualcuno, per lavorare in coppia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso a Ciccio e Franco, che pure fecero un Don Chisciotte. Però noi ridiamo vita a un vero Sancho Panza, io non me la posso raccontare! Lui ha quel senso comune, elementare ma molto intelligente di tutti i Sancho del mondo. Secondo la maggior parte dei critici, anche in passato, il vero protagonista è Sancho Panza, che diventa l’erede del cavaliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ma tu, come vivi il tuo personaggio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bello del romanzo è che Don Chisciotte non è scemo. La storia vera è che un mago cattivo trasforma i giganti in mulini a vento, apposta per contrastare le imprese del cavaliere. La realtà, degradata e aggressiva, è l’effetto di un mago crudele, che ci impedisce di vivere seguendo il cuore. In tutti noi c’è una parte eroica e la realtà che viviamo non è l’unica possibile. Quando i giganti vengono trasformati in mulini, e Dulcinea diventa una rozza contadina… Il mondo non può essere solo una brutale realtà da attraversare, impotenti. Bisogna reagire e combattere contro chi vuole distruggere i nostri sogni e renderci la vita difficile e triste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anche se risulta impossibile? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Cavaliere la possibilità di vedere la realtà vera. Don Chisciotte potrebbe apparire come un Vangelo, offrendo del mondo una chiave evangelica, visionaria, rivoluzionaria. A Cuba c’è una statua di Don Chisciotte! Lui era capace di immaginare un mondo di giustizia. Nel libro, libera dei carcerati dicendo loro che ogni delitto dipende da non aver avuto tante opportunità, ma solo una vita degradata. Per questo Cervantes ha avuto tutto questo successo, oltre agli altri innumerevoli argomenti da sviscerare. La cosa davvero interessante nella nostra operazione teatrale è che Dario Vergassola si è trovato travolta in questa impresa esattamente come Sancho Panza. Cioè, sapendo molto poco ma fidandosi e facendo quanto gli si chiedeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa vuoi dire? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo tenuto Dario nella totale ignoranza del progetto teatrale. Questo fa sì che in effetti noi non recitiamo, ma mettiamo in scena una cosa vera. Ora contiamo di portare in giro questo spettacolo per un po’, anche un paio d’anni. Facciamo una tournée continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come funziona la vostra vita privata? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, ah. Siamo privati della vita privata… Principalmente abbiamo bisogno di andare in scena perché siamo talmente nomadi, come tutti i performer, che il palcoscenico è come il salotto di casa nostra. E’ un posto dove si tiene un party col pubblico. Manca solo il tè, che gli daremmo volentieri, fosse possibile. Facciamo anche radio e televisione, quando capita, ma il nucleo principale del lavoro è in teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come la mettete con le relazioni intime, diciamo così? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma un privato esiste, guai se non ci fosse il privato. Dario ha 48 anni, io ne ho 53 e le fortunate Dulcinee che ci avvicinano, con noi vivono un meraviglioso romanzo. Inoltre, non credo che gli attori abbiano una vita migliore o peggiore di un uomo stanziale. O di una capitano d’industria o di un grande manager: sono loro che hanno difficoltà nella vita privata, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-6364823256014930570?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/6364823256014930570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=6364823256014930570&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/6364823256014930570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/6364823256014930570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/02/david-riondino-cavaliere-senza-macchia.html' title='David Riondino, cavaliere senza macchia'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-116818760420036436</id><published>2007-01-07T08:32:00.000-08:00</published><updated>2007-01-07T08:33:24.216-08:00</updated><title type='text'>Serena Sinigaglia debutta con '1989 Crolli'</title><content type='html'>Lunedì 8 gennaio la regista debutta in prima nazionale al Teatro Leonardo di Milano con 1989 Crolli, ovvero del disorientamento, con Fabio Chiesa, Mattia Fabris, Matilde Facheris, Stefano Orlandi e Marcela Serli. Serena Sinigaglia, 33 anni, si è diplomata in regia all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 1996 e, dopo aver lavorato con Gabriele Vacis e Gigi Dall’Aglio, ha fondato l’ATIR (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca) di cui è presidente e direttore artistico. Parlando con noi si concede con generosità a divagazioni interessanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ci racconti di questo debutto nazionale, 1989 Crolli ? &lt;br /&gt;E’ importante dire che è l’ultimo capitolo di una trilogia su cui ho lavorato per 10 anni. Trilogia che ho chiamato “Incontri con epoche straordinarie” prendendo spunto dal volume di Gurdjieff, che adoro. Lui scrisse ‘Incontri con persone straordinarie’ mentre io ho parlato dei tempi. Il primo fu 1943, Come un cammello in una grondaia, ovvero del coraggio, il secondo 1968, ovvero dell’incanto e ora, con 1989 Crolli, racconto dell’unico evento in cui ero viva e pensante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che questo ti abbia vista partecipe gli da un sapore diverso? &lt;br /&gt;Sì. C’è un tormento diverso, più viscerale, una incompiutezza nuova. Più una cosa ti è vicina, più ti fa paura. Questa opera è la più complessa della trilogia e ha un testo originale. Per 1943 avevo usato le ‘Lettere dei condannati a morte della resistenza’, un magnifico volume edito da Einaudi con la prefazione di Thomas Mann che ho usato come una Bibbia. Ho raccolto interviste originali e articoli di giornalisti impegnati: sono stata molto rigorosa nello scegliere le parole dello spettacolo. Come con 1968, dove mi sono attenuta a testi originali: ho usato solo parole tratte da documenti ufficiali, volantini, manifesti, discorsi. Tutti scrivevano, allora, è stata un’epoca molto verbosa. A chi voleva criticarmi ho risposto: ‘Parole loro, non mie’. E mi sono molto divertita, vi ho messo musiche dei Betles, dei Rolling Stones, di Bruce Springsteen…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece questo? &lt;br /&gt;E’ il primo testo che abbia scritto io ragionando su quegli anni. Credo che dal crollo del muro di Berlino, a cui si riferisce, dopo la caduta del comunismo, l’uccisione di Ceausescu e fino a Saddam, tutto si ripeta nell’indifferenza. Ora capisco che anche la guerra fredda non era la fine ma l’inizio di un’altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti sei trasformata in una storica, tuo malgrado? &lt;br /&gt;Sì, ma voglio andarci giù dura, dal mio punto di vista. Avevo 16 anni nel 1989 e ci rifletto adesso: se io oggi sono quella che sono, è anche per quanto è successo allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa ti riferisci? &lt;br /&gt;Se il comunismo è crollato e il capitalismo, con la sua sfrontatezza, ha prevalso non è stato solo un fatto economico. Sono cresciuta circondata da inviti a comprare in modo sfrenato e a non credere in alcun ideale. Accidenti se sono cresciuta così! Adesso quella roba è anche oltre, è tracotante, non tentano neanche di mascherarla. Tutta l’economia capitalista senza valori dilaga senza freni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credi che prima fosse diverso? &lt;br /&gt;Quelli di prima avevano avuto delle speranze ma sono rimasti delusi e non hanno saputo insegnarci nulla. Hanno vinto quelli che spendono di più. Oggi mi chiedo se compro i biscotti che fanno male agli indiani che lavorano senza regole o quelli che fanno venire il cancro? Tutti hanno capito di dover cambiare proprio per non cambiare nulla. A quei tempi, Putin non era un maggiore del KGB? E diventa amico di Berlusconi, il quale dice che i comunisti mangiano i bambini? Non è un corto circuito, questo? Ho letto tantissimi documenti autentici e direi che la morte di Ceausescu è servita a pulire la faccia a chi ora è nei governi ‘democratici’, con tanto di libero mercato democratico. Tutto questo è cominciato nel 1989 e non vedo nulla da festeggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimpianti? &lt;br /&gt;No, non ritengo affatto che il comunismo dovrebbe tornare, non me ne frega niente. Ma i valori della giustizia, dell’onestà, della speranza, ci mancano. Credo che oggi non resti altro da fare che prendersi le proprie responsabilità e stringersi forte a quelle. Difatti l’ultima parte dello spettacolo l’ho dedicato ad Anna Politkovskaja, anche se io forse non avrei saputo, come lei, con due figli, correre simili rischi. Lei lo ha fatto, fino in fondo, come il ragazzo di piazza Tienanmen, piccolo e solo davanti ai carri armati. Non credo si possano fare gesti davvero eroici. Ma pure io: nel mio piccolo, sono una donna, una regista, vivo in un Paese di cattolici ortodossi e rinuncio ai soldi. Perché chiunque faccia teatro, qui, almeno per 20 anni sceglie la povertà ed è considerato una merda, eppure io lo faccio. E' la mia responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti senti davvero così? &lt;br /&gt;Per me la Politkovskaja è il vero esempio. Me ne frego se non ho i soldi per fare quello che vorrei, va bene così. Vedi, tutto è legato all’ingiustizia sociale. Bisognerebbe creare un sistema equo dal punto di vista della giustizia sociale, ma rispettando le diversità individuali. Ecco il grande errore del comunismo: noi non siamo affatto tutti uguali, ma dobbiamo avere gli stessi diritti! Nessuno somiglia a un altro ma dovrebbe essere trattato allo stesso modo. Poi, considera che negli anni ’80 sono nati i personal computer: il 1989 è stato come una terra di confine con la globalizzazione. Ha segnato la fine di tutte le guerre precedenti e l’inizio di una nuova forma di guerra globale, anche per l’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’altro ci dici dello spettacolo? &lt;br /&gt;E’ il primo che ho scritto e mi sono servita dell’aiuto di quattro drammaturghi, scelti attraverso un concorso fatto da AtirTeatro. Hanno risposto in 30, li ho selezionati e quattro mi hanno aiutata nei testi. E’ stata una follia ma dovevo farlo, sono una testarda. Ci tenevo, è uno spettacolo incompiuto e potrebbe aprire ad altri tre spettacoli. Ma vorrei seguire altri argomenti, più avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-116818760420036436?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/116818760420036436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=116818760420036436&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116818760420036436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116818760420036436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2007/01/serena-sinigaglia-debutta-con-1989.html' title='Serena Sinigaglia debutta con &apos;1989 Crolli&apos;'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-116507576005798281</id><published>2006-12-02T08:08:00.000-08:00</published><updated>2006-12-02T08:09:20.060-08:00</updated><title type='text'>Annig Raimondi e il genio maledetto di Antonin Artaud</title><content type='html'>Ha cominciato a recitare a 18 anni e ha fondato il Teatro Arsenale di Milano con Marina Spreafico e Kuniaki Ida nel 1979. Da allora si è sempre dedicata con profondo impegno all’interpretazione di ruoli difficili, spesso dimenticati. Piccola di statura, è fortissima di carattere, specie mentre si incarna nel pensiero di autori come Eschilo, Oscar Wilde, Harold Pinter, Marguerite Yourcenar, Yukio Mishima, Shakespeare, Allen Ginsberg, Pirandello e tanti altri. Cinema ne ha fatto poco: con Maurizio Nichetti ‘Domani si balla’, con Federico Fellini ‘La voce della luna’, per Gioia Benelli ‘La Famiglia’. Oggi insegna tecnica teatrale, tecnica vocale, educazione corporale, è regista e attrice. Lo scorso anno, il PAC di Milano ha dedicato un’importante mostra ad Artaud e le ha proposto di affiancarvisi con un evento teatrale. In prima nazionale, &lt;b&gt;Per farla finita col giudizio di Dio&lt;/b&gt; è al Teatro Arsenale fino al 17 dicembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché hai scelto questo testo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonin Artaud è stato commediografo, attore e direttore di teatro, ha scritto per la radio e le sue opere sono servite anche al cinema. Ho voluto scegliere e ho trovato valanghe di cose fantastiche, che nessuno ha mai fatto. Ho proposto ‘Per farla finita col giudizio di Dio’, come performance, mentre ancora lavoravo sullo spettacolo dedicato a Cèline. Due artisti completamente diversi ma che fecero uso del corpo in prima persona. Artaud, che ha vissuto la seconda guerra mondiale, attraversava i luoghi della storia urlando profeticamente sotto le bombe frasi che sembravano insulti ma erano l’esempio del marcio e della devastazione verso cui l’uomo sta andando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ti ha colpita maggiormente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho pensato che fosse interessante entrare nella materia di Artaud, che scrisse &lt;b&gt;Il teatro e il suo doppio&lt;/b&gt;, oggi superato anche se ha dato tanto. E’ un mito intoccabile. Artaud vuole lo spogliarsi di tutte le forme per trovarne di nuove, genuine. Aveva bisogno di ripercorrere i cliché del teatro come vita, il che è impossibile perché c’è sempre ‘anche’ la rappresentazione, come ci sono il rito e il mito. Nel 1947 gli commissionarono un’opera radiofonica e Artaud scrisse ‘Pour finir avec le jugement de Dieu’, subito censurata. E’ un genere di ‘apocalissi capovolta’, utile per arrivare alle più alte verità metafisiche. Lui morì a Parigi nel marzo del 1948, da solo in sanatorio e la censura su di lui venne tolta in Francia solo nel ’94. Nel ’99 questa opera fu trasmessa da Radio France, ma solo su satellite.&lt;br /&gt;. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;E’ così offensivo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, in questo grande urlo-proclama, si scaglia contro le gabbie, che sono non solo le carceri e i manicomi, ma i domini coloniali, la famiglia, le norme, gli usi, i costumi… Voleva avvertire, a modo suo, che stiamo andando verso la catastrofe, che bisogna ritrovare un modo più reale di esistere. Io ho costruito il testo includendovi appunti provenienti da ‘I Cenci’ e dal giudizio di Tantalo, con la tragica storia di Beatrice Cenci come la vide Shelley. La drammaturgia, non dimentichiamo, nasce da una storia vera del Cinquecento, dove un padre ammazza i figli, violenta la figlia che poi lo uccide. Lei viene processata e infine condannata. Ci sono ancora gli atti processuali. Qui la famiglia si crea regole proprie  e io l’ho usata come filo conduttore per il ‘Giudizio di Dio’. Artaud, in modi diversi, parla sempre della stessa cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Di cosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porta alla luce il suo pensiero: l’uomo vive dentro coordinate che gli impediscono di essere pienamente uomo, di vivere sé stesso. Si è ridotto a un surrogato d’uomo, non può più essere autentico. Ci fanno credere che esista un’altra vita, un altro mondo, ma intanto questa vita è una falsità. Aveva inventato una lingua perché quella che usiamo, che ci è stata insegnata, non serve ad esprimere il nostro vero sé. Come docente universitario, riuscì a farsi mandare in Messico e poi in Irlanda per tentare di scoprire il linguaggio dell’uomo, ma proprio in Irlanda fu denunciato. In seguito fu arrestato, messo in camicia di forza e internato in diverse cliniche dove lo sottoposero a oltre 50 elettroshock. Smise di nutrirsi, creò il ‘Teatro della crudeltà’, di cui includo un pezzetto all’inizio, per ripulirsi da tutto ciò che crea dipendenze. Non coltivava l’orrore né il sadismo ma intendeva che dal punto di vista dello spirito ci volesse rigore, applicazione, decisione assoluta, implacabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A te sembra pazzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lucidità del suo pensiero, l’ho capito a stargli dietro, è pericolosa. Non per la sua follia ma proprio per la lucidità estrema del suo pensiero, che porterebbe all’anarchia se accettato come tale. Noi conosciamo solo la capocchia di uno spillo tra le poesie che ha scritto, apparentemente incomprensibili. Mentre il suo vero obiettivo era farsi capire da tutti, soprattutto dalle persone semplici. Diceva: 'E' per gli analfabeti che io scrivo'. Era sempre alla ricerca di qualcosa, ha creduto che la radio servisse meglio del teatro, poi c’è tornato. Perfino pronunciare i suoi testi è difficile e ascoltarlo ancora di più, credo. Lui aggrediva il pubblico pensando di dover ‘rifare’ tutto e accedere a una sensibilità più alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come vivete l’interpretazione di questo testo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho un obiettivo, nel praticare il teatro, cioè dire: questo è quanto è passato a me, a noi. Una materia complessa, come questo testo, ha portato sul palco me, Riccardo Maria Magherini e Yumi Seto ad adoperare cinque diversi modi di riferirsi ad altri tra cui gli Stati Uniti. Nel ’47, esprimersi così non doveva essere comune. La sua tematica è ancora molto attuale. Con le installazioni sceniche di Ernesto Jannini, il video di Virginio Liberti, le musiche di Maurizio Pisati, le luci disegnate da Fulvio Michelazzi e i costumi di Ambra Rinaldo, abbiamo inserito un lavoro tecnologico molto importante per quel che avviene in scena. Abbiamo proposto l’anteprima a Nerviano e, con grande sorpresa, abbiamo dovuto giustificarci col sindaco locale, spiegando quali sono le ragioni culturali che rendono valido il nostro spettacolo. Pare che il titolo avesse disturbato la parrocchia… e siamo nel 2006!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-116507576005798281?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/116507576005798281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=116507576005798281&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507576005798281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507576005798281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/12/annig-raimondi-e-il-genio-maledetto-di.html' title='Annig Raimondi e il genio maledetto di Antonin Artaud'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-116507565868385558</id><published>2006-12-02T08:06:00.000-08:00</published><updated>2006-12-02T08:07:38.686-08:00</updated><title type='text'>Peter Brook, magico folletto teatrale</title><content type='html'>Ormai è senza età, sta tutto in quegli occhi dai riflessi color del cielo che esprimono l’intensità di un bimbo che ancora non parla ma si fa capire. Sono pochissimi i grandi saggi della statura di Peter Brook, uomo che regala la sensazione di essere fortunati a poterlo ascoltare, conoscere, incontrare. A Milano ha presentato, al Piccolo Teatro Studio e solo fino al 25 novembre, “Sizwe Banzi Est Mort”. Gli autori, Athol Fugard, John Kani e Winston Ntshona lo scrissero nel 1972. Ora, Marie Hélène Estienne lo ha riadattato in francese e tutti gli spettatori applaudono con emozione i due interpreti, Habib Dembélé e Pitcho Womba Konga. La storia è piccola, racconta dei problemi dei poveri neri del Sud Africa quando c’era ancora l’apartheid, ma sembra scritta l’altro ieri e potrebbe avere senso in qualsiasi luogo del pianeta. Il che costringe a riflettere, uno dei motivi per cui Brook fa e ama il teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Crede che abbia senso continuare a mostrare gli aspetti negativi della società umana se poi tutto sembra peggiorare, nel mondo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se anche il Papa fosse qui adesso, potremmo chiedergli di dirci se tutti sono buoni o cattivi? In qualsiasi luogo esistono espressioni gentili e visibili, sui volti della gente, ma nessuno sa cosa davvero accada all’interno. Compito dell’artista è percepire le correnti emotive che passano, sempre. Talvolta, tutti sono toccati da qualcosa, menti e cuori sono attratti da un soggetto che un attimo dopo è perduto. L’arte del teatro altro non è che essere un po’ più sensibile a questi movimenti. Da almeno 20 anni ci sono cambiamenti continui, molti dovuti allo shock di fronte agli orrori del mondo e, talvolta, qualcosa migliora. Ma altrove, altre cose sono state sommerse, come dalla lava di un vulcano. Ingiustizie sono state compresse per talmente tanto tempo che infine esplodono, come vulcani. Così, a livello globale, tutto cambia, sempre più rapidamente e si direbbe che vada verso il basso, verso la catastrofe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Allora sembra pure a lei?...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia delle evoluzioni dei continenti, queste sono state diverse. l’Africa è sempre stata sfruttata, ma forse il cambiamento di tale condizione potrebbe corrispondere al declino dell’Europa. Quando Asia, Cina e Medio Oriente arriveranno allo sviluppo reale, forse si uccideranno tra loro. Certo, sarà prima il turno dell’America Latina a emanciparsi, ma finalmente sarà il turno dell’Africa. Perciò, dovremmo smettere di parlare di globalismo e guardare alle piccole cose. Esistono molte stratificazioni esterne nelle tradizioni, di umanità ed esseri umani che l’Occidente non ha ancora visto né rispettato. Noi dobbiamo accogliere queste culture, che già ora si stanno perdendo per miseria, morte, urbanizzazione. Abbiamo allestito spettacoli di africani che ancora raccontano dell’importanza della tradizione orale, che hanno sacrificato la vita per dire che non ci sono libri o monumenti nella cultura africana, ma il pensiero scorre tra persone, famiglie, civiltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;E’ facile farsi capire da chi è diverso da noi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto bisogna evitare di porsi nei confronti degli altri con un senso di superiorità. Il modo migliore è mostrare loro che vivremo un’esperienza di insegnamento per noi. Bisogna sempre rispettare la cultura e le tradizioni altrui e, dopo tante esperienze con attori africani di vari Paesi, abbiamo sviluppato un contatto con l’Africa del Sud, che ha una specificità unica rispetto al continente tutto. C’è una tradizione profonda, legata non solo ai villaggi, rurale come altrove, ma dove la struttura delle grandi città era spersviluppata e legata al mondo dell’Occidente. Johannesburg sembrava Chicago. Così non c’è una relazione tra le epoche storiche ma un avvicinamento stridente. Questa orribile situazione dell’apartheid non era esclusiva del Sud Africa, ma drammatizzava quanto accade in qualsiasi parte del mondo. Gli attori africani recitavano non per un gran pubblico ma per bisogno, per fare in modo che quanto era nascosto apparisse in modo visibile. Usavano solo il corpo, mancando di mezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sono tanto diversi dai nostri attori?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il lavoro così difficile che si è svolto in Inghilterra, in Polonia (penso a Grotowski), negli Stati Uniti o in Italia, che è molto intellettuale… Be’, lì accadeva semplicemente, senza conferenze stampa né presentazioni ufficiali. Anche noi lo avevamo creato così, al Theatre de la Buffes du Nord, con soli 2 attori che raccontavano cosa fosse l’apartheid, col corpo solo. E oggi “Sizwe Banzi Est Mort” è un oggetto artistico o culturale da rispettare non come fosse Ibsen, ma perché ha la capcità di raccontare cose durissime con humour. E’ un’opera carica di enregia vitale e racconta la via della sopravvivenza per noi e per gli altri esseri umani. Perché c’è tutto, in questo teatro, tranne l’odio. Vivere senza identità, senza documenti, non tocca più solo un piccolo territorio, ma è ovunque e rende la vita di moltissime pesone, in moltissimi luoghi, qualcosa di scadente. Per questo abbiamo sentito il dovere di metterlo in scena ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-116507565868385558?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/116507565868385558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=116507565868385558&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507565868385558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507565868385558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/12/peter-brook-magico-folletto-teatrale.html' title='Peter Brook, magico folletto teatrale'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-116507555647956747</id><published>2006-12-02T08:04:00.000-08:00</published><updated>2006-12-02T08:05:56.490-08:00</updated><title type='text'>Rabih Abou Khalil, incontro musicale fra Oriente e Occidente</title><content type='html'>La cittadina più affascinante del Marocco è Fès, con le mura color ocra e il gigantesco souk della Medina. Ospita la più antica università conosciuta al mondo, letterati, teologi e artigiani, a cui offre l’almosfera dei suoi altopiani. Qui, da una dozzina d’anni si svolge Spirit of Fès, nominato dalle Nazioni Unite nel 2001 come uno dei dieci più rilevanti eventi internazionali per il Dialogo fra le Culture. La manifestazione ha un forum intitolato “Dare un’anima alla globalizzazione” il cui obiettivo principale è l’adozione di musica, arti e dibattiti, con esperti provenienti da tutto il mondo, quali strumenti per contribuire alla pacifica convivenza tra popoli. Per il secondo anno, Milano ospita in trasferta una quantità di musicisti e un cartellone che offre loro collaborazioni nostrane in differenti spazi, dove tutti sono stati applauditi da un pubblico attento e appassionato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 27 novembre c’è l’ultimo appuntamento, il concerto più atteso al Teatro Dal Verme alle ore 21. Presenta il musicista e compositore di origine libanese Rabih Abou Khalil, cresciuto in una Beirut cosmopolita che negli anni ’60 e ’70 era considerata un gioiello del benessere. Khalil ha lasciato il suo Paese durante la guerra civile del 1978 e si è trasferito presso Monaco, in Germania, dove vive tutt’ora. L’artista è uno dei più noti solisti di liuto arabo del mondo e, fin dai primi anni ’80, ha proposto una miscela originalissima di suoni orientali con improvvisazioni jazz. Compone molte delle sue melodie e viene considerato un virtuoso. Ha riportato in auge il liuto anche grazie all’utilizzo anomalo che ne fa. La sua tradizione classica è diversa dalla musica maghrebina: è musica araba orientale infiltrata da improvvisazioni jazz. Ho intervistato il suo impresario e amico, Fabrizio Guglielmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come si presenta questo artista? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“Ai suoi concerti la gente balla! Trascina il pubblico, letteralmente. Khalil ha un ottimo rapporto coi componenti del suo quintetto, formato da due italiani, Luciano Biondini alla fisarmonica e Gavino Murgia ai sassofoni e voce, il francese Michel Godard alla tuba e Jarrod Cagwin alla batteria. A noi piaceva l’idea di musica come strumento di comunicazione universale tra popoli, reale. Così come è reale e palpabile la capacità di congiungimento fra civiltà”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come il suo gruppo musicale multietnico? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“Certo, è il modo migliore di corrispondere alle caratteristiche dei dialogo fra culture, tipico del Festival di Fès e dello spirito autentico di Rabih, un grandissimo musicista capace di far venire i brividi a tutti quelli che lo ascoltano, per l’intensità e l’incredibile bravura che esibisce. E’ ambasciatore culturale del suo Paese: non si occupa di politica ma è per la pace, da un punto di vista culturale. Al Festival di Fès si riuniscono artisti sia dal Brasile come dall’Estremo Oriente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa pensa dell’Italia, Khalil? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“L’ama molto, ha girato personalmente il nostro Paese fino a quando ha trovato, scelto e ingaggiato i due musicisti che ora formano il suo Quintetto. Talvolta suona in Trio, dipende dal genere di impegni. Ama molto pure le donne e per le italiane credo abbia avuto particolare attrazione. Ma non direi di più, è sposato e ha figli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa ci dici del suo insolito strumento? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il liuto è molto bello da ascoltare ma è un po’ rigido, anche se commovente. Però Kabih lo ha sdoganato e lo usa quasi come una chitarra! Non direi che suoni world music, ma piuttosto un genere cosmopolita. E’ stato definito dai critici britannici un artista unico, capace di creare un territorio comune fra musica araba e improvvisazione di matrice jazz. Penso che nessuno l’abbia mai fatto, prima di lui e certamente nessuno sa farlo così bene”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ci sono sue incisioni? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“Sì, ha pubblicato numerosi album a cui spesso ha disegnato personalmente la  copertina. I suoi titoli più recenti sono ‘Il Sospiro’, in cui regala degli assolo col liuto e ‘Journey to the Centre of an Egg’, in cui continua il genere di ricerca musicale che ha iniziato a sviluppare fin dagli anni ’70. Ma ci sono dischi come ‘Sultan’s Picnic’ degli anni ’80, ‘Arabian Waltz’ e ‘Odd Times’ che pure esprimono il suo pensiero e il suo incredibile talento. Compone anche per altri musicisti ma il suo ensemble, con cui lo vedremo lunedì, è superlativo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-116507555647956747?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/116507555647956747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=116507555647956747&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507555647956747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116507555647956747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/12/rabih-abou-khalil-incontro-musicale.html' title='Rabih Abou Khalil, incontro musicale fra Oriente e Occidente'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-116021698483322201</id><published>2006-10-07T03:27:00.000-07:00</published><updated>2006-10-07T03:29:44.846-07:00</updated><title type='text'>Serena Sinigaglia e la città di M.</title><content type='html'>Al Teatro Verdi di Milano martedì 10 ottobre 2006 c’è il debutto nazionale di Qui città di M diretto da Serena Sinigaglia. Le chiediamo chi è lei e come ha creato la sua nuova produzione teatrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo è ambiguo. Che significa?&lt;br /&gt;Per fare questo lavoro ho commissionato l’opera a un autore. Piero Colaprico mi piaceva, mi incuriosiva. Lui nasce giornalista e scrive libri noir. Poi c’è il mio desiderio di dedicare ad Arianna Scommegna un monologo. Lei è fantastica, specie qui dove interpreta sette personaggi. Sia lei sia io siamo milanesi e ovviamente abbiamo storie tormentate che vorremmo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che senso, ovviamente?&lt;br /&gt;Tutti hanno le loro storie tormentate, a Milano. Un milanese senza una storia tormentata è un mostro. E volevamo parlare di questa nostra città, così poco cantata. Gira e rigira tornavo sempre al Manzoni. Non che vi sia nulla di male, ma  pensa a Venezia, ad esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Be’, magari Venezia ispira di più!&lt;br /&gt;Appunto. E noi? Io avevo voglia di fare qualcosa di ispirato vivendo qui. Il mio è un atto d’amore dovuto, a una città che amiamo e odiamo. Cercavo un autore che mi facesse battere il cuore e non lo trovavo. Finché in libreria ho trovato questa Trilogia della città di M, scritta da uno che arriva da Putignano. L’ideale. Chi capisce Milano meglio di un pugliese? Inoltre Pieto Colaprico scrive noir, l’equivalente di un rebus per la mente. Una delle poche cose che riesco a fare quando non lavoro è leggere dei gialli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ricordi Fausto Russo Alesi?&lt;br /&gt;Lui è un attore talmente bravo che ora lavora con Ronconi. Facemmo assieme Natura morta in un fosso, in cui la mia messa in scena e il suo lavoro d’attore erano fortemente intrecciati. Fu una grande, bella esperienza. L’ultima cosa che ho fatto con lui è Il Grigio di Gaber, per il Piccolo. Ora vorrei lanciare Arianna come ho fatto con Fausto. Anche lei ha la capacità di caratterizzare e qui il gioco si fa molto divertente. Ho commissionato un lavoro per 5 o 7 personaggi. Piero Colaprico, dopo lo stupore nel sapere che si trattava di un monologo, ha capito e si è messo a scrivere. Ho partecipato al lavoro della sceneggiatura per modellarla al palcoscenico. Arianna potrà mostrare il suo valore e sancirlo. Invito tutti a vedere quanto è brava questa ragazza, che merita più di quanto abbia avuto finora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quella fantastica edizione di Romeo e Giulietta che ti ha consacrata anni or sono?&lt;br /&gt;Oh, sono passati più di dieci anni! Romeo e Giulietta è proprio la giovinezza, quel momento della vita che non ti chiedi cosa fai ma lo fai e ci azzecchi. Io avevo 21 anni e non è che me lo sia goduto più di tanto: l’ho fatto e basta. Ricordo che mi stupivo quando la gente rideva, le reazioni del pubblico mi sconcertavano. Fu una grande gioia, quel successo che non capivo. E mi ha permesso di stabilizzare la compagnia appena nata, che ha potuto fondarsi su uno spettacolo forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora come ti senti?&lt;br /&gt;Invecchiata. Lo so, ho soltanto 33 anni, come Cristo. Ma lavorando 15 ore al giorno resta poco tempo per la vita privata. Ora ho il piacere del tempo che passa e mi ritaglio spazi per me, per gli affetti, la salute, come fra poco che vado a fare ginnastica. Bisognerebbe vedere i colleghi, tutti gli spettacoli degli altri, ma non ci riesco. Quando avrò tempo scriverò, ho pure questo desiderio. Non sarà sempre così. Uno alterna anni di grandi produzioni, come ora che ne faccio 4, con anni di tournée, in giro. E poi dipende dai soldi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa guadagni?&lt;br /&gt;Noi della compagnia siamo autofinanziati, ci diamo 620 euro al mese e neppure ci sono sempre. Io guadagno con le opere liriche, lì si viene pagati. Ma per fare il teatro come lo facciamo noi, autoprodotti come con Le Troiane, che ha 12 attori… Così ci sacrifichiamo. Non lavoro 15 ore al giorno perché mi piace tanto! Io amo l’ozio: da qui nasce la creatività. Purtroppo ho vissuto tra gli anni ’90 e adesso, tempi in cui la cultura è stata tagliata a colpi di mannaia. In fatto di cultura, il pubblico è enormemente più sensibile delle giunte che lo rappresentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’altro fai?&lt;br /&gt;Dei laboratori col Piccolo Teatro, che mi ha lasciato carta bianca per il mese di aprile 2007. E’ una bella soddisfazione, sono contentissima. Userò lo spazio del Teatro Studio in modo non convenzionale e porterò Le Troiane di Euripide e quindi Le donne in parlamento di Aristofane, una nuova produzione che mi traduce Laura Curino. E preparo l’ultimo pezzo della trilogia sui tempi. Dopo 1943 e 1968, sto preparando 1989, l’anno delle cadute. Del muro di Berlino, ma anche di altre cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista di Daniela Cohen (pubblicata da ePolisMilano)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-116021698483322201?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/116021698483322201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=116021698483322201&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116021698483322201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/116021698483322201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/10/serena-sinigaglia-e-la-citt-di-m.html' title='Serena Sinigaglia e la città di M.'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-115962417978846108</id><published>2006-09-30T06:45:00.000-07:00</published><updated>2006-09-30T06:49:39.800-07:00</updated><title type='text'>Jannacci al Piccolo</title><content type='html'>Enzo Jannacci è un personaggio della canzone italiana talmente anomalo, talmente improbabile, da rischiare di essere ricordato, un domani, come il padre di Paolo Jannacci. Ha messo al mondo un ragazzo che è diventato un grandissimo artista e lo ha amato tanto, senza troppo girargli attorno, fino a diventarne l’idolo e ispirazione. Non credo davvero ce ne siano tanti che, come lui, abbia amato l’unico figlio, la moglie e anche altre donne, il mestiere di cantautatore musicista ma anche quello del cardiologo e del medico della mutua. Non basta definirlo l’uomo dai mille volti, perché ognuno di questi è sempre lui, autentico. Jannacci è sincero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua è una carriera che non finisce di stupire, meravigliare e ammaliare. Già lo scorso tour era stato sensazionale, con una band che pareva una grande orchestra adatta a qualsiasi big show internazionale. Poi lui entrava in scena e cantava in milanese storie di poveracci, di emarginati di una volta, in una Milano nebbiosa che lasciava sul collo il grigio dei riscaldamenti a carbone. Le canzoni dei tempi di una guerra lontana, forse ancora presente nella mente di chi c’era, si sussueguivano a quelle storiche del suo repertorio, amatissime dal pubblico di ogni età. Un tempo parlava poco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi le battute a braccio fra un brano e l’altro rendono chiara la sua posizione, sociale e politica, senza polemiche gridate: esprimersi, questo sì. Con battute fulminanti, meglio. Qui al Piccolo si è preso il gusto di ricordare che ‘arrivare su questo palcoscenico rappresenta per qualsiasi artista un grande traguardo’. E che lui, il saltimbanco, il cantante delle scarp de tennis, lui oggi c‘è arrivato e altri no. Ha lavorato per anni senza badare a farsi capire, con un pubblico che spesso gli gridava “Voce!” mentre lui restava indifferente. Anzi, talvolta perfino creando subbuglio. Monologando, raccontava le sue dada-storie, avventure surreali vissute nella mente e nei ricordi. Chi lo capiva si è sempre fatto un sacco di risate, però. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora adesso è così: una risata e una stretta allo stomaco. Al Piccolo, solo per pochi giorni in apertura di stagione, ha dato inizio al tour ‘Teatro’, accompagnato da Paolo Jannacci alla fisarmonica, organo, chitarra e pianoforte, Daniele Moretto a tromba e flicorno, Sergio Farina alla chitarra acustica, Eliade Bandini a batteria e percussioni e Marco Ricci al basso, contrabbasso e violoncello. Giovedì 21 settembre è venuto a vederlo il suo amico e maestro Dario Fo, più volte citato nei racconti e infine invitato a salire sul palco, dopo il bis di fine spettacolo. Un boato di applausi ha convinto il giullare più famoso d’Italia, premio Nobel, in sala con una bella ragazza, a raggiungere Jannacci sul palco e a cantare con lui. Pubblico in delirio. Grida e standing ovation per tutta la durata del brano. Infine, sipario.                             &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Cohen&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-115962417978846108?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/115962417978846108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=115962417978846108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/115962417978846108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/115962417978846108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/09/jannacci-al-piccolo.html' title='Jannacci al Piccolo'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-115079841656653846</id><published>2006-06-20T03:12:00.000-07:00</published><updated>2006-06-20T03:13:36.590-07:00</updated><title type='text'>La Biblioteca In Giardino</title><content type='html'>Jonathan Carroll, Dennis Cooper, Carlo Lucarelli, Vincenzo Cerami, Paco Ignacio Taibo II, Federico Moccia, Cisco, Elliot Murphy.. per citarne alcuni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;letteratura, reading e set acustici: incontri d’autore nei giardini delle biblioteche milanesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autorevoli penne italiane e internazionali, mostri sacri della musica e personaggi dello spettacolo di grande presa sul pubblico: per il 2006, La Biblioteca In Giardino, tradizionale rassegna culturale estiva promossa dal Comune di Milano, arrivata quest’anno all’ottava edizione, propone un programma particolarmente ricco di sorprese. &lt;br /&gt;Nove appuntamenti, dal 30 maggio al 20 luglio, nei più bei giardini delle biblioteche milanesi, in cui si accenderanno i dibattiti dedicati alla situazione della letteratura, animati dai suoi stessi artefici e moderati da prestigiose firme giornalistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A inaugurare la rassegna, il 30 maggio alla Biblioteca Sormani, due grandi scrittori d'Oltreoceano: il maestro del genere horror Jonathan Carroll e l'acclamato Dennis Cooper. Gli appuntamenti seguenti prevedono incontri con autori poliedrici del calibro di Vincenzo Cerami, Federico Moccia, Carlo Lucarelli e Paco Ignacio Taibo II. &lt;br /&gt;Ai talenti consolidati di Piero Colaprico, Gianni Biondillo, Giuseppe Genna e Raul Montanari si affiancheranno le voci più giovani di Giorgio Falco e Luca Ragagnin. Il 24 giugno, inoltre, in occasione della Notte bianca, il cabarettista Alberto Patrucco, reduce dal successo di Zelig, proporrà una sua personalissima interpretazione dell'opera di Leopardi. &lt;br /&gt;Sul versante musicale, la rassegna ospiterà, nella loro duplice veste di scrittori e cantautori, Stefano Cisco Bellotti, ex leader dei Modena City Ramblers, e il leggendario Elliott Murphy accanto a CinemaVolta e Petrol nuovo supergruppo della scena torinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In parallelo proseguirà l'apprezzata sezione consacrata ai lettori del futuro, i bambini dai tre ai dieci anni:  &lt;br /&gt;Bibliolandia, con i suoi undici appuntamenti dedicati alla scoperta dei libri attraverso il gioco, i laboratori e le letture animate, si terrà dal 24 giugno al 19 luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Biblioteca In Giardino è curata dal Comune di Milano Settore Biblioteche e dalla casa editrice No Reply, che si distingue nel panorama di produzione e diffusione culturale per le originali e interessanti proposte: dai cidilibri agli eventi, con il fine di coinvolgere il pubblico nella fruizione artistica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-115079841656653846?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/115079841656653846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=115079841656653846&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/115079841656653846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/115079841656653846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2006/06/la-biblioteca-in-giardino.html' title='La Biblioteca In Giardino'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-113121061936962214</id><published>2005-11-05T09:05:00.000-08:00</published><updated>2005-11-05T09:10:19.383-08:00</updated><title type='text'>Sergio Escobar: "La penso così" intervista di Daniela Cohen</title><content type='html'>Il mondo della cultura è vivacissimo,  si moltiplicano gli eventi, ci sono esposizioni, peformance, concerti, si confrontano stili vecchi e nuovi, si offrono cartelloni ricolmi di spettacoli e Milano, lo sappiamo con certezza, è una delle città europee più ricche di proposte teatrali e artistiche in generale. Eppure, si direbbe che le amministrazioni nostrane non apprezzino l’importanza di certe scelte, abbandonando coperture economiche che hanno aiutato per anni alcune realtà ad emergere e affermarsi. Ne parliamo con Sergio Escobar, direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, che ha subito dei tagli non indifferenti pochi mesi or sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che il teatro venga penalizzato dalle scelte politiche…&lt;br /&gt;“ Quale teatro? Questo?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, anche, non saprei, mi dica lei…&lt;br /&gt;“Sa, questa è una domanda complessa. Per rispondere, bisogna dividere i fatti di cronaca, le difficoltà del teatro di interloquire col mondo esterno, con la politica, con l’economia. Io quando ho letto dei resoconti, ho sempre letto ‘Il teatro è in crisi!’. Viva la crisi, dico io. Questo non significa che tutto quello che ci accade intorno sia giusto: accennavo prima a quella linea sullo spettacolo dal vivo e di come è stata redatta. Dicono che la cambieranno. Io dico che solo il modo in cui è redatta è offensivo verso chi si occupa di teatro in modo professionale e anche verso gli spettatori o verso il cittadino, semplicemente. Da quel punto di vista, quindi, amarezza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pare una novità?&lt;br /&gt; “Ma non è una novità. Qualche amarezza in più perché ora destra e sinistra pensano che investire in cultura non sia così proficuo, o non c’è risultato immediato, o non c’è mercato… Evabbe’, ovvietà che però preoccupano e ci occupano tutti i giorni: quando persone come me fanno il mio mestiere, noi, come tanti altri, tutti i giorni ci combattiamo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo dove porta?&lt;br /&gt;“ Si va avanti, però c’è l’altro aspetto, che m’interessa di più. L’ultima cosa che le ho detto: il pensiero che investire nella cultura e nello spettacolo non dia risultati. Ecco, se c’è un’idiozia è proprio questa: ritenere che il teatro, lo spettacolo, la cultura, la  trasmissione dei saperi e dei pensieri siano solo l’abbellimento di una vita che ha una sua storia economica ben precisa… un abbellimento, un salotto buono che si apre ogni tanto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una questione di look, forse?&lt;br /&gt;“ E’ una profonda idiozia: dal punto di vista economico, non dal punto di vista dell’arte e dello spettacolo. In realtà la forma del teatro, la forma della cultura, i saperi, la trasmissione dei saperi, la capacità di creare relazioni comprendono quel reticolo di relazioni capaci di produrre lavoro e sono quelli che condizioneranno la produzione di valore nell’economia, nei mercati (con la i!), nelle relazioni sempre più complesse fra differenze. Sono un buon vademecum più che per i teatranti, che vanno avanti a fare il loro mestiere o per il pubblico che li segue, dovrebbero essere un buon vademecum per chi si occupa di politica, di economia, di trasporti, di urbanistica”.&lt;br /&gt;E invece? Che accade?&lt;br /&gt;“ Sono questi modelli di complessità stimolanti che vengono espulsi, banalizzando, semplificando… Pensando che la semplificazione porti consenso. In realtà la semplificazione porta con sé una complicazione: porta una immediata adesione e poi un rifiuto, ecco. Quindi, da questo punto di vista, vedo condizioni difficili per il teatro; ma il teatro, come la cultura, la musica, la letteratura sono avanti anni luce rispetto a quello che ci raccontano gli economisti da strapazzo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dimostrare tale innegabile verità, diamo un’occhiata agli straordinari spettacoli che ci propone questo mese il trittico del Piccolo! Molti appartengono al Festival dedicato a Stehler,  provengono da diversi Paesi e sono spesso in lingua originale, con sottotitoli in italiano. Gli altri sono frutto della solita, grande arte nostrana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro Grassi&lt;br /&gt;Fino al 20 novembre, torna a Milano il magnifico allestimento del Temporale di Strindberg, col regista D’Amato che ripropone una autentica versione scenica di Giorgio Strehler accompagnata dalle musiche di Fiorenzo Carpi. Apprezzato enormemente la scorsa stagione e da mesi in tour. Con Giulia Lazzarini, Franco Graziosi, Piero Mazzarella, Umberto Ceriani. &lt;br /&gt;Dal 25 al 27 Il trionfo dell’amore di Pierre Marivaux arriva con la geniale regia del rumeno Alexandru Darie, già apprezzato al Festival del Mediterraneo con un applaudito Tito Andronico, presentando seduzioni e travestimenti con relativi equivoci, dovuti all’intreccio di piani di realtà e ambiguità varie. Grande gioco degli attori..&lt;br /&gt;Dal 30 novembre e fino all’8 gennaio ci possiamo  godere le risate sotto i baffi che offre Lella Costa con Alice, una meraviglia di paese, diretto da Giorgio Gallione. Alice come nonsense, inteso alla Lewis Carroll, ma anche inseguire una ‘specie di speranza disperata’ in un caleidoscopico paese delle meraviglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro Strehler&lt;br /&gt;Re Lear di Shakespeare, diretto da Antonio Calenda, va in scena dal 2 al 20 novembre. Con Roberto Heritzka, Daniela Giovanetti e Luca Lazzareschi. Scritto intorno al 1605, conserva una lucida attualità.&lt;br /&gt;Dal 24 al 27 novembre Misura per misura, uno dei testi più amari di William Shakespeare presentato dalla Compagnia ‘Compliche’ diretta da Simon McBurney. Ipocrisie, corruzioni e opportunismo ai tempi del Bardo.&lt;br /&gt;Dal 29 novembre e fino al 4 dicembre Milva canta Brecht, con le musiche di Kurt Weil, Eisler, Paul Dessau. Canzoni tratte dall’Opera da tre soldi e brani tratti da Canzoni e ballate mettono in risalto la voce ancora potente e molto adatta a questo repertorio di Milva. Nel cinquantesimo dalla scomparsa di Brecht, il Piccolo ripropone così la figura poetica di uno dei grandi autori del Novecento.&lt;br /&gt;Dedicata alla giovane autrice morta suicida Sarah Kane, dal 9 all’11 dicembre 4.48 Psychosis, diretto da Claude Régy, è il racconto di quanto accade nell’animo di una persona che supera i confini tra realtà e immaginazione. Protagonista la stupenda Isabelle Huppert, affiancata da Gérard Watkins. Regista e attrice portano sul palco, con la forza della parola e il potere del gesto, quelle invisibili zone umane di malessere, dove le frontiere del delirio sono ormai vicine ma ancora temute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro Studio&lt;br /&gt;Guerrino detto Moschino, poema epico cavalleresco di Eugenio Colla, qui dal 30 ottobre, racconta fino al 6 novembre le avventure dell’eroe Guerrino, facendo uso dei magnifici burattini della compagnia Carlo Colla &amp; Figli. Con tutte le invenzioni scenografiche e tecniche che negli anni questi artisti hanno sviluppato con incredibile fantasia e talento.&lt;br /&gt;Dal 4 all’8 novembre ospitato al Teatro Out Off, dall’8 novembre e fino al 6 dicembre al Teatro Studio, vedremo La casa delle Scuole di Teatro, un festival nel festival internazionale ideato da Luca Ronconi per le scuole di teatro. Vi si esibiscono giovani provenienti da tutto il mondo con autori selezionati dall’Unione dei Teatri d’Europa. Una raccolta del meglio di ogni dove,  nuovissimo.&lt;br /&gt;L’1, 2 e 3 dicembre, va detto assolutamente, il grande Steven Berkoff dirige e interpreta Shakespeare’s Villains, una galleria di personaggi ripescati tra i più malvagi che il mago inglese del racconto abbia saputo creare.&lt;br /&gt;Torna la bravissima Franca Valeri con La vedova Socrate dal 10 al 14 dicembre. Scritto, diretto e interpretato dalla nostra indomita attrice, capace di tenere duro con caparbietà agli anni che avanzano reinventandosi attrice di teatro alto, che pur sempre rappresenta le tante facce di donne qualunque, per quanto uniche.&lt;br /&gt;Akram Khan, considerato uno dei più originali coreografi a livello internazionale, presenta Akram Khan: “Ma” dal 16 al 18 dicembre: in questa coinvolgente opera, sette ballerini, due musicisti (violoncello e percussioni), un cantante e il compositore Riccardo Nova rielaborano musiche e ritmi originali di varie etnie mischiando il canto indiano e la danza Khatak con danza contemporanea e la voce di Louis Armstrong. Un mix travolgente e appassionante di immagini e suoni che ci entrano dritto nel cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Cohen, su "La Pulce nell'Orecchio", novembre2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-113121061936962214?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/113121061936962214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=113121061936962214&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/113121061936962214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/113121061936962214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/11/sergio-escobar-la-penso-cos-intervista.html' title='Sergio Escobar: &quot;La penso così&quot; intervista di Daniela Cohen'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-112930409058891667</id><published>2005-10-14T08:32:00.000-07:00</published><updated>2005-10-14T08:39:43.793-07:00</updated><title type='text'>sciopero del mondo culturale in Italia</title><content type='html'>Restano chiusi teatri e cinema in Lombardia, oggi, ma di volta in volta in altre regioni per protestare contro i tagli vertiginosi regalati al Paese dalla legge finanziaria appena approvata dal governo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-112930409058891667?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/112930409058891667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=112930409058891667&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/112930409058891667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/112930409058891667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/10/sciopero-del-mondo-culturale-in-italia.html' title='sciopero del mondo culturale in Italia'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111788036595708356</id><published>2005-06-04T03:18:00.000-07:00</published><updated>2005-06-04T03:19:25.956-07:00</updated><title type='text'>Arlecchino, re degli USA</title><content type='html'>Chiudono tutti teatri per il riposo estivo, ma le compagnie teatrali iniziano le tournée estive e continuano a rallegrare gli amanti del teatro di mezzo mondo. In particolare, la fantastica troupe del Piccolo Teatro di Milano che rappresenta l’evergreen goldoniano “Arlecchino, servitore di due padroni” con l’infaticabile Ferruccio Soleri, sarà a luglio in viaggio con una straordinaria presenza negli Stati Uniti. Straordinaria per “tenuta” (otto settimane di tournée, da luglio a novembre, per uno spettacolo di prosa, costituiscono un evento per gli Stati Uniti) e per rimandi affettivi. Fu infatti proprio nel 1960 al City Center di New York, che Ferruccio Soleri, ancora “apprendista” del suo predecessore Marcello Moretti, debuttò nel ruolo che lo ha reso poi universalmente famoso. Dopo le recite newyorkesi, sarà la volta in Colorado Springs, Los Angeles, dove Arlecchino fu già nel 1984 nell’ambito dell Olympic Arts Festival, all’Università di Berkley - San Francisco, a Ann Arbor (Michigan), a Minneapolis e a Chicago. Dopo le otto settimane negli Stati Uniti, Arlecchino intraprenderà un lungo itinerario italiano, per poi toccare la Romania (primavera 2006) e la Cina (autunno 2006).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111788036595708356?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111788036595708356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111788036595708356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111788036595708356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111788036595708356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/06/arlecchino-re-degli-usa_04.html' title='Arlecchino, re degli USA'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111787996036838873</id><published>2005-06-04T03:08:00.000-07:00</published><updated>2005-06-04T03:15:44.720-07:00</updated><title type='text'>Arlecchino, re degli USA</title><content type='html'>Chiudono tutti i teatri per il riposo estivo, ma le compagnie teatrali iniziano le tournée estive e continuano a rallegrare gli spettatori di mezzo mondo. In particolare, la fantastica troupe del Piccolo Teatro di Milano, con l’evergreen goldoniano “Arlecchino, servitore di due padroni” messo in scena e interpretato dall’infaticabile Ferruccio Soleri, a luglio sarà in viaggio con una straordinaria presenza negli Stati Uniti. Straordinaria per “tenuta” (otto settimane di tournée, da luglio a novembre, per uno spettacolo di prosa, costituiscono un evento per gli Stati Uniti) e per rimandi affettivi. Fu infatti proprio nel 1960 al City Center di New York che Ferruccio Soleri, ancora “apprendista” del suo predecessore Marcello Moretti, debuttò nel ruolo che lo ha reso poi universalmente famoso. Dopo le recite newyorkesi, sarà in Colorado Springs, Los Angeles, dove Arlecchino fu già nel 1984 nell’ambito dell'Olympic Arts Festival, all’Università di Berkley - San Francisco, a Ann Arbor (Michigan), a Minneapolis e a Chicago. Dopo le otto settimane negli Stati Uniti, Arlecchino intraprenderà un lungo itinerario italiano, per poi toccare la Romania (primavera 2006) e la Cina (autunno 2006).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111787996036838873?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111787996036838873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111787996036838873&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111787996036838873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111787996036838873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/06/arlecchino-re-degli-usa.html' title='Arlecchino, re degli USA'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111460471396537500</id><published>2005-04-27T14:23:00.000-07:00</published><updated>2005-04-27T05:25:13.966-07:00</updated><title type='text'>Piccolo Teatro di Milano: che c’è fino a giugno</title><content type='html'>Al Teatro Grassi, sede storica di via Rovello, continua fino all’8 maggio Temporale di Strindberg, intensa esposizione di vite incrociate diretta da Enrico Dì’Amato su appunti e ricordi di Giorgio Strehler. Recitano per onorare il vecchio maestro ancora rimpianto attori come Franco Grazioli, Gliulia Lazzarini, Piero Mazzarella, Umberto Ceriani, Michele Nani, Gaia Zoppi, Nicola Vignola e Laura Pasetti, tutti straordinari per bravura e dedizione sia al testo sia alla proposta scenica ben espressa dalla scenografia di Ezio Frigerio. Da mostra d’arte i costuni di Franca Squarciapino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gabriele Lavia dirige e interpreta, affiancato da una intrigante Mariangela Melato, Chi ha paura di Virginia Wolf?, Al Piccolo Strehler di Milano dal 3 al 29 maggio. Il testo di Edward Albee, che alcuni ancora ricordano per un film interpretato da Richard Burton ed Elizabeth Taylor al tempo del loro chiaccheratissimo e invidiato matrimonio, si rivela ancora interessante e da alcuni giudicato leggendario. I due grandi interpreti, che ci propongono questa versione italiana di Ettore Capriolo garantiscono col loro talento una magnifica serata di grande teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Approda, dal 10 al 29 maggio al Teatro Grassi, una strepitosa Anna Marchesini in Le due zittelle, una commedia divertente e dal ritmo sostenuto per questa collaudata monologhista al femminile, che ha creato lo spettacolo ispirandosi liberamente all’omonimo racconto di Tommaso Landolfi e di cui cura pure la regia, oltre all’adattamento. Landolfi, autore contemporaneo scomparso nel ’79 all’età di 71 anni, ha scritto diverse opere vincendo il Premio Strega nel ’75, ma anchedue Premio Viareggio, nel ’58 e nel ’77. Vale la pena sia scoprire questa penna del secolo scorso sia ascoltare una magistrale Marchesetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 31 maggio al 2 giugno Luca Ronconi dirige I soldati, di Jakib Lenz, spettacolo con cui si dipolmano gli attori-allievi del Corso Sergio Tofano della Scuola del Piccolo. La storia risale alla fine del ‘700 ma ci riporta all’amarezza di ogni tempo, quando si parla di tempi di guerra. Al Teatro Studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiusura gloriosa della stagione del Piccolo con un’esplosione di energia, musica e colori, vivacità e allegria: ci offrono tutto questo i Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa con una piéce liberamente tratta dal Macbeth di William Shakespeare e che prende il nome di Vortice del Macbeth. Al Teatro Studio dal 9 al 25 giugno, Marco Isidori e Maria Luisa Abate sono tra i protagonisti di un gruppo da tanti anni emergente. Nel 2003 ha vinto il Premio Ubu per la scenografia. Imperdibile, per festeggiare e salutare il Piccolo fino al prossimo settembre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111460471396537500?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111460471396537500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111460471396537500&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111460471396537500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111460471396537500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/04/piccolo-teatro-di-milano-che-c-fino.html' title='Piccolo Teatro di Milano: che c’è fino a giugno'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111331902120474461</id><published>2005-04-12T08:13:00.000-07:00</published><updated>2005-04-12T08:17:01.206-07:00</updated><title type='text'>LA BIBBIA HA (QUASI) SEMPRE RAGIONE</title><content type='html'>Uno spettacolo di e con Gioele Dix, al pianoforte e campionamenti Cesare Picco econ la collaborazione artistica di Adrée Ruth Shammah, approda al Teatro Argentina di Romadal 19 aprile all'8 maggio 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Bibbia è come un immenso mare. Contiene di tutto: dalla spirituale astrazione alla estrema minuzia. Vi si parla di amore, di viaggi, di regole e riti. Contiene aridi elenchi di nomi e scintille che accendono l'anima. Arguzie sottili e cieca violenza. Fatti qualsiasi ed eventi epocali. Leggendola, si riflette sul pane e sul dolore. E' un'opera elementare e complessa, rivolta ai cuori semplici e alle menti elevate, ricca di Storia e di storie.&lt;br /&gt;In questo spettacolo, Gioele Dix legge e commenta a suo modo alcune pagine pescate in quel mare. Racconta del Dio geniale e svogliato della Creazione. Racconta di Adamo abbandonato nel giardino dell'Eden. Racconta delle faticose vicende di Abramo. E di quelle affascinanti e intriganti di Giacobbe, in bilico perenne fra odio e amore. Descrive le peripezie del profeta Giona, tutt'altro che prono agli ordini divini. Per finire con le visioni psichedeliche dell’altro profeta “minore”, quel Gioele al quale l'attore è, per ovvi motivi, molto affezionato.&lt;br /&gt;Un’affabulazione libera e appassionata. Un’attuale e personale declinazione della consuetudine tutta ebraica all’infinito commento alla Parola e alla Legge. Mai irriguardosa e quasi sempre necessariamente ironica.  &lt;br /&gt;"La Bibbia ha quasi sempre ragione” è uno spettacolo in movimento. Nato due stagioni fa dalla collaborazione artistica con Andree Ruth Shammah, ha già riscosso grande successo a Milano in tre diverse versioni. Giunge a Roma in una  ulteriore differente veste, arricchito da riflessioni e spunti nuovi. &lt;br /&gt;Sul palco, Gioele Dix avrà come complice e compagno di strada Cesare Picco, giovane compositore di grande talento, particolarmente versato nella commistione tra tradizione musicale colta e sonorità contemporanee". (Gioele Dix)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Questo spettacolo è una specie di taccuino di viaggio alla ricerca di qualche risposta. L’atteggiamento è affettuoso, ma contraddittorio. Lucido per quanto possibile, ma ludico. Spesso – lo ammetto – mi scappa da ridere. Ma è a fin di bene: l’ironia difende e rigenera.”&lt;br /&gt;“Mi piace parecchio, la Bibbia. E’ per questo che dico che ha quasi sempre ragione. Se pensassi che ha sempre ragione, forse non mi piacerebbe più così tanto."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111331902120474461?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111331902120474461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111331902120474461&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111331902120474461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111331902120474461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/04/la-bibbia-ha-quasi-sempre-ragione.html' title='LA BIBBIA HA (QUASI) SEMPRE RAGIONE'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111280766049506278</id><published>2005-04-06T10:13:00.000-07:00</published><updated>2005-04-06T10:14:20.496-07:00</updated><title type='text'>Contemporaneissimi</title><content type='html'>Incontri ravvicinati 2005/lato A/La Poesia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque appuntamenti con la poesia d’oggi a partire da domenica 10 aprile, per vedere diversi giovani autori leggere alcuni estratti dei loro lavori.  La rassegna I Contemporaneissimi è una proposta dell’associazione culturale Palazzo Litta e da Alberto Pelegatta, che ha preso spunto dall’antologia ‘Nuovissima Poesia Italiana’ curata da Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi, edita da Mondadori. La forma di libera esposizione è una scelta rispetto al rigido convegno, come il titolo Incontri ravvicinati 2005/lato A/La Poesia afferma: offrire uno spazio dedicato alla mente e al cuore di chi intende partecipare. &lt;br /&gt;Ospitato al Teatro Litta alle ore 21, il primo incontro è presentato da Maurizio Cucchi; interverranno Fabrizio Bernini, Sivia Caratti e Alberto Pelegatta, che leggeranno alcuni estratti dei loro lavori. Una bella occasione per ascoltare proposte delle nuove generazioni, voci distanti dalle mode letterarie, impegnate nella ricerca sul linguaggio. &lt;br /&gt;In seguito, il 20 aprile al Boccascenacafé, sempre in c.so Magenta al 24 con ingresso riservato ai soci Arci, si svolgeranno gli altri incontri: durante il primo dei quattro mercoledì, Antonio Riccardi presenterà letture di Igor De marchi, Lucrezia Lerro e Matteo Zattoni.&lt;br /&gt;Mercoledì 4 maggio Maurizio Cucchi presenterà Mario Desiati, Francesca Moccia e Francesco Osti. &lt;br /&gt;La settimana seguente, 11 maggio, Mary Barbara Tolusso farà gli onori di casa a Massimo Dagnino, Mario Fresa e Jacopo Riccardi.&lt;br /&gt;Infine, conclusione mercoledì 18 maggio, quando Alberto Pelegatta darà spazio e voce a Lorenzo Caschetta, Andrea Di Consoli e Andrea Ponso. Tutti gli incontri del mercoledì si svolgeranno alle 18:30.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111280766049506278?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111280766049506278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111280766049506278&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111280766049506278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111280766049506278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/04/contemporaneissimi.html' title='Contemporaneissimi'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111191707834890650</id><published>2005-03-27T01:49:00.000-08:00</published><updated>2005-03-27T01:51:18.360-08:00</updated><title type='text'>“Sguardo sulla metropoli”</title><content type='html'>A partire dal 14 aprile e fino al 19 maggio allo Spazio Oberdan di Milano e in alcune biblioteche della provincia di Milano parte la rassegna letteraria itinerante &lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Sguardo sulla metropoli”&lt;/span&gt;, narrativa sociale nei nuovi scrittori italiani con la partecipazione, tra gli altri, di Wu Ming, Giuseppe Genna, Piero Colaprico, Aldo Nove, Raul Montanari. La rassegna “Sguardo sulla metropoli”  è un viaggio nell’immaginario culturale del nuovo millennio, una  nuova iniziativa letteraria organizzata dalla casa editrice No Reply in collaborazione con la Provincia di Milano, Settore Cutlura. Ci saranno sei tappe, ogni giovedì, in compagnia delle nuove leve della narrativa italiana per misurare le distanze immateriali che separano Milano da una provincia geograficamente ed economicamente contigua, ma culturalmente indipendente e scissa dalla città. Per contribuire a colmare questo intervallo, la manifestazione offre al mondo della letteratura l'occasione di osservare Milano da un punto di vista diverso, gettando uno sguardo da fuori a dentro, dalla periferia al cuore della metropoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tentativo di comprendere le tematiche di una contemporaneità sfuggente e difficile da decifrare, “Sguardo sulla metropoli” si confronta con il racconto letterario e sociale sospeso fra passato e presente di Wu Ming, Giuseppe Genna e Piero Colaprico, la lucida e spietata rappresentazione del mondo del lavoro di Francesco Dezio e Giorgio Falco, la narrazione sul filo della memoria generazionale di Alberto Garlini e Cosimo Argentina, le atmosfere tese e sincopate di Gianni Biondillo e Stefano Massaron, la lingua poeticamente urbana di Aldo Nove e Raul Montanari, la grande esperienza politica e culturale underground di Marco Philopat e Alessandro Bertante.&lt;br /&gt;Il primo appuntamento si terrà allo spazio Oberdan, gli altri 5 in diverse biblioteche della provincia milanese.&lt;br /&gt;Gli ingresso a tutti gli incontri è gratuito e l’inizio è previsto per le 21.00.&lt;br /&gt;Gli incontri saranno coordinati da: Alessandro Bertante, Paola Bonini e Leonardo Pelo.&lt;br /&gt;www.sguardosullametropoli.it&lt;br /&gt;Per Informazioni al pubblico: Provincia di Milano tel. 02 77 40 63 29 - 6373&lt;br /&gt;No Reply tel. 02 33 144 20&lt;br /&gt;Ufficio Stampa:&lt;br /&gt;PoP - Press office and Promotion tel. 02 33 02 081 info@promopop.it&lt;br /&gt;Provincia di Milano tel. 02 77 406 359 - 5358&lt;br /&gt; Organizzatori Per la Provincia di Milano: Filippo Penati Presidente,&lt;br /&gt;Daniela Benelli Assessora alla Cultura, Culture e Integrazione&lt;br /&gt;Direzione artistica: Alessandro Bertante e Leonardo Pelo&lt;br /&gt;Realizzazione: Alessandra Glèsaz per No Reply&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 aprile 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Milano, Spazio Oberdan&lt;br /&gt;Viale Vittorio Veneto, 2&lt;br /&gt;Piero Colaprico, Giuseppe Genna, Wu Ming&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21 aprile 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Corsico, Biblioteca Comunale&lt;br /&gt;Via Buonarroti, 8&lt;br /&gt;Francesco Dezio, Giorgio Falco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 aprile 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Peschiera Borromeo, Biblioteca Giuseppe Gerosa Brichetto&lt;br /&gt;Via Carducci, 5&lt;br /&gt;Cosimo Argentina, Alberto Garlini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 maggio 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Gorgonzola, Biblioteca Comunale&lt;br /&gt;Via Montenero, 30&lt;br /&gt;Gianni Biondillo, Stefano Massaron&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12 maggio 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Rozzano, Biblioteca Comunale (Cascina Grande - Centro Culturale)&lt;br /&gt;Via Togliatti&lt;br /&gt;Alessandro Bertante, Marco Philopat&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 maggio 2005 - ore 21:00&lt;br /&gt;Rho, Villa Burba&lt;br /&gt;Corso Europa, 291&lt;br /&gt;Raul Montanari, Aldo Nove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli autori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosimo Argentina&lt;br /&gt;Nato a Taranto nel 1963, vive e lavora nella provincia di Milano dal 1990. Il suo esordio narrativo, il romanzo Il cadetto (Marsilio, 1999), gli è valso diversi riconoscimenti, fra cui il premio Edoardo Khilgren opera prima. Per lo stesso editore, nel 2002 è uscito Bar Blu Seves. I suoi racconti e le sue poesie sono apparsi in numerosi riviste e quotidiani. Il suo ultimo libro è Cuore di cuoio (Sironi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Bertante&lt;br /&gt;Nato ad Alessandria nel 1969 vive e lavora a Milano. Collabora con in quotidiano "La Repubblica" e i periodici "Diario della Settimana" e "Pulp". Nel 2000 ha pubblicato il suo primo romanzo, Malavida (Leoncavallo libri). Nel 2003, per la casa editrice Piemme, ha curato la raccolta di racconti Dieci storie per la pace. I suoi racconti sono apparsi in diverse antologie, fra cui Ho diritto ai diritti  (No Reply, 2004).Nel 2005 è uscito il suo saggio Underground e rivoluzione nelle pagine di Re Nudo (NDA Press).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianni Biondillo&lt;br /&gt;Trentasettenne architetto e saggista, è autore di testi televisivi e cinematografici. Il suo primo romanza, Per cosa si uccide, pubblicato da Guanda nel 2004, è divenuto un vero e proprio caso editoriale. Di recente, per lo stesso editore, è apparsa la sua convincente seconda prova, Con la morte nel cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero Colaprico&lt;br /&gt;Nato nel 1957 a Putignano, in provincia di Bari, vive a Milano dal 1976,  dove lavora al quotidiano "La Repubblica" in qualità di inviato. Tra i suoi romanzi ricordiamo Sequestro alla milanese (Baldini &amp; Castoldi, 1992) e Kriminalbar (Frassinelli, 1999); insieme a Pietro Valpreda ha scritto Quattro gocce di acqua piovana, La nevicata dell’85  e La primavera dei mai morti, tutti pubblicati da Tropea. È autore dei saggi di cronaca Manager Calibro 9 (1995) e Capire Tangentopoli (1996). Il suo ultimo romanzo è Trilogia della città di M  (Tropea, 2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Dezio&lt;br /&gt;Segnalatosi nell’antologia dal sapore tondelliano Sporco al sole, che ospita una serie di "racconti del Sud estremo" (Besa, 1998). Dopo un'esperienza personale di lavoro da operaio specializzato e di disoccupazione, nel 2004 ha pubblicato il duro Nicola Rubino è entrato in fabbrica (Feltrinelli, 2004), divenuto un caso editoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Falco&lt;br /&gt;Nato nel 1967 a Milano, lavora nel'ambito delle telecomunicazioni. Pausa caffè (Sironi) è il suo primo romanzo, definito come "tavolo anatomico sul quale sta distesa, in tutta la sua nudità, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori precari, temporanei, interinali, a termine, a contratto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto Garlini&lt;br /&gt;Nato a Parma nel 1969, vive a Pordenone. Nel 2001 ha pubblicato la raccolta di poesie Le cose che dico adesso (Nuovadimensione). Nel 2002, per Sironi è uscito il romanzo Una timida santità, vincitore del Premio Vigevano 2003. Collabora alle pagine culturali del "Messaggero Veneto" ed è tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge. Di recente, sempre per l'editore Sironi, è apparso il romanzo Futbol bailado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Genna&lt;br /&gt;Nato a Milano nel 1969, è curatore dell'autorevole blog letterario "I Miserabili". Per Mondadori ha pubblicato net.gener@tion nel 1996, Catrame nel 1999 e Assalto a un tempo devastato e vile nel 2001, il thriller Nel nome di Ishmael e Non toccate la pelle del drago nel 2003 e Grande Madre Rossa nel 2004.&lt;br /&gt;Ha partecipato alla raccolta I demoni (Pequod, 2003) insieme a Ferruccio Parazzoli Michele Monina; insieme a quest'ultimo ha scritto Costantino e l'Impero. Biografia non autorizzata del divo nel paese delle meraviglie (Tropea, 2005).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Massaron&lt;br /&gt;Nato a Milano nel 1966, è traduttore di autori del calibro di James Ballard, Jonathan Coe e Jeffery Deaver. Ha pubblicato in numerose antologie, tra cui Gioventù cannibale (Einaudi, 1996). Tra i suoi romanzi ricordiamo Residui (Addictions 1998), Graffiti (Adn Kronos, 1999), Doppio clic (Disney, 2001, finalista del premio Bancarellino), King of Kings (Addictions, 2001). Per Einaudi è da poco uscito il suo atteso romazo Ruggine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raul Montanari&lt;br /&gt;Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui La perfezione (Feltrinelli, 1994), Sei tu l'assassino e Dio ti sta sognando (Marcos y Marcos, 1997 e 1998) e le raccolte di racconti Un bacio al mondo (Rizzoli 1998) e Il tempo, probabilmente (con Riccardo Ferrazzi, Literalia 2000). Ha adattato per le scene Doppio Sogno di A. Schnitzler (Teatro Stabile di Firenze, 2000) e scritto l’atto unico Incubi e Amore per la rassegna Maratona di Milano (2000 e 2001). Ha sceneggiato il film Tartarughe dal becco d’ascia di Antonio Syxty (Out Off, 2000). Per il progetto Ricuore ha riscritto La piccola vedetta lombarda (Radiorai3, 2001). Ha pubblicato traduzioni dalle lingue classiche (Sofocle, Seneca) e dall'inglese (W. Styron, G. Greene, P. Roth, A. Brink, O. Wilde, Cormac McCarthy fra gli altri). Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto la fortunata raccolta di testi poetici Nelle galassie oggi come oggi. Covers (Einaudi 2001).&lt;br /&gt;Dopo il romanzo-shock Che cosa hai fatto (Baldini &amp; Castoldi Dalai, 2001) ha pubblicato Chiudi gli occhi (Baldini &amp;amp; Castoldi Dalai, 2004). Per la stessa casa editrice è appena uscito La verità bugiarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldo Nove&lt;br /&gt;Nato a Viggiù nel 1967, ha esordito come poeta, collaborando con le riviste "Poesia" (Crocetti editore) e "Testo a fronte" (Marcos y Marcos). Il suo primo romanzo è Woobinda e altre storie senza lieto fine (Castelvecchi, 1996), in seguito riproposto in un'edizione riveduta e accresciuta da Einaudi (Superwoobinda, 1998). Ha partecipato all'antologia Gioventù Cannibale (Einaudi, 1996). Ha collaborato con un grande numero di testate, tra cui "Sette" e il "Corriere della sera", "L'Unità", "Il Manifesto", "Arenaria", "Il rosso e il nero", "Semicerchio", "Ironija", "Il Majakovskij" (per la quale ha pubblicato la silloge Lontano dal padre) e "Liberazione". Suoi racconti sono apparsi su numerose riviste, fra le quali ricordiamo "Pulp", "Maltese Narrazioni", "DeriveApprodi", "La bestia", "Addictions", "Max", "Micromega". Insieme a Elisabetta Sgarbi ha diretto per Bompiani la collana di poesia contemporanea "InVersi".&lt;br /&gt;Per Einaudi ha pubblicato Puerto Plata Market e Amore mio infinito e La più grande balena morta della Lombardia, tutti tradotti in diverse lingue. Insieme a Tiziano Scarpa e Raul Montanari ha  pubblicato la silloge Nelle glassie oggi come oggi. Covers (Einaudi). Ha di recente  pubblicato  la divertente guida Milano non è Milano (Laterza, 2004), e il coraggioso omaggio a Fabrizio De André Lo Scandalo della bellezza (No Reply, 2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Philophat&lt;br /&gt;Punk della prima ora e tra i fondatori del famigerato Virus di via Correggio, dagli anni Novanta scrive oggi interventi politico-poetici e saggi su riviste underground e letterarie, quotidiani e siti web. Nel 1997 esce il suo primo romanzo, Costretti a sanguinare (Shake, vincitore del premio letterario Marisa Rusconi). Romanzo sul punk 1977-84, giunto alla sesta edizione. Si conferma con i successivi La banda Bellini (2002) e I Viaggi di Mel  (2005), entrambi per Shake.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wu Ming&lt;br /&gt;Collettivo di Bologna, che esordì col nome Luther Blissett e il romanzo “Q”  (Einaudi , 1999) Successivamente pubblicano Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0, (Einaudi, 2000), “54” (Einaudi Stile libero 2002, recentemente sonorizzato nell'album omonimo, con musiche di Yo Yo Mundi e voci recitanti, Mescal/Manifesto 2004) e “Asce di Guerra” (con Vitaliano Ravagli, Tropea 2000). Nel 2004, insieme a Valerio Evangelisti, hanno scritto Il caso Cesare Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato (Nda). Si segnalano anche i lavori solisti di Wu Ming 2 “Guerra gli umani” (Einaudi, 2004) e di Wu Ming 1 “New thing” (Einaudi, 2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le biblioteche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spazio Oberdan - Milano&lt;br /&gt;Viale Vittorio Veneto, 2&lt;br /&gt;Milano&lt;br /&gt;tel. 02 77 40 63 00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteca Comunale di Corsico&lt;br /&gt;Via Buonarroti, 8&lt;br /&gt;Corsico&lt;br /&gt;tel. 02 44 80 677&lt;br /&gt;e-mail biblioteca.centrale@comune.corsico.mi.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteca Giuseppe Gerosa Brichetto - Peschiera Borromeo&lt;br /&gt;Via Carducci, 5&lt;br /&gt;Peschiera Borromeo&lt;br /&gt;tel.  02 54 73 526&lt;br /&gt;e-mail biblioteca@peschieraborromeo.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteca Comunale di Gorgonzola&lt;br /&gt;Via Montenero, 30&lt;br /&gt;Gorgonzola&lt;br /&gt;tel. 02 95 15 698&lt;br /&gt;e-mail go.bi@libero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteca Comunale di Rozzano (Cascina Grande - Centro Culturale)&lt;br /&gt;Via Togliatti&lt;br /&gt;Rozzano&lt;br /&gt;tel. 02 54 73 526&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biblioteca Villa Burba - Rho&lt;br /&gt;Corso Europa, 291&lt;br /&gt;Rho&lt;br /&gt;tel. 02 9333 22 15&lt;br /&gt;e-mail biblioteca.rhoburba@csbn.net&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111191707834890650?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111191707834890650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111191707834890650&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111191707834890650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111191707834890650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/sguardo-sulla-metropoli.html' title='“Sguardo sulla metropoli”'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111148407462405980</id><published>2005-03-22T01:27:00.000-08:00</published><updated>2005-03-22T01:36:26.263-08:00</updated><title type='text'>Moni Ovadia, artista cantastorie</title><content type='html'>Intervista esclusiva di Daniela Cohen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moni Ovadia si è ritagliato uno spazio speciale nel panorama teatrale: con lui si può ridere a crepapelle oppure sentirsi lacerati e angosciati da eventi spaventosi, poi torna il sorriso sulle labbra grazie a una profonda e sottile ironia, capace di alleggerire i peggiori drammi. Possiamo averlo sentito cantare, suonare da solo o assieme a svariati musicisti, sempre formidabili. Come a Parma, al Teatro 2, dove si è esibito coi Four Roses, recitando assieme ad un’orchestra e con uno straordinario violinista di Odessa che da anni vive in Italia. Poi è andato al Teatro Carcano di Milano, con &lt;em&gt;Konarmija – L’armata a cavallo&lt;/em&gt;, liberamente tratto da un testo di Isaac Babel e messo in scena per la prima volta proprio da Ovadia. A Moni si affiancano una dozzina di artisti di diverse nazionalità; questi musicisti-attori, che lo accompagnano da anni, gli facilitano la narrazione che include brani in italiano, in russo e in yiddish. Ho il privilegio di parlare con lui e ascoltare la sua voce dai toni antichi e amichevoli, un po’ misteriosa in fondo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Perché hai scelto un testo russo da noi sconosciuto?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Desideravo farne uno spettacolo da quando avevo 20 anni. Ho letto quel libro a 18 anni e finalmente è giunto il momento buono. L’ho ideato, ho scritto la drammaturgia col grande aiuto della coreagrafa Elisabeth Boeke. Tutti quelli che hanno lavorato con me in questa impresa sono stati straordinari, come Elisa Savi coi costumi, che sono meravigliosi e le strutture di scena, costruite dalla Carlo e Savina Rivetti, che mi hanno sponsorizzato. E poi il grande maestro Gigi Saccomandi per le luci e gli altri, tutti bravissimi. Ma è ben servito, tanto sforzo unito, dal momento che forse questa tournée finirà anche a Mosca!&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come ti senti, dopo tanta fatica?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A parte la stanchezza, la mia vita è fortunata: ho una moglie straordinaria. Ma soffro per le condiozioni del mio Paese, disastrose.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A quale Paese ti riferisci?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Io sono un ebreo della diaspora, non ho una Patria ma un Paese sì: questo! Comunque, penso che per costruire la pace l’unico modo sia di cominciare dall’essere straniero. Nell’annuncio del Giubileo c’è scritto “La terra è mia. Non verrà venduta perché è mia. Tu vivrai da residente (da straniero), insieme allo straniero che godrà degli stessi attributi. Per me siete tutti stranieri”.&lt;br /&gt;Torniamo a Konarmija. Cosa racconta? Sono le storie di tanti personaggi, tutti ben delineati: cosacchi, intellettuali, poveri esseri smarriti che cercano di diventare rivoluzionari. E’ un incontro fra parole, riflessioni, spunti umoristici, canzoni che canto assieme a musicisti zingari rumeni di tradizione transilvana. Parla della rivoluzione bolscevica e della guerra civile che vi è seguita in Russia, in base al libro. Ci sono brutalità e umanità nello scontro dell’armata Budionki, che vinse ovunque meno che in Polonia. Qui si parla della sconfitta. Ho usato dei filmati per creare movimento in scena, ci sono tanti musicisti e una ballerina ucraina che fa la rivoluzione che muore, da una poesia del ’21 di Majakosvki. Io sono il narratore. Il testo pone grandi interrogotavi: si parla di uomini che si chiedono, come l’ebreo Ghedali: “Sparano e ammazzano: dov’è la rivoluzione? Noi vogliamo che ci sia un nuovo corso, ma di brava gente”. Isaac Babel, intellettuale e rivoluzionario, scrisse per il teatro e morì in un campo di concentramento stalinista nel 1941.&lt;br /&gt;In marzo questo spettacolo è a Roma al Teatro Argentina (dal 14 al 24) e ad Avellino (dal 29 al 30). Poi a La Spezia, in Sicilia e ancora molti potranno godere la musica, grande protagonista di questa performance corale con brani russi d’epoca rimaneggiati.&lt;br /&gt;(Pubblicato da "La Pulce nell'Orecchio", marzo 2005)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111148407462405980?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111148407462405980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111148407462405980&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148407462405980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148407462405980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/moni-ovadia-artista-cantastorie.html' title='Moni Ovadia, artista cantastorie'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111148366523125282</id><published>2005-03-22T01:19:00.000-08:00</published><updated>2005-03-22T01:27:45.246-08:00</updated><title type='text'>Nws: notizie dal mondo... per ridere o rabbrividire!</title><content type='html'>"Ogni giorno l'utilizzo di acqua, proveniente da fonti infette, provoca la morte di 30.000 persone al giorno. Ogni giorno. Dieci volte il numero delle vittime provocate dall'attentato dell'11 settembre a New York nel 2001". Lo denuncia il Forum Sociale Mondiale riunito a Porto Alegre, in Brasile. (Agenzia ANSA, City, 28/1/2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne che soffrono di ipertensione, ma non solo loro, dovranno controllarsi qualora facessero uso di farmaci anti ipertensivi della categoria dei calcio-antagonisti. Viene riferita la notizia (Agenzia Ansa, City, 17/12/04) che chi li adopera, specie quando li abbina ai diuretici, possa veder aumentare drasticamente i rischi di morte da attacco cardiaco. Lo ha rivelato uno studio condotto negli Stati Uniti su ventimila donne fra i 50 e i 79 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cellule polmonari che aiutano a prevenire alcune infiammazioni respiratorie possono restare danneggiate da una prolungata e ripetuta esposizione al cloro disperso nell'aria che si respira all'interno delle piscine coperte. Queste cellule specifiche dei nostri polmoni, conosciute come cellule Clara, una volta danneggiate, sarebbero all'origine delle frequenti infiammazioni respiratorie e dell'asma che colpisce in particolare i ragazzini che frequentano in modo assiduo le piscine coperte. Lo rivela uno studio condotto dalla dottoressa Brigitta Json Lagerkvist e pubblicata dalla rivista scientifica Environment Health Perspective a seguito di un sospetto: che i componenti del cloro che si disperdono nell'aria delle piscine coperte possano agire su polmoni e vie respiratorie fino ad aumentare il rischio di contrarre asma e infezioni polmonari. Questa teoria, però, è ancora da provare con certezza scentifica e serviranno ulteriori approfondimenti. (Agenzia Reuters, CityMilano, 17/12/04)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi cinque è triplicata in Italia la somministrazione di psicofarmaci a bambini. Lo denunciano i ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano che, nel riscontro di questo aumento esponenziale, spiegherebbero alcune drammatiche conseguenze già riscontratesi. Luca Poma, fautore della campagna Giù le Mani dai Bambini, ha affermato: "E' ormai certo che gli psicofarmaci possono indurre i bambini al suicidio e, In italia, sono già 30.000 i bambini in terapia con questi psicofarmaci..." (Metroitalia, 1/12/04)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ci si può sfogare dalla rabbia repressa, pestando contro tutte le seccature che ci vengono inflitte. A Lubia, una cittadina spagnola a 160 km. a nord est di Madrid, un gruppo chiamato StopStress organizza sessioni di danno-terapia usando la discarica locale per scopi terapeutici. Con la modica somma di 40 euro vengono forniti martelli, elmetti, tute da lavoro, occhiali di protezione e musica heavy metal. Tutto il necessario per entrare nella discarica e sfogarsi a spaccare computer, televisori, telefoni cellulari, automobili e tutto quanto si trovi già lì o si voglia portare da casa propria, comprese fotografie di capuffici o di suocere da distruggere! I collerici clienti che scaricano così la loro aggressività sfogando le frustrazioni quotidiane, possono trascorrere fino a due ore per sentirsi finalmente appagati. Ma, dicono gli organizzatori, nessuno è mai riuscito a scatenarsi per più di mezz'ora... (CityMilano, 23/11/2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei bar e nei locali in cui è permesso fumare, le sostanze cancerogene prodotte dai fumatori si concentrano e superano fino a 50 volte le concentrazioni di smog registrate all'ora di punta in una strada dal traffico congestionato. Neppure gli impianti di aereazione bastano a eliminare gli agenti tossici più pericolosi che vengono emessi dalle sigarette. Lo dimostrerebbe una ricerca svolta da James Repace e pubblicata lo scorso settembre negli Stati Uniti dal mensile Journal of occupational and environmental medicine. Repace, il ricercatore che ha dimostrato per primo come il fumo passivo provocasse negli U.S.A. migliaia di morti all'anno per tumori ai polmoni, ha effettuato uno studio nel Delaware in otto locali aperti anche di sera, a novembre del 2002. Nel gennaio 2003, dopo l'entrata in vigore di una legge che impone il divieto di fumare nei locali pubblici in quello Stato, Repace ha ripetuto gli stessi test e ha dimostrato come il divieto avesse ridotto le sostanze tossiche nell'aria fino al 90%, specialmente il particolato di idrocarburi policiclici aromatici (Ppah), polveri sottili che penetrano nei polmoni tra le più pericolose fra gli inquinanti che si annidano nell'aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due studi indipendenti (Psychology and Aging, settembre 2004) hanno evidenziato che gli ottimisti corrono minori rischi di infermità e fragilità fisica presenti nella terza età, come ha dimostrato la University Texas Medical Branch che ha compiuto la sua ricerca su un campione di circa 1600 adulti osservati per 7 anni. Mentre la North Carolina University, che ha monitorato le capacità mnemoniche di 200 volontari divisi in due gruppi, ha scoperto che la memoria dipende strettamente dagli stereotipi sull'invecchiamento che ognuno possiede. Se sono positivi, ricordare risulta più facile. Per vivere meglio e più a lungo è quindi senza dubbio utile stare allegri e non affollare la mente di pensieri negativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Milano i poveri col mal di denti potranno farsi curare senza spendere un soldo. Una dozzina di dentisti professionisti ha acconsentito di lavorare gratis per i più poveri, aderendo a una iniziativa voluta dalla "Fondazione San Francesco" e da "Medici nel mondo". Lo studio odontoiatrico con soli volontari si trova in via Bertoni 9 ed è aperto tutti i giorni, escluso i festivi, dalle 9 alle 12,30 (Agenzia ANSA, 21/09/2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'agenzia Reuters ha divulgato una notizia giunta da Pechino: una coppia ha avuto due gemelli nel 2003 dopo aver già avuto un figlio nel 1997, violando in tal modo il piano familiare cinese e il Tribunale di Shenzen, città industriale nel sud della Cina, non  ha avuto pietà e ha inflitto ai genitori una multa di circa 78.000 euro. Qui il reddito medio annuo non arriva a 1.000 euro e la loro casa è stata posta sotto sequestro in attesa di giudizio, secondo il quotidiano Bejing Morning Post. Altre otto coppie della zona sono in attesa di processo. Chi infrange le norme sul piano familiare, oltre a multe astronomiche e casa sigillata, può perfino subìre che taglino la luce anche ai suoi parenti! La legge che impone un unico figlio per coppia vige da anni in un Paese che ha superato il miliardo e cinquecento milioni di abitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È fatta! il Consiglio dei Ministri del gelido Vladimir Putin, dopo anni di delibere, ha sottoscritto il Protocollo di Kyoto che a tempo di record è arrivato al Parlamento russo dove è stato approvato. È il documento che, se rispettato dalla maggior parte dei governi mondiali, potrebbe concedere la salvezza ambientale del pianeta Terra. Proposto in Giappone anni fa e giudicato dagli ecologisti troppo morbido contro gli inquinatori, non fu firmato dai massimi  governi che producono le peggiori scorie perché giudicato invece troppo severo o impraticabile. Il Protocollo di Kyoto, però, per entrare in vigore a livello mondiale, pretende la ratifica di Paesi che emettano oltre il 55% dell'anidride carbonica globale e pertanto è rimasto per anni nel cassetto, benché 120 Paesi avessero già firmato. Ma il maggior produttore di inquinamento del mondo, gli Stati Uniti d'America, non ha mai voluto aderire, respingendo nel 2001 ogni accordo con gli altri governi. Con il 17,4% di emissioni prodotte dalla Russia, però, il totale dei firmatari ha raggiunto il 66% e il Protocollo dovrà essere applicato senza ulteriori ritardi. Meglio tardi che mai: l'applicazione del trattato richiede che i Paesi industrializzati riducano le emissione di inquinanti entro il 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'Institute of Medicine, un gruppo statunitense indipendente che riferisce al governo U.S.A. ricerche collegate al tema della sanità, pare che ben nove milioni di bambini americani con più di sei anni siano obesi. “È necessario l'impegno del governo” afferma il gruppo, “poiché ci sono tanti bambini di sette anni con problemi alle arterie” (Reuters, 30/09/04). Ma oltre alle arterie compromesse e a futuri problemi cardiovascolari, i bambini obesi rischiano l'arteriosclerosi e il diabete, con colesterolo in eccesso e pressione alta. Lo ha scritto su Diabetes Care di ottobre il prof. Arcangelo Iannuzzi, primario di medicina interna all'Ospedale di Cava dei Tirreni (SA), grazie a uno studio eseguito assieme al collega Maurizio Trevisan, che lavora all'Università di Buffalo di New York, basato sull'osservazione delle arterie carotidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona notizia: si calcola che attualmente ogni neonato europeo abbia 50 possibilità su 100 di raggiungere il secolo di vita. Si ritiene che nel 2050, negli Stati Uniti, ci saranno 835.000 centenari. Raggiungere la quarta età con così alte probabilità impone di chiedersi: in quali condizioni? Come fare a mantenere una qualità di vita dignitosa, evitando di trasformare la società in una massa di invalidi non autosufficienti? I convegni che trattano di biontologia e invecchiamento sono sulla cresta dell'onda: nessuno vuole morire e nessuno vuole invecchiare! Crescono le ricette per superare gli 'anta' e restare giovani: il legame tra salute, longevità e alimentazione è scientificamente provato: vanno di moda i grassi acidi insaturi, meglio se di pesci che vivono in acque fredde, come pure l'uso di integratori multivitaminici e multiminerali. Soprattutto, l'atteggiamento mentale positivo, da raggiungere con la meditazione e infine la più accurata nutriterapia, ovvero la cura coi cibi giusti, da personalizzare caso per caso perché non siamo tutti uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha divulgato un rapporto sulle lesioni accidentali e volontarie: il risultato è che si muore più a causa dell'automobile che non in guerra! Nel 2000 varie lesioni fisiche hanno provocato circa 5 milioni di morti. Le cause: al primo posto gli incidenti stradali (1 milione e 260 mila). Subito dopo ci sono i decessi per lesioni provocate dai suicidi (815 mila) e al terzo posto da atti violenti. I morti per guerra stavano al 6° posto (310 mila), in coda dopo gli avvelenamenti e le cadute accidentali. Anche se con l'Iraq questi numeri sono oggi diversi, non bastano a cambiare questa statistica, che vede in Asia e in Africa il maggior numero di vittime stradali. Va riferito che il 90% di decessi mortali ha luogo nei Paesi più poveri del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 65% degli italiani sopra i 50 anni non ha dubbi: la salute è la prima preoccupazione, ma l'accesso alle cure troppo spesso non è garantito e un terzo denuncia l'inadeguatezza del SSN e la conseguente necessità di ricorrere a prestazioni private pagando di tasca propria. E' il risultato di una ricerca sviluppata dal CENSIS in collaborazione col quotidiano La Repubblica, che voleva porre l'accento sull'aggravarsi del problema dell'assistenza agli anziani in una sociatà che invecchia sempre più rapidamente. Solo in Italia, già oggi 14 milioni di persone hanno oltre 60 anni, 10 milioni ne hanno più di 65 e, soprattutto negli ultimi anni, gli ultraottantenni sono aumentati di ben 500.000 unità. (A.R.I.S. Notizie, 7/04/04).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un rapporto sulla qualità dell'ambiente di Como, la piccola cittadina bagnata dall'omonimo lago, rivela una condizione piuttosto preoccupante, tanto che si considerano necessari trenta anni per riportare l'ecosistema in condizioni di equilibrio naturale. "Inutile illudersi che Como possa guarire dall'inquinamento in 10 anni: iniziando da oggi, ce ne vorrebbero da 25 a 35", affermano i relatori, secondo una notizia pubblicata da Metro (9/02/2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Time Magazine (12/01/ 2004) ha riportato la notizia del ritrovamento di un serpente, catturato vivo, lungo oltre 14 metri e del peso di quasi mezza tonnellata (kg.447, per l'esattezza). E' accaduto a Curugsewu, sull'isola di Java, in Indonesia. Il pitone, un maschio di colore scuro reticolato, capace di mangiare cinque cani in una settimana, sarebbe di quasi 5 metri più lungo del pitone mai visto prima quando, nel 1912 a Sulawest, sempre in Indonesia, era stato ucciso un pitone di circa 10 metri di lunghezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una clamorosa notizia passata quasi inosservata è stata diffusa dall'agenzia di stampa Reuters e pubblicata su City di Milano (maggio 2003). Una teoria che numerosi scienziati sostenevano da parecchio tempo trova conferma in una ricerca universitaria divulgata a Washington: "L'idea di razza non ha basi genetiche. Non c'è modo di risalire alle origini di una persona analizzandone i geni. Perciò, le razze umane non esistono: sono una costruzione sociale". Lo ha confermato Sergio Pena della Universidade Federal de Minas Gerais, in Brasile che, assieme all'Università di Oporto, in Portogallo, ha condotto la ricerca sulla popolazione brasiliana, ovvero una delle più multietniche grazie agli ascendenti europei, indiani, africani e amerindi. Lo studio rivela che le dieci differenze genetiche tra uomini del nord del Portogallo e dell'Isola Sao Tome nell'ovest dell'Africa non sono in alcun modo collegate a caratteristiche come il colore della pelle o dei capelli, mentre un gruppo di 200 persone autoclassificatesi come "di pelle bianca" ha in media il 33% di geni amerindi e il 28% di geni africani. Tra quelli di "pelle nera", il 48% della percentuale genetica non è di discendenza africana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il Rapporto sulla Cronicità presentato dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni di malati-cronici, nel periodo 1993-2000 le persone colpite in Italia da malattia cronica sono aumentate del 28%. Tra le varie patologie presenti, la più diffusa è l'artrite reumatoide. Ne soffrono in Italia circa 350.000 persone, in prevalenza donne fra i 25 e i 40 anni. Altro dato significativo: dopo due anni dalla comparsa della malattia, nel 30% dei casi si ha una riduzione della capacità lavorativa, che aumenta fino al 70% dopo dieci anni dall'insorgenza. Altre malattie di rilievo: le allergie (in Italia ne soffre il 20% della popolazione, in Europa 80 milioni di persone). L'asma, che vede oltre la metà dei pazienti con più di 20 crisi l'anno, con tosse, dispnea, sonno disturbato e respiro sibilante. La broncopneumatia cronica ostruttiva (bpco) è un disturbo che colpisce in Italia il 5-8% della popolazione (circa 4 milioni) e causa 20.000-25.000 morti all'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due milioni di italiani soffrono di osteoporosi, mentre si contano circa 450.000 casi di alzheimer con un costo di gestione, per singolo paziente, di 50.000 euro all'anno (A.R.I.S. Notizie, 3/2/04).&lt;br /&gt;Una notizia buona e una cattiva ci arrivano dalla rubrica Unione Europea curata da Giulia Laulella su Altro Consumo (un periodico di COOP Lombardia, 10/12/2003). Eccole, prima l'una e poi l'altra: (1) Firmando un documento che chiede alle istituzioni comunitarie di poter mettere al bando dai propri territori gli organismi geneticamente modificati, dieci Regioni europee si sono dichiarate "ogm-free" e annunciano battaglia a Bruxelles per farsi riconoscere tali. In Italia aderiscono Toscana e Marche ma presto anche altre Regioni si aggiungeranno alla lista. Il Piemonte, ad esempio, ha già condotto una battaglia simile e in luglio ha distrutto campi di mais transgenico presenti sul proprio suolo. La sfida è stata lanciata, ora si aspetta una risposta da Bruxelles. Al momento non esiste una normativa comunitaria che consenta di dichiarare una Regione "ogm-free". (2) L'Italia è tra gli Stati europei dove si muore di più per tumore. Se per tutta Europa la media è di 254,3 vittime ogni 100.000 abitanti, l'Italia si trova in testa con Francia, Olanda, Spagna e Danimarca. La nostra media è infatti di 260,3 morti ogni centomila italiani e il tumore più frequente è quello al fegato (18,4 casi ogni 100.000) seguito da quello ai polmoni. Tra i Paesi meno colpiti, invece, troviamo la Finlandia (con una media di 196 casi ogni centomila) e la Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Sicilia vende gli ospedali per ripianare i debiti" è il titolo di un articolo apparso nel numero del 9 dicembre 2003 di A.R.I.S. NOTIZIE, il notiziario settimanale dell'Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari. Spiegazione:"La Regione Sicilia ha deciso di vendere gli ospedali per coprire il buco del sistema sanitario. I debiti riguardano i rapporti con farmacie, cliniche convenzionate e fornitori e hanno oltrepassato quota 2 miliardi di euro. Il progetto è contenuto in un articolo del disegno di legge sulle variazioni di bilancio votato dall'Assemblea regionale siciliana, contro cui si sono schierati i DS e la Cgil-medici, che vedono in questa operazione un ulteriore passo verso lo smantellamento del sistema sanitario pubblico. L'operazione, denominata 'sale and lease back', dà la possibilità alle Aziende sanitarie e ospedaliere di vendere alle banche i propri immobili, compresi gli ospedali, tramite un'asta internazionale. L'istituto che si aggiudicherà il bene non potrà cambiarne la destinazione d'uso e dovrà lasciarne la gestione, in affitto o in leasing, alle Asl che a loro volta si impegneranno a rimborsare in dieci anni alla banca il valore dell'immobile, compresi gli interessi e a riscattarlo col pagamento dell'ultima rata. Con questa operazione, la Regione Sicilia otterrà subito liquidità e potrà ripianare i debiti delle aziende sanitarie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 febbraio 2004 l'agenzia di stampa Ansa ha divulgato la notizia che i medici del pronto soccorso di Chicago, nell'Illinois, stanno testando un sostituto sperimentale di sangue a pazienti gravementi feriti ma senza il loro consenso. Seguono un programma che si svolge in 20 ospedali statunitensi, iniziato lo scorso gennaio e usano un composto messo a punto dai laboratori Northfield di Evanston, nell'Illinois. Questo sangue artificiale, secondo i ricercatori, è sicuro e potrebbe salvare solo negli Stati Uniti circa centomila persone l'anno che muoiono per emorragie. Per la quindicesima volta, il Food and Drug Administration, la fortissima corporazione che legifera sulla salute degli americani, ha approvato sperimentazioni senza il consenso dei pazienti, i quali vengono sottoposti all'uso di prodotti come cavie, cioé senza certezze definitive sull'innocuità dei prodotti stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importante settimanale americano "Time", che vende circa 16 milioni di copie in tutto il mondo, ha pubblicato un interessante servizio che, partendo dall'argomento della passata epidemia di Sars, spiega quanto sia difficile la lotta contro i virus e perché siano così difficili da combattere. "Benché i dottori abbiano un enorme arsenale di droghe e antibiotici capaci di spazzar via la maggior parte delle infezioni batteriche, un'invasione virale è faccenda assai più complessa. 'E' sempre stato più facile produrre agenti che uccidano batteri rispetto a quelli che uccidono i virus', dice il Professor Brian Tomlinson, un farmacologo clinico dell'Università Cinese di Hong Kong (CUHK). La ragione risiede nell'origine stessa degli agenti patogeni. I batteri sono organismi viventi che danneggiano i tessuti del corpo, moltiplicandosi senza controllo: li si può distruggere tagliando via i loro sistemi vitali. Gli antibiotici, ad esempio, sconfiggono le infezioni batteriche attaccando gli enzimi interni ai batteri stessi, così da permetterne l'eliminazione da parte del sistema immunitario di un organismo. I virus invece sono parassiti incapaci di riprodursi per conto proprio. Rimangono inattivi, per lo meno finché non penetrano dentro a una cellula per impossessarsi delle sue capacità allo scopo di riprodursi per proprio conto e così facendo distruggono la cellula-ospite. All'interno di un corpo sono vulnerabili a certe droghe solo dopo aver invaso una cellula, tanto che qualsiasi cura potrebbe danneggiare pure la cellula-ospite. E non è tutto: dopo che gli scienziati scoprono nuovi, efficaci vaccini o agenti antivirali, i virus all'improvviso mutano... trasformandosi potenzialmente in organismi ancora più mortali e difficili da sradicare. Il peggior nemico dei virus è il sistema immunitario umano..." (-by Brian Walsh/Hong Kong, TIME Magazine, April 28, 2003)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un argomento allegro ma molti sarebbero lieti di risolvere uno dei problemi collegato ai cimiteri: un'azienda svedese ha prodotto un sistema alternativo alla cremazione, metodo spesso considerato più 'ecologico' perchè i corpi bruciati non rischiano di trasmettere malattie o virus e non occupano tanto spazio quanto le classiche tombe. La Promessa Organic Ab di Goteborg congelerebbe le salme portandole alla temperatura di -18 gradi centigradi, per immargerle subito dopo nell'azoto liquido. Questo trattamento può rendere i corpi simili al vetro, così fragili da poter essere polverizzati con onde sonore. Come nella liofilizzazione, tutta l'acqua scompare e, conviene ricordare, noi siamo formati da quasi il 60-70% di liquidi. Ciò che resta può essere cremato o sepolto in una minuscola urna, a soli 30 cm. sottoterra. Così, entro un anno ossigeno e batteri trasformerebbero la polvere in sano nutrimento per le piante, entrando nel loro ciclo biologico. Attualmente, le ceneri del 70% degli svedesi devono essere seppellite a due metri di profondità e richiedono molti anni prima di raggiungere la decomposizione (City, 9/02/2004).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111148366523125282?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111148366523125282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111148366523125282&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148366523125282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148366523125282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/nws-notizie-dal-mondo-per-ridere-o.html' title='Nws: notizie dal mondo... per ridere o rabbrividire!'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111148290991175349</id><published>2005-03-22T01:04:00.000-08:00</published><updated>2005-03-22T01:15:09.916-08:00</updated><title type='text'>I molti volti di Gianrico Tedeschi</title><content type='html'>intervista esclusiva di Daniela Cohen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha raggiunto e superato gli 80 anni e recita sempre meglio. Elegante, dai modi minimalisti o, semplicemente, un vero signore. Un signore che fa l’attore per regalare alla gente ancora un poco di bellezza: quella di una grande interpretazione teatrale. Lo incontro su una terrazza assolata, sul Lago d’Orta, con la moglie Marianella Lazlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cosa fa, di questi tempi?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Abbiamo giriamo con &lt;em&gt;Tutto per bene&lt;/em&gt; di Pirandello, prima al Teatro Argentina di Roma. Poi siamo stati al Teatro Stabile di Catania e in Sicilia fino ai primi di febbraio. In febbraio al Teatro dei Filodrammatici di Milano con &lt;em&gt;Le ultime lune&lt;/em&gt; di Furio Bordon e a marzo sarò nella sede provvisoria del Teatro Parenti, sempre a Milano, con &lt;em&gt;Il Riformatore del mondo&lt;/em&gt; di Thomas Bernhard.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non si stanca mai?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Non solo direi di no, ma aggiungo che il mio è un lavoro che non stanca, a meno che uno non sia fisicamente sfortunato. E’ chiaro che le tournée sono faticose alla mia età, ma poiché ho creato una associazione, una piccola cooperativa di attori di Gorizia, siamo su un piano di autonomia e viviamo di tournée, come tutte le compagnie italiane, non avendo un teatro con sede a Milano o a Roma. Ma se anche fosse, di cosa vivono le compagnie? In un teatro puoi passarci un mese, poi cambi, si vive di giro… No, non sono stanco, soprattutto ora che si parla solo di economia, globalizzazione, guerre, terroristi. Per me si dovrebbe parlare solo d’arte, di pittura, musica e teatro: perciò mi piace farlo. Quando siamo stati a Torino, al Teatro Carignano, è stato un piacere vedere come un autore come Pirandello non abbia ancora fatto il suo tempo, resta attualissimo. Tanti non avevano ancora visto &lt;em&gt;Tutto per bene&lt;/em&gt; ed è giusto presentare un autore che sappia esprimersi così. Il nostro lavoro è talmente fantastico che ci sono ancora tante cose che vorrei fare. Il problema è la salute e l’età…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In che senso?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Nel senso che posso scegliere solo ruoli da vecchio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Parlando de&lt;/em&gt; Le ultime lune&lt;em&gt;, questo testo è diventato celebre grazie all’interpretazione teatrale di Marcello Mastroianni. Lei l’aveva visto in questo ruolo?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;No. Anche per questo ho accettato di farlo. Marcello ed io eravamo molto amici, abbiamo cominciato assieme a fare teatro, con &lt;em&gt;La locandiera&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Le tre sorelle&lt;/em&gt; per la regia di Luchino Visconti. Erano compagnie con tanti attori, a quei tempi e a Roma noi ci dividevamo lo stesso camerino. Stavamo assieme fin dal principio: sempre amici. E’ una delle ragioni per cui ho fatto questo omaggio a lui, poi la commedia è molto bella. Il tema della vecchiaia e della famiglia toccano molto e ho cercato di vedere anche gli aspetti comici di una cosa triste. In una casa di riposo si possono notare molte cose insolite e curiose: c’è il tema della solitudine, l’appuntamento con la morte a cui tutti ci dobbiamo avvicinare….Credo che l’autore, per questioni di famiglia, abbia vissuto queste cose. Colpisce la sincerità di fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non teme la noia di un lavoro comunque un po’ ripetitivo?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;L’attore non si annoia se fa cose che gli piacciono, altrimenti c’è da spararsi, come in tanti altri mestieri in cui uno è costretto a campare.Invece io non mi annoio mai, c’è una scoperta di sera in sera. Con &lt;em&gt;Le ultime lune&lt;/em&gt; siamo arrivati a 240 repliche, credo, e di recente mi è capitato ancora di dire, a fine spettacolo: “Beh, stasera ho capito qualcosa di nuovo!”. Inoltre, noi presentiamo un buon repertorio: con tre commedie diverse, si può essere scritturati da più teatri in più città e si lavora meglio. Invidio le compagnie di una volta, che avevano un repertorio immenso. Ruggeri aveva ripetuto le stesse commedie per 40 anni ma le cambiava ogni sera. Tanto, quando un attore fa tre o quattro ruoli molto belli è a posto per la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lei quali ruoli salverebbe dal suo repertorio?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il Pitchman da &lt;em&gt;Un’opera da tre soldi&lt;/em&gt;, quello fatto a Milano con Giorgio Strehler alla regia e Milva e Modugno in scena con me. Quanto è labile il teatro… Poi ricordo &lt;em&gt;Casa Cuore&lt;/em&gt; infranto di George Bernard Show, al Teatro Stabile di Roma con la regia di Squarzina. Infine amo una provocazione pensata per il pubblico senza inseguire l’indice di gradimento: &lt;em&gt;Cardinal Lambertini&lt;/em&gt; di Alfredo Testone, regia di Squarzina. Faceva impazzire i nostri nonni e bisnonni. Questo ruolo fu di Ermete Novelle e pure di Gino Cervi. Noi lo facemmo una ventina di anni fa a Milano, contro i troppo impegnati dell’epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cosa pensa dei nostri giorni?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il secolo passato è di una tragedia incredibile e questo qui non è che cominci bene. Per cui credo che l’arte, almeno, possa regalare un paio d’ore di svago per sentirsi un po’ meglio. A Torino uno spettatore mi ha avvicinato, a fine spettacolo e mi ha detto: “Lei mi ha dato nuova energia”. Ecco, così sono contento. (pubblicata da"La Pulce nell'Orecchio", marzo 2005)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111148290991175349?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111148290991175349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111148290991175349&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148290991175349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111148290991175349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/i-molti-volti-di-gianrico-tedeschi.html' title='I molti volti di Gianrico Tedeschi'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111141943937324843</id><published>2005-03-21T07:27:00.000-08:00</published><updated>2005-03-21T07:37:19.376-08:00</updated><title type='text'>Il teatro non è per tutti</title><content type='html'>Intervista esclusiva a &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Franco Branciaroli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di Daniela Cohen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando lo vidi a terra, in fondo alla scalinata della Stazione Centrale di Milano, in quella straordinaria performance che lo vedeva a fianco di un incredibile Giovanni Testori fabulatore, non posso fare a meno di seguire ogni suo spettacolo. Franco Branciaroli era talmente dentro a Gino, il poveraccio drogato e morente che gemeva la sua disperazione e la sua innocenza, che io non vedevo più la folla attorno a me, in piedi sul marmo gelido e sporco di quella fredda serata milanese. Sentivo la vergogna di non poter fare nulla per lui, cioè per tutti quelli come lui. L'impotenza dello spettatore di fronte a un dramma autentico. La pena dentro. Per questo da allora credo che Branciaroli sia uno fra i nostri migliori attori teatrali viventi. Anche incontrarlo, sebbene non sia facile, è un grande piacere. Gli parlo poco prima che vada in scena a Torino.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Credi che il teatro possa cambiare qualcosa, magari le coscienze?&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;“Ma no” dice con quella voce dai toni mutanti, bassi. “non ho mai creduto nel teatro che cambia la società e neppure l’arte può farlo, ammesso che ce ne sia….”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non credi nell’arte dell’attore?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; “Io so che faccio l’attore perché recitare lo devo fare, è come se avessi la recitina” sogghigna piano, “una malattia ghiandolare metabolizzata. E poi l’attore è come un  pianista: se ha talento è bravo, ma l’arte vera è quella di Beethoven. C’è una bella differenza tra un esecutore e un creatore, come tra un attore e Shakespeare”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come mai hai scritto un testo da te interpretato?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un drammaturgo può essere un organizzatore di teatro oppure un attore, tutto sommato: lavora su cose preesistenti e quando si è tanto letto, tanto interpretato, può succedere di voler mostrare il proprio modo di vedere il mondo. Diventa un vizio professionale. Io sono un teatrante e ho scritto Lo Zio per queste ragioni. Una volta tanti attori scrivevano testi e fra i tanti poteva venir fuori un Moliére. Tante cose avevano titoli strani e ormai sono scomparse. Da noi perfino Shakespeare sta diventando un marziano, chi lo comprende?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma tu preferisci recitare un testo classico o un'opera moderna, magari la tua?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Medea (Dentro Medea, da Euripide, presentato lo scorso anno al Teatro Parenti di Milano) è una meraviglia da recitare, la feci già con Ronconi anni fa. Da recitare è un delirio. Il mio testo da una sensazione diversa: vorrei che ciò che penso venga recepito, ma non c'è confronto fra gli uomini di un tempo e quelli che puoi descrivere oggi... Dove lo trovi uno come MacBeth? Un tempo si potevano scrivere dialoghi di altissimo pathos, oggi farebbero quasi ridere.&lt;br /&gt;Franco Branciaroli presenta la sua creazione drammaturgica dal 7 al 24 marzo al Teatro Grassi interpretando il protagonista da lui ideato, con la regia di Claudio Longhi. Lo zio è una storia in cui nulla è come sembra, possiede un suspence che ruota fra il giallo e il nero, contiene musiche argentine, tanghi e milonghe, per un piacere dei sensi e dell'intelletto. Fino al 6 marzo è al Teatro della Corte di Genova, il 29 sarà ad Asti. In seguito, Branciaroli torna a calcare le scene nei panni di Caligola, una fortunata quanto insolita edizione dell’antico dramma e lo vedremo a Roma dal 19 al 30 aprile al Teatro Argentina. (Pubblicata da "La Puloce nell'Orecchio", marzo 2005)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111141943937324843?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111141943937324843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111141943937324843&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141943937324843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141943937324843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/il-teatro-non-per-tutti.html' title='Il teatro non è per tutti'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111141784727369159</id><published>2005-03-21T07:02:00.000-08:00</published><updated>2005-03-21T07:10:47.280-08:00</updated><title type='text'>Sempre più catartico</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt; Intervista a &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Flavio Oreglio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di Daniela Cohen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha scoperto di poter campare sopra al fatto di piacere, con la sua personalità multiedrica. Niente male! Flavio Oreglio, faccia da Charlie Brown con sguardo ingenuo ma sardonico, non viene considerato solitamente  né un musicista, né un cantante, né un attore, né un comico, né tantomeno uno scrittore… Eppure ha già venduto 2 milioni di copie di libri pubblicati da Mondadori: &lt;em&gt;Il momento è catartico&lt;/em&gt; del 2002, &lt;em&gt;Bis, nuovi momenti catartici&lt;/em&gt; del 2003 e &lt;em&gt;Catartico al cubo – Atto finale&lt;/em&gt; del 2004. Ha venduto dei CD e sta preparando DVD che andranno via come il pane, in tv è acclamato, a teatro ha un seguito di fans… Perché Flavio suona il pianoforte e si misura da anni con varie band, improvvisando jam sessions fantastiche. Canta gradevolmente ma non resiste alle battute fulminanti. In aprile sarà al Teatro Ariberto di Milano con qualcosa di nuovo ma non troppo. &lt;em&gt;Lui cosa dice di sé stesso?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;“Il mio è teatro-canzone con scrittura improvvisa che si inserisce su materiale scritto.  Amo il teatro e calco i palcoscenici di mezza Italia con cose ben diverse dalle commedie o i drammi, che godono di un soggetto preciso. Il mio lavoro sta  nello sperimentare quasi di continuo nuove battute: amo collaudare le mie idee dal vivo e utilizzo i teatri come una specie di laboratorio, dove verificare i risultati con la gente”.&lt;br /&gt;Certo che Zelig e Claudio Bisio lo hanno catapultato nell’Olimpo dei cabarettisti di gran qualità e successo, ma è pur vero che Origlio ha saputo costruire con cura il momento che l’ha portato dove ora si trova. &lt;em&gt;Da dove salta fuori questo curioso personaggio?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;“Sono nato a Peschiera Borromeo poi ho vissuto a Milano, dove ho frequentato il liceo scientifico, per poi laurearmi in Scienze Biologiche nel 1982. Speravo di occuparmi di Ecologia: in quegli anni si pensava seriamente di poter migliorare il mondo. Ma suonavo già fin dai primi anni ’70 e nel 1985 ho cominciato a fare sul serio, cercando di lavorare nei locali che spuntavano come funghi sui Navigli. A quei tempi, a Milano bastava andare di persona dal proprietario di un pub e trovarsi la sera dopo a lavorare davanti alla gente. Da allora ho proposto sempre più la mia musica fino ad approdare allo Zelig, infine in televisione. Mi sono costruito da solo, mattoncino dopo mattoncino: canzoni e monologhi li avevo sempre fatti, ma per la televisione ho dovuto inventare qualcosa in cui si tenesse conto delle mie caratteristiche, più un compromesso per la tv. Sono nati così i Momenti Catartici ma è la tv che ha vinto con quello Zelig: godeva di un vuoto di comici che durava da 10 anni. Zelig ha raccolto il meglio dell’esistente e ha composto un team con una forza enorme”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma tu come sei riuscito a sfondare?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;“I momenti catartici per 2 anni erano cose mie, poi abbiamo creato il Circolo dei Poeti Catartici: ho ricevuto circa 10000 poesie. Ne ho selezionate 50 e le ho pubblicate nel mio 3° libro. Ho pubblicato anche una Antologia di sole “Poesie Catartiche” con un DVD del mio spettacolo teatrale e sono orgoglioso che la prefazione includa uno scritto di Ada Merini, conosciuta grazie a una puntata del Maurizio Costanzo Show. L’ho anche incontrata e la trovo una persona straordinaria”.&lt;br /&gt;Parlo a Flavio del nostro giornale e lui reagisce dicendo che gli piace molto il nome.&lt;br /&gt;“La Pulce nell’Orecchio è un bellissimo concetto: è quel qualcosa che ti spinge a non andare sempre nella stessa direzione. Imparare ad andare a teatro, ad esempio, anche se il protagonista è sconosciuto, anche se non ne ha mai parlato la televisione. E scegliere un genere senza seguire la moda, con quel pizzico di avventura che soltanto chi ha una pulce nell’orecchio può arrischiarsi di avere”.&lt;br /&gt;Grazie! Contento della vita?&lt;br /&gt;“Ho vissuto diversi stati di soddisfazione: perché ci sono dei gradini e si va avanti: prima ho capito che il mio hobby poteva diventare una professione ed ero contento appena ho scoperto che potevo mantenermi. Poi ho scoprerto di poter fare di più e quella pure era una soddisfazione. E così via: sono sempre contento anche se continuo a pensare che ci sia qualcosa di meglio, ma mi va bene arrivarci per gradi e godermi ogni momento della vita”. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;(intervista pubblicata da "La Pulce nell'Orecchio", aprile 2005)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111141784727369159?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111141784727369159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111141784727369159&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141784727369159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141784727369159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/sempre-pi-catartico.html' title='Sempre più catartico'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-11597335.post-111141569214532422</id><published>2005-03-21T06:30:00.000-08:00</published><updated>2005-03-21T06:54:58.793-08:00</updated><title type='text'>Le notizie più curiose provenienti da tutto il mondo!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Sono troppo contenta di iniziare l'avventura del Blog.&lt;/span&gt; Ogni giorno ci sono notizie che sfuggono: notizie importantissime, che andrebbero non solo lette, ma ricordate, trascritte e divulgate alla grandissima. Purtroppo questo non avviene e allora eccomi, il paladino della notizia che sfugge!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Chi vorrà distrarsi con curiosità e informazioni, spesso divertenti ma non sempre, mi segua e interagisca: tutti gli interventi esterni sono bene accetti. Presto ne vedrete delle belle... &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Ciao! Daniela Cohen&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/11597335-111141569214532422?l=newsbydanielacohen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/feeds/111141569214532422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=11597335&amp;postID=111141569214532422&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141569214532422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/11597335/posts/default/111141569214532422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newsbydanielacohen.blogspot.com/2005/03/le-notizie-pi-curiose-provenienti-da.html' title='Le notizie più curiose provenienti da tutto il mondo!'/><author><name>daniela cohen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07219527052442610557</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-ATkKVzPWc6k/TXkQC2wSz6I/AAAAAAAAAGQ/vp49CkUN0WI/s220/dany%2527Avatar.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
